Seconda fase ‘terre vive’, enti pubblici vendono

agricoltura generica1Parte la seconda fase di ‘Terre vive’, che mette in vendita o in affitto terre agricole o incolti di proprietà degli enti pubblici. Dopo i 5.500 ettari dello Stato messi a disposizione nell’estate scorsa, oggi al Salone del Gusto il ministero delle Politiche Agricole, l’Anci e la Conferenza delle Regioni firmano il protocollo d’intesa per la vendita o l’affitto dei terreni di proprietà di Regioni e Comuni. Secondo l’Istat la superficie complessiva di queste aree agricole è di 142 mila ettari a cui vanno aggiunti gli incolti”.
Proprio pochi giorni fa il ministro Maurizio Martina da Cernobbio aveva annunciato che si stavano ultimando i lavori per la parte del decreto ‘Terre vive’ che riguardava gli enti locali. Obiettivo del provvedimento, che vede l’alienazione di terreni pubblici incolti sia statali che di Regioni e Comuni da destinare ai giovani, è incentivare il ricambio generazionale e l’imprenditorialità giovanile in campo agricolo. Il provvedimento, approvato a fine luglio, per quanto riguarda la prima fase individua i terreni che appartengono al Demanio (2480 ettari), al Corpo forestale dello Stato (2148) e al Cra-Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (882). Ai terreni alienati o locati non potrà essere attribuita una destinazione urbanistica diversa da quella agricola prima di 20 anni dalla trascrizione dei contratti nei pubblici registri immobiliari. (ANSA)

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