Seminativi: ci sono i presupposti per una buona annata

La raccolta dei seminativi entra nel vivo: si sta concludendo la trebbiatura dell’orzo ed è stata avviata quella del grano. Le prime considerazioni dei produttori sono indicative di una buona annata. Anche se cauto, sembra molto soddisfatto Ercole Parizzi, Presidente della Sezione di prodotto Colture Industriali di Confagricoltura Piacenza. “Abbiamo iniziato in questi giorni la raccolta del frumento – commenta Parizzi raggiunto da una telefonata proprio mentre è a bordo della mietitrebbia -. Quest’anno è una soddisfazione. Il frumento sembra veramente buono sia come quantità che come qualità. Per il grano tenero, pur con differenze tra le diverse zone della provincia e le varietà seminate, le rese medie si attestano sopra i 55 quintali/ettaro con performance anche da 70 quintali/ettaro. In generale sembra essere un’annata buona per i cereali a paglia, anche se in alcune zone della provincia riscontriamo qualche allettamento, conseguenza dei temporali di maggio, ma si tratta di fenomeni localizzati e di entità minore rispetto a quelli riscontrati nelle ultime campagne. Per il grano duro le criticità sono legate alle fusariosi, chi è intervenuto con trattamenti mirati e tempestivi può però dirsi soddisfatto dei risultati”. E’ presto per potersi spingere su considerazioni in termini di prezzo con le quotazioni ancora sospese per il nuovo raccolto. La precedente campagna, chiudendo attorno ai 20 euro/quintale per il frumento tenero e i 27-28 euro/quintale per il grano duro, dovrebbe essere il prerequisito per contrattazioni soddisfacenti, una volta tanto, anche per i produttori. “Le difficoltà di valutazione derivano anche dagli andamenti climatici – sottolinea Parizzi -, molto diversi nelle varie zone dell’Unione Europea e oscillanti tra siccità e gelo. Speriamo che il mercato resti tonico – commenta Parizzi – ma non siamo ancora in grado di fare considerazioni sulle quotazioni, almeno sino a quando la raccolta non sarà giunta nella fase finale”. Soddisfazione anche per la campagna, da poco conclusa, del pisello da industria, che ha registrato produzioni record. “Per quanto riguarda il mais – prosegue Parizzi – in provincia si è registrato qualche caso di diabrotica, ma, anche se, in generale, è presto per fare bilanci, la coltura si presenta bene”. Una nota di preoccupazione è dovuta però all’aspetto climatico. “Se continuano queste ondate di caldo – sottolinea Parizzi – potremo avere problemi per il mais e per le colture che vanno a raccolta a fine estate come la barbabietola e la soia. Temo che il caldo lascerà il segno, oltre a far schizzare alle stelle i costi produttivi legati alla necessità d’irrigare, sempre ammesso di aver acqua a sufficienza per poter procedere in tal senso”.

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