San Valentino: l’amore , dalla storia alla tavola

cuoreSan Valentino non solo festa degli innamorati che si festeggia con regali e fiori, ma anche ricorrenza che piu’ che mai si celebra con un invito a cena. Ed ecco che fioccano ovunque i menu’ di san valentino, tra ristoranti e agriturismi , in cui le ricette hanno a che fare con ingredienti piccanti e realizzazioni a forma di cuore , dai souffle’ ai dolci. Dal peperoncino, affermato alleato dell”ars amatoria’, al sedano, ma anche il finocchietto selvatico o il pistacchio di Bronte: sono tanti i prodotti della terra che contribuiscono a rendere più ‘stuzzicante’ la cena di San Valentino. E’ quanto afferma l’associazione agrituristica Terranostra della Coldiretti che ha censito in una ricerca i protagonisti di una tavola adeguatamente ‘stimolante’ per il ‘tete a tete’ di San Valentino. Ma chi era San Valentino e perche’ e’ considerato il protettore dell’amore?
Detto anche san Valentino da Terni o san Valentino da Interamna , fu un vescovo e un martire cristiano, decapitato nel 273 sotto l’imperatore Aureliano . È commemorato nel martirologio romano il 14 febbraio, giorno in cui veniva celebrata l’antica festa di Santa Febronia. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e in seguito dalla Chiesa anglicana, in effetti è considerato impropriamente patrono degli innamorati, anche se sono molte le storie entrate a far parte della cultura popolare, su episodi riguardanti la sua vita . Una di queste narra che Valentino, graziato ed “affidato” ad una nobile famiglia, compie il miracolo di ridare la vista alla figlia cieca del suo “carceriere”, Asterius: Valentino, quando stava per essere decapitato, teneramente legato alla giovane, la salutò con un messaggio d’addio che si chiudeva con le parole: dal tuo Valentino….
Un’altra narra come un giorno il vescovo, passeggiando, vide due giovani che stavano litigando ed andò loro incontro porgendo una rosa e invitandoli a tenerla unita nelle loro mani: i giovani si allontanarono riconciliati. Un’altra versione di questa storia narra che il santo sia riuscito ad ispirare amore ai due giovani facendo volare intorno a loro numerose coppie di piccioni che si scambiavano dolci effusioni di affetto; da questo episodio si crede possa derivare anche la diffusione dell’espressione piccioncini.
Secondo un altro racconto, Valentino, già vescovo di Terni, unì in matrimonio la giovane cristiana Serapia, gravemente malata, e il centurione romano Sabino; l’unione era ostacolata dai genitori di lei ma, chiamato dal centurione al capezzale della giovane morente, Valentino battezzò dapprima il giovane soldato e quindi lo unì in matrimonio alla sua amata, prima che entrambi cadessero in un sonno profondo.
La festa di San Valentino fu istituita comunque un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità (i Lupercalia dedicati al dio Luperco) una ispirata invece al messaggio d’amore diffuso dall’opera di san Valentino.
La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d’amore e regali fra innamorati, pero’ risale probabilmente all’alto medioevo, e potrebbe essere in particolare riconducibile al circolo di Geoffrey Chaucer in cui prese forma la tradizione dell’amor cortese. Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico (la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). La più antica “valentina” di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo, e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée….
Pur rimanendo incerta l’evoluzione storica della ricorrenza, ci sono altri riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c’è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell'”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne. I giudici venivano selezionati sulla base della loro familiarità con la poesia d’amore.
Molte tradizioni legate al santo sono riscontrabili nei paesi in cui egli è venerato come patrono, anche se la figura di Valentino come santo patrono degli innamorati viene tuttavia messa in discussione da taluni che la riconducono a quella di un altro sacerdote romano, anch’egli decapitato pressappoco negli stessi anni.
La città di Terni invoca san Valentino come principale patrono. Patrono del paese di Sadali, considerato protettore dei matrimoni, san Valentino, la cui chiesa fu forse edificata da monaci bizantini, viene qui ricordato non a febbraio, ma ad ottobre e la festa sarda dura tre giorni.A Quero si festeggia il santo benedicendo le arance e lanciandole da un pendio annesso all’Oratorio di San Valentino nell’omonima località. È patrono di Vico del Gargano, dove viene festeggiato il 14 febbraio con manifestazioni religiose e attività culturali. Caratteristico l’addobbo della statua e delle vie del paese con arance e alloro. Molto partecipata è la processione con la reliquia del santo che si tiene la mattina del 14 febbraio. Di particolare interesse è inoltre la fiera campionaria, con oltre 100 espositori e luna park, alla quale partecipano migliaia di persone che visitano anche nel caratteristico centro storico le bancarelle di prodotti artigianali e gastronomici.

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