Sbarco su Marte: nella dieta dei “cosmonauti” anche yogurt e cioccolata di aziende bolognesi

Cinquantamila euro dalle imprese per le ricerche “marziane” dell’Alma Mater. Sono stati i 50mila euro messi a disposizione da aziende come Granarolo, Coswell, Colussi e la milanese Sofar, a consentire agli scienziati Unibo guidati da Aldo Roda di continuare a lavorare nel progetto internazionale Mars500, protagonista proprio in questi giorni del primo sbarco virtuale dell’uomo sul Pianeta Rosso.Con i suoi 520 giorni di durata l’esperimento, coordinato dalle agenzie spaziali russa ed europea, sottopone infatti i sei “cosmonauti” a stress e regimi dietetici particolari. E proprio gli effetti di tali condizioni limite sulla funzionalità di stomaco, intestino e fegato sono al centro dell’attenzione dei ricercatori bolognesi. Per monitorare svuotamento gastrico, alterazioni della flora batterica e transito intestinale gli studiosi si avvalgono di sofisticati metodi e sensori non invasivi basati sull’analisi del respiro. Un’espirazione dentro un boccaglio collegato al dispositivo di analisi, e il gioco è fatto. I risultati saranno successivamente trasmessi via satellite a Bologna e vagliati nel Laboratorio di chimica analitica del dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’ateneo.“I dati preliminari in nostro possesso – riferisce Roda – sembrano indicare, ad esempio, l’insorgere di una infiammazione intestinale in alcuni membri dell’equipaggio, già evidente sin dai primi mesi dell’esperimento”. Per i risultati conclusivi bisognerà tuttavia attendere il rientro a terra previsto a novembre. Prima di quel momento, sottolineano i ricercatori, si potrebbero registrare alterazioni anche più evidenti.“La sperimentazione in corso ci offre un’occasione forse irripetibile per i nostri studi su stomaco e intestino” dice Patrizia Simoni dell’Università di Bologna. “Nella maggior parte delle ricerche sulla nutrizione sono i soggetti stessi a garantire di rispettare un certo regime alimentare, o di assumere un certo farmaco. Nell’ambito di Mars500, invece, i componenti della missione sono isolati e sappiamo perfettamente cosa mangiano e come vivono”.Le aziende sponsor non si limitano a sostenere economicamente le ricerche. Hanno infatti messo a disposizione anche prodotti avanzati per l’alimentazione degli astronauti, il monitoraggio della loro salute ed eventuali interventi terapeutici. A partire da fine febbraio la dieta dell’equipaggio, ormai di ritorno da “Marte”, subirà un netto cambiamento. Nel menù degli astronauti entreranno prodotti alimentari a marchio italiano. Granarolo, ad esempio, ha fornito yogurt, latte fermentato e parmigiano reggiano. I prodotti sono gli stessi che chiunque può acquistare al supermercato (Yomo Rinforzo Plus, Yomo 100% Naturale 0,1% di grassi e Parmigiano Reggiano), ma sono stati liofilizzati (i liquidi) e sigillati in confezioni a tenuta stagna per una conservazione prolungata a temperatura ambiente. Una concessione al palato arriva poi da Colussi, che accanto a cracker e biscotti tradizionali (Biscolussi, Cracker salati, Cracker Fibrextra Integrale) ha dispensato anche Bocconcini di panforte ricoperti di cioccolato. Gli sperimentatori più golosi apprezzeranno anche la Cioccolata antiossidante offerta dalla Coswell di Bologna e se, tra tante leccornie, si sporcheranno le mani, niente paura, potranno ricorrere al Gel igienizzante con antibatterico della stessa società, che ha inoltre messo a disposizione la sua tisana anti-stress e un evoluto kit di integratori salini appositamente studiato per essere inserito nel tappo delle bottiglie e sciogliersi in acqua. Sofar, infine, azienda farmaceutica del Milanese, ha procurato farmaci contro infezioni urinarie e disfunzioni gastro-intestinali, nonché dispositivi auto-diagnostici.
A livello nazionale Mars500 vede la partecipazione di altri centri di ricerca. All’Università di Bologna si affiancano infatti quella di Milano, della Tuscia (Viterbo) e il Centro Extreme di Pisa (Cnr, Scuola superiore sant’Anna e Università). Altri partner scientifici sono l’Inrca-Irccs di Roma e la Fondazione Maugeri di Pavia. Sul versante degli sponsor vanno annoverati anche Also-Enervit, Esaote Spa e Thales Alenia Space.
Il progetto Mars500, e’ un progetto di ricerca internazionale che consiste in una simulazione il più possibile realistica di una missione umana su Marte. Dopo una fase preliminare che ha previsto il confinamento di sei “cosmonauti” per 105 giorni all’interno del modulo, e che è servita per l’ottimizzazione logistica e tecnica dell’esperimento, nel giugno 2010 è partita la simulazione vera e propria. I ricercatori che hanno partecipato alla prima fase ora possono mettere a frutto il lavoro di ottimizzazione sperimentale svolto. Il progetto prende il nome dal numero di giorni preventivato per raggiungere il pianeta, atterrarvi, e tornare a casa: 520 giorni. Un periodo di tempo talmente lungo da mettere a dura prova le condizioni psico-fisiche dell’equipaggio: costretti negli spazi angusti dell’astronave, riusciranno gli astronauti a mantenersi in buona salute? A che problemi andranno incontro? Come li affronteranno? E come risponderanno alla convivenza forzata, alla lontananza da casa, alle difficoltà di comunicazione con la Terra? Il progetto organizzato dalle Agenzie spaziali europea e russa, si proone di risondere a queste domande. Sei “astronauti” (tre russi, due europei e un cinese) sono isolati in una struttura, simile in tutto e per tutto ad un’astronave ma situata a terra, presso l’Istituto di problemi biomedici di Mosca (Ibmp). L’atterraggio sul Pianeta Rosso ha avuto luogo il 12 febbraio, mentre tre sono gli sbarchi dell’equipaggio, con relative passeggiate sulla superficie del pianeta: il 14, il 18 e il 22 dello stesso mese.

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