Scandalo tabacco, Barroso “licenzia” Dalli

Prende i toni del ‘giallo’ la caduta di John Dalli, il Commissario europeo con delega alla salute e ai diritti dei consumatori. Per la Commissione europea si è dimesso dopo essere stato convocato dal presidente Barroso che gli ha contestato le conclusioni dell’indagine del servizio antifrode europeo Olaf, attivata su denuncia di ‘Swedish Match’, produttore svedese di ‘snus’ (il tabacco da masticare la cui commercializzazione è vietata nella Ue anche se le multinazionali lo considerano l’alternativa ‘buona’ alle sigarette). Il maltese, in un video postato su YouTube, ha sostenuto di essere stato licenziato da Barroso ed ha accusato la lobby del fumo di aver costruito un caso contro di lui. La vicenda ruota attorno al progetto di nuova direttiva europea sul tabacco alla quale stanno lavorando da due anni i tecnici di Dalli. Gli svedesi il 24 maggio scorso hanno denunciato alla Commissione europea di essere stati avvicinati da “un imprenditore maltese” che, vantando “contatti” con Dalli, aveva chiesto “una ingente somma” promettendo di essere in grado di influenzare la legislazione sul tabacco, in dirittura d’arrivo con la previsione di un ulteriore giro di vite (tra le ipotesi, anche l’imposizione del pacchetto anonimo già adottato in Australia, oltre alla conferma del ‘no’ allo ‘snus’). Per l’Olaf è colpevole di aver saputo e di non aver fatto nulla anche se “non c’é stata influenza” sul progetto legislativo. Con l’uscita di scena di Dalli, il percorso potrebbe rallentare, anche se la portavoce della Commissione oggi ha affermato che “in tempi brevi” sarà nominato un nuovo commissario alla salute. L’interim già ieri è stato assegnato allo slovacco Sefcovic. Ma i lavori sulla direttiva potranno riprendere solo quando sarà nominato un nuovo titolare. Secondo le regole europee è il governo di La Valletta a dovere indicare il designato. Ma non è da escludere che al nuovo Commissario maltese venga assegnato lo stesso portafoglio. Tra gli scenari possibili, un rimpasto. In ogni caso i tempi per l’avvio della fase conclusiva dell’iter legislativo della nuova direttiva sul tabacco potrebbero rallentare. Da qui i sospetti espressi dai media nella lunga conferenza stampa tenuta dalla portavoce della Commissione, Pia Ahrenkilde, e dal direttore generale dell’Olaf, l’ex magistrato italiano Giovanni Kessler. Ad infittire il ‘giallo’, il fatto che il rapporto finale dell’Olaf non è stato reso pubblico e che Dalli non ha presentato dimissioni scritte ma solo verbali. Kessler ha però parlato di “prove inconfutabili” sul fatto che Dalli sapesse delle azioni dell’imprenditore (che secondo la stampa maltese sarebbe Silvio Zammit, compagno del Commissario nel Partito Nazionalista di centrodestra). Il fatto che “non c’é prova che il Commissario Dalli sia stato l’istigatore o la mente della macchinazione” avrebbe potuto scagionarlo. Ma la sua colpa è stata quella di “non aver fatto nulla per prevenire, fermare o riferire su quello che stava succedendo e che era evidentemente illecito”. Il direttore dell’Olaf ha comunque ribadito che in tutta la vicenda “non è stato versato un euro”. E però, nel momento in cui la Commissione punta ad avere un ruolo centrale nella gestione della governance economica dell’Eurozona, Barroso – che vuole dare al Palazzo Berlaymont l’immagine della casa di vetro – ha evidentemente usato il pugno di ferro. (di Marco Galdi) (ANSA)

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