Schiacciati da tasse e adempimenti: la protesta di Confagricoltura Piacenza


Si prospettano forti ritardi nei pagamenti degli aiuti comunitari agri agricoltori. È la goccia che fa traboccare il vaso nelle partecipatissime riunioni di zona di Confagricoltura Piacenza, il tradizionale ciclo d’incontri avviato mercoledì sorso nella sede gremita dell’Associazione e che prevede diversi appuntamenti sul territorio. “Gli Associati sono in fermento, gli imprenditori agricoli sono esasperati e le nostre riunioni di zona stanno diventando una polveriera per azioni di protesta. Servono misure urgenti e subito a favore del settore, invece ogni giorno esce una nuova norma che ci soffoca ulteriormente, come quella delle fasce tampone lungo i corsi d’acqua prevista delle nuove disposizioni in materia di condizionalità” – spiega Enrico Chiesa, Presidente di Confagricoltura Piacenza. Venendo ai saldi dei contributi PAC, sono ritardati dal refresh: le fotografie aeree scattate la scorsa estate non si sovrappongono perfettamente a quelle di tre anni prima: il 60% delle parcelle agricole, nella nostra regione, risulta in anomalia. E le pratiche con anomalie non vengono liquidate, così la maggior parte delle nostre aziende avrà ritardi nei pagamenti. Lo sanno bene coloro che attendono ancora il saldo della domanda unica del 2007. “Nella vicina Lombardia i nostri colleghi ricevono i saldi quando a noi arrivano gli acconti – sottolinea Chiesa – come è possibile una tale difformità nelle procedure? Chiediamo uno snellimento della burocrazia: si tratterebbe di misure a costo zero che liberano risorse. Gli agricoltori sono esasperati dallo sperpero di tempo ed energie profuso nel dover continuamente giustificare ogni atto del loro operato. Gli Associati, – prosegue Chiesa – particolarmente presenti e propositivi nei nostri incontri, ci chiedono di proseguire nell’azione di mobilitazione che abbiamo intrapreso su più fronti. Non ci fermiamo, infatti, neppure nella nostra battaglia per la riduzione dell’Imu – prosegue Chiesa – perché si tratta di una vera e propria patrimoniale che colpisce i beni produttivi sui cui si basa la nostra attività. Abbiamo personalmente incontrato diversi Sindaci affinché le amministrazioni locali concedano almeno la riduzione in merito alla quale hanno facoltà di deliberare, ma pretendiamo di essere ascoltati e considerati anche dal sistema Paese. Occorre costruire un quadro normativo favorevole alle imprese, affinché ritorni l’entusiasmo per il lavoro in agricoltura. Gli agricoltori – conclude Chiesa – hanno bisogno di certezze e di stabilità per poter programmare le produzioni, investire e competere”.

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