Scende l’inflazione ma la Cia denuncia: “i prodotti alimentari sono ancora troppo cari”

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La caduta verticale dei prezzi praticati sui campi (-16% in agosto) ha frenato la ‘corsa’ al dettaglio di frutta, verdura e pane, ma sugli scaffali i listini degli agroalimentari restano ancora troppo cari. Cosi’ la Confederazione italiana agricoltori commenta i dati provvisori dell’Istat sull’inflazione a settembre (-0,2% su agosto e +0,2% su settembre 2008). La ‘forbice’ dalla produzione agricola alla tavola – secondo la Cia – si e’ sensibilmente ridotta rispetto allo scorso anno anche se in alcuni casi resta ancora accentuata. In particolare, sempre a settembre, si e’ avuta una leggere ripresa per i prodotti agroalimentari al dettaglio che sono cresciuti dello 0,1% rispetto ad agosto e dello 0,9% su base annua. Un aumento che ha interessato, in particolare – osserva la Confederazione – i prezzi dei prodotti trasformati, che hanno segnato un rialzo dello 0,1% su base mensile e dell’1% nei confronti dell’anno scorso. In flessione, grazie soprattutto al crollo dei listini all’origine, invece i prodotti ‘freschi’, ovvero non lavorati, i cui prezzi sono diminuiti dello 0,1% rispetto ad agosto e cresciuti dello 0,8% su base annua, in calo rispetto allo 0,9% di agosto.

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