‘Semaforo’ alimentare: De Girolamo all’attacco. Cresce il fronte dei paesi contrari

prodotti tipici foto di mirella malagutiLa maggioranza degli Stati membri dell’Unione europea si é ormai dichiarata contro il sistema di etichettatura alimentare a ‘semaforo’ raccomandato da Londra, che rischia di bollare come ‘malsane’ le eccellenze del made in Italy e le oltre mille Dop e Igp europee, di cui l’Italia è leader. E’ così riuscita l’offensiva del ministro per le politiche agricole e alimentare, Nunzia De Girolamo di estendere il numero di Paesi Ue sensibili alla tutela della qualità dei prodotti alimentari e alla corretta informazione del pubblico. L’Italia infatti, poteva già contare sul sostegno di Francia, Cipro, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Spagna, oltre alla Croazia che é co-sponsor del documento sul ‘labelling’ inglese che Roma ha depositato al Consiglio Ue. Ora, alla lista, si sono aggiunti Ungheria, Irlanda, Bulgaria, Repubblica Ceca e Belgio, invece dell’attesa Polonia. Quanto alla Germania, De Girolamo non ha potuto parlare, perché assente, con il collega appena nominato, Hans-Peter Friedrich, a cui però ha inviato i migliori auguri invitandolo a sostenere l’Italia in questa battaglia. Un battaglia che vede mobilitata la squadra di governo: De Girolamo chiederà al ministro per lo sviluppo economico Flavio Zanonato di portare il punto al prossimo Consiglio competitività dell’Ue. Anche il ministro degli esteri Emma Bonino ha reso noto a Bruxelles “che sul semaforo alimentare la discussione con il collega britannico William Hague é aperta “sin da luglio”. Aggiungendo: “E’ un punto da tenere e da far valere”. E’ dal giugno scorso che Londra ha raccomandato al settore del commercio britannico di porre sull’imballaggio dei cibi un codice verde o giallo o rosso per classificare gli alimenti, come più o meno salutari, in base ai contenuti di grassi, sale e zucchero per 100 grammi di prodotto. Londra ha giustificato la scelta, dicendo che vuole meglio lottare contro l’obesità dei suoi cittadini. De Girolamo oggi replica: “é un sistema che discrimina e penalizza ingiustamente alcuni alimenti, è potenzialmente distorsivo per il mercato, eccessivamente semplicistico e grossolano, più che informare il consumatore, ne condiziona le scelte di acquisto in maniera discutibile. In questa battaglia l’Italia non intende arretrare di un millimetro: in gioco c’é il quarto mercato al mondo per la produzione alimentare italiana – quello del Regno Unito – con un fatturato di 2,25 miliardi di euro. E arriva il plauso della Federalimentare: la posizione dei 16 paesi ”è un importante segnale lanciato dal nostro Governo a tutela delle eccellenze alimentari italiane, ma la battaglia è lungi dall’essere conclusa” afferma il presidente, Filippo Ferrua Magliani, secondo cui ”il semaforo in etichetta proposto dal Regno Unito è discriminatorio e fuorviante, perché non esistono cibi ‘buoni’ e ‘cattivi’ in sé, ma soltanto diete giuste o sbagliate, a seconda di come i diversi alimenti vengono combinati”. A rischio, secondo l’associazione, oltre 600 milioni di euro di esportazioni verso la Gran Bretagna. (di Patrizia Lenzarini) (ANSA)

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