San Valentino, San Francesco e San…giovese : il menu’ di Con i piedi per terra in tv questa settimana, con la tavola degli innamorati

Potremmo dire che CON I PIEDI PER TERRA e’ dedicato a TRE SANTI…. SAN VALENTINO che si festeggia in questi giorni, e lo scopriremo attraverso la storia, la tradizione e anche la tavola degli innamorati… SAN Francesco, con un collegamento da Assisi per uno spaccato della storia della cittadina umbra.Il terzo e’ il SAN GIOVESE… che solo un gioco di parole fa diventare santo , e anche rime e poesie in romanesco come quella che fa: “Sto San Giovese è un Santo sopraffino se conquistò l’eterno co’ sto vino, e quanno che lassù fanno bisboccia co’ l’angeli che cantano ar “Divino” sto’ Santo è sempre pronto co’ sto’ vino !!!! “Il racconto del sangiovese dalle terre di Predappio da centinaia di anni la terra del Sangiovese. Gli statuti di Predappio dell’anno 1383, citano testualmente: “ Stabiliamo che tutti coloro che hanno vigne nei confini del Castello di Predappio o nei pressi del Castello stesso per l’ampiezza di venticinque pertiche, siano strettamente tenuti a chiudere le vigne stesse e a tenerle chiuse così che gli animali non possano arrecare danno in essi, la multa per il contravventore sia di cinque soldi bolognesi. Questo statuto abbia validità nel Castello del suddetto Predappio e non in altri territori.” Tutto ciò conferma la grande importanza che i vigneti, le uve e il vino hanno avuto nel territorio di Predappio; la protezione e la tutela risalgono a più di sei secoli fa. Oggi Predappio, comune in provincia di Forlì-Cesena, situato sulle prime colline alle pendici dell’Appennino Romagnolo sulla riva sinistra del fiume Rabbi, è centro di economia agricola (rinomati i suoi vini Sangiovese).
Le prime notizie storiche sul vitigno risalgono al 1600, mentre il suo nome sembra derivare dal “Monte Giove”, una collina che si trova presso Sant’Angelo di Romagna. La tradizione è affidata ad una leggenda locale secondo la quale i frati cappuccini del convento di Sant’Angelo, che tra le altre cose coltivavano la vite e producevano un favoloso vino rosso, un giorno ospitarono nel loro convento, un illustre personaggio. I frati offrirono all’ospite il loro vino. Questi, gradì tale vino e ne chiese il nome, mettendo i frati in imbarazzo poichè‚ non ci avevano mai pensato. Uno dei monaci, però, con prontezza di spirito disse che il vino si chiamava Sanguis Jovis (Sangue di Giove), nome che nei secoli si mutò in “Sangue di Giove” e poi in “sangiovese”.
Coltivato dalla Romagna fino alla Campania e tradizionalmente il vitigno più diffuso in Toscana, il SANGIOVESE entra negli uvaggi di centinaia di vini, tra i quali alcuni dei più prestigiosi vini italiani: Carmignano, Rosso Piceno Superiore, Chianti e Chianti Classico, Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Montefalco rosso, Morellino di Scansano e appunto il nostro Sangiovese di Romagna, in purezza
Le origini e la provenienza del Sangiovese sono incerte: le prime informazioni sicure risalgono solo al XVI secolo, quando Giovan Vettorio Soderini, nel suo trattato “La coltivazione delle viti”, ne parla dicendo che «il Sangiocheto o Sangioveto è un vitigno rimarchevole per la sua produttività regolare». Anche l’origine del nome è incerta e varie sono le teorie: alcuni sostengono che derivi da “sangiovannese” in quanto originario di San Giovanni Valdarno; altri invece lo fanno risalire a forme dialettali (da “san giovannina”¬ uva primaticcia ¬ dato il suo precoce germogliamento a fine giugno per la festa di San Giovanni Battista), chi sostiene che derivi da “sanguegiovese”, ossia “sangue di Giove” (in quanto proveniente dal Monte Giove nei pressi di Santarcangelo di Romagna).Da recenti studi genetici sembra che il “Sangiovese”, a dispetto della sua diffusa e storica presenza nell’area romagnola e tirrenica, possieda parentele con vitigni coltivati nel Sud Italia, soprattutto in Campania e Calabria (Palummina Mirabella e Calabrese Montenuovo). Dieci varietà ne costituiscono la “famiglia” ed il Ciliegiolo sembra sia un suo discendente diretto. Infine da Rimini la 32° edizione di SIGEP il grande show mondiale del dolciario artigianale che quest’anno ha visto un’edizione da record non solo come numero di visitatori ma come produzioni da guinness dal cono gelato di oltre due metri d’altezza alla TORTA per i 150 anni dell’Unità di Italia. E poi le sfide tra pasticceri e panificatori, e le acrobazie della nazionale di pizza acrobatica .

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