Seminato il primo mais Ogm. Tensione con un gruppo di manifestanti


Giorgio Fidenato, leader degli ‘Agricoltori federati’ di Pordenone ha seminato oggi il primo mais transgenico in Italia. La semina – ripresa in diretta sul sito web dell’associazione – e’ avvenuto poco dopo le 14. Per Fidenato si e’ trattato di una azione dimostrativa ”di liberta”’.

La protesta dei ‘disobbedienti’
Nella mattinata una cinquantina di ‘disobbedienti’ – vicini al cosiddetto ‘movimento Ogm-Organismi genuinamente mobilitati’ – ha manifestato di fronte al municipio di Vivaro (Pordenone) contro la semina degli organismi geneticamente modificati nelle campagne del pordenonese. Si tratta principalmente di giovani dei centri sociali del Nordest che hanno terminato la prima parte della manifestazione con la consegna ai Carabinieri di un esposto con il quale chiedono di verificare ed eventualmente sanzionare il comportamento di Giorgio Fidenato degli Agricoltori Federati.
”Per la prima volta – ha fatto sapere Luca Canarini, che insieme a Alessandro Metz e Luca Tornatore ha presentato il documento – siamo noi a consegnare alle forze dell’ordine un documento in cui sollecitiamo il loro intervento. Questo la dice lunga sul fatto che in tante battaglie no global avevamo ragione. Oggi la gran parte del Paese politica compresa si sta accorgendo della bonta’ di tesi che noi sosteniamo da molti anni: era il 2000 quando ho ricevuto a Genova la prima condanna a un anno di reclusione per una manifestazione contro la fiera del biotech”.
Il comandante provinciale del Carabinieri, il colonnello Fabio Antonazzo, ha spiegato di aver dato disposizioni affinché “vengano fatte le opportune verifiche al fine di controllare la veridicita’ di quanto pubblicato oggi su Internet e l’eventuale ubicazione della piccola piantagione di mais Ogm”. Il colonello ha frenato su qualsiasi altro provvedimento nei confronti dei dirigenti delle associazioni di coltivatori che si sono resi protagonisti della semina di mais Ogm definita un atto di ”disubbidienza civile”. ”Prima di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati, come si chiede da piu’ parti, vanno verificate tutte le circostanze – ha spiegato -. Sara’ la Procura a stabilire se ci siano stati dei comportamenti illegittimi. A noi spetta il compito di stabilire delle verita’ circa il contenuto del filmato. Aver girato un video affermando di aver piantato semi Ogm non puo’ essere di per se’ perseguibile. Bisogna dimostrare dov’e’ la mini piantagione – potrebbe anche essere fuori dal territorio nazionale – e controllare se si tratta effettivamente di semi transgenici”, ha concluso il colonnello Antonazzo.

Una trentina di manifestanti ha poi fatto irruzione, attorno alle 15, nella sede di Agricoltori Federati, a Pordenone, per protestare contro l’avvenuta semina di Ogm in un terreno della zona. Ci sono stati momenti di grande tensione e qualche spinta ai danni del presidente dell’associazione, Giorgio Fidenato, che ha chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine. Nel locale sono stati lanciati chicchi di mais biologico e qualcuno ha asportato le chiavi d’ingresso. Fidenato ha annunciato azioni legali, apostrofando come ”nazi-comunisti” gli autori di quella che ha definito ”un’azione di intimidazione”.


La posizione del ministro Galan sugli Ogm

”Non ho intenzione di mettere in discussione la linea seguita fin qui dal Governo. Ho semplicemente detto, e lo ribadisco, che anche per quanto riguarda gli OGM non si può rinunciare alla ricerca. Anche perché altrimenti la farà comunque qualcun altro. Le posizioni ideologiche come gli stop assoluti avrebbero impedito anche la ricerca sulla medicina nucleare, che si chiamerà pure così ma ha salvato la vita di milioni persone”. Così il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, all’uscita del Consiglio dei Ministri, è tornato oggi sul tema degli organismi geneticamente modificati rispondendo alle domande di alcuni giornalisti. ”Io sono sempre stato a favore della ricerca e del sapere e ho intenzione di proseguire su questa strada anche per gli Ogm – ha detto Galan -. Non si puo’ aver paura di conoscere, bisogna aprire le porte dei nostri laboratori. Vale la pena ricordare che anche in Italia ci sono fior di intelligenze che lavorano e hanno lavorato a progetti di sperimentazione in questo campo. Si tratta di personale altamente qualificato che, rischiando di rimanere disoccupato, potrebbe scegliere di trasferirsi altrove. Lamentarsi, poi, per la fuga dei cervelli diventerebbe complicato. Una delle principali condizioni che attira le intelligenze del mondo è la libertà di ricerca”.

Le parole della Cia
Sugli Ogm c’è una precisa legge e va rispettata e gli abusi vanno puniti. Oggi in Italia non è possibile seminare prodotti biotech. Ogni violazione, quindi, va perseguita e condannata. E’ quanto sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale vi è una normativa ben precisa che impedisce l’utilizzazione di sementi geneticamente modificate senza che vi sia una chiara ed esplicita autorizzazione interministeriale, visto che in materia c’è un decreto firmato da tre ministri (Politiche agricole, Ambiente e Salute). La Cia ribadisce che l’agricoltura italiana, tipica e diversificata, non ha certo bisogno degli Ogm e che è possibile produrre colture proteiche libere da biotech, con beneficio per l’ambiente, la salute, nonché per migliorare il reddito degli agricoltori e degli allevatori. Rinnoviamo al governo l’invito a mantenere la posizione assunta fin d’ora e d’impegnarsi per evitare che non ci siano abusi contro una norma legislativa. D’altronde, contro gli Ogm si è espressa più volte la maggioranza dei cittadini italiani. (ANSA).

La posizione di Coldiretti
L’illegalita’ va combattuta con tutti gli strumenti ed i mezzi di cui lo Stato dispone. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che ”la contrarieta’ della Coldiretti e della stragrande maggioranza dei cittadini alla coltivazione Ogm in Italia e’ ultranota e le ultime vicende non fanno che confermare la posizione ideologica di chi in nome di una presunta sua liberta’ viola la legge e calpesta i diritti altrui”. La Coldiretti ricorda che in relazione al D.Lgs.212 del 24 aprile 2001 (Attuazione delle direttive 98/95/CE e 98/96/CE concernenti la commercializzazione dei prodotti sementieri, il catologo comune delle varieta’ delle specie di piante agricole e relativi controlli), l’articolo 1 dispone: ”Chi mette in coltura prodotti sementieri di varieta’ geneticamente modificate senza l’autorizzazione di cui al comma 2, e’ punito con la pena dell’arresto da sei mesi a tre anni o dell’ammenda fino a 100 milioni di lire. La stessa sanzione si applica in caso di revoca o sospensione dell’autorizzazione”. (ANSA)

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