Scarpate, siepi e fossi: gli obblighi dei proprietari di terreni

trattore al lavoroLa Cia di Imola ricorda a tutti gli interessati che il Codice della Strada e il Regolamento di Polizia Rurale adottato dai Comuni del Nuovo Circondario Imolese regolano la pulizia di terreni, siepi, scarpate e alberi in prossimità di strade e autostrade.
Il Codice della Strada ordina ai proprietari confinanti che hanno l’obbligo di mantenere le siepi in modo da non restringere o danneggiare la strada o l’autostrada e di tagliare i rami delle piante che si protendono oltre il confine stradale e che nascondono la segnaletica o che ne compromettono comunque la leggibilità dalla distanza e dalla angolazione necessarie.
Qualora, poi, per effetto di intemperie o per qualsiasi altra causa vengano a cadere sul piano stradale alberi piantati in terreni laterali o ramaglie di qualsiasi specie e dimensioni, il proprietario di essi è tenuto a rimuoverli nel più breve tempo possibile.
Chiunque viola le disposizioni di legge è soggetto alle sanzioni amministrative.
La distanza dal confine stradale, fuori dai centri abitati da rispettare per impiantare alberi lateralmente alla strada, non può essere inferiore alla massima altezza raggiungibile per ciascun tipo di pianta a completamento del ciclo vegetativo o comunque non inferiore a 6 metri.
Per la lavorazione dei terreni in prossimità di strade e scarpate il Regolamento di Polizia Rurale adottato dai Comuni del Nuovo Circondario Imolese ricorda che è vietato arare od effettuare altre lavorazioni del terreno a distanza inferiore ai 2 metri da fossi o canali.
Al punto due dello stesso regolamento si legge che le lavorazioni agricole adiacenti alle sedi stradali statali, provinciali e comunali e vicinali di uso pubblico, devono mantenere una fascia di
rispetto a terreno saldo (non coltivato) di almeno 3 metri dal ciglio superiore della scarpata a monte e dal ciglio inferiore della scarpata a valle della sede stradale.
Le scarpate devono essere recuperate da vegetazione autoctona locale, facilitando la ricolonizzazione spontanea o ricorrendo alle tecniche dell’ingegneria naturalistica con preferibile inserimento di compagini erbaceo-arbustive.
I frontisti delle strade pubbliche, poi, non possono arare i loro fondi sul lembo delle strade ma devono formare lungo le stesse la regolare capezzagna (terreno non coltivato) per rivolgere l’aratro senza danno delle strade, rive e fossi.

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