Sempre più povere le tavole italiane. Calano gli acquisti anche nei discount

Gli italiani continuano a tirare la cinghia, risparmiando ancora una volta sulla tavola. Il 2010 e’ stato gia’ un anno negativo per i consumi domestici, eppure il 2011 si e’ aperto ancora peggio. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat sul commercio fisso al dettaglio. Cio’ che desta piu’ allarme pero’ -osserva la Cia- e’ il calo indistinto degli acquisti a prescindere dal canale di vendita. Nel 2010 le famiglie italiane si erano rivolte ai discount abbandonando le botteghe di quartiere e i supermercati pur di risparmiare qualcosa sul carrello della spesa. Cosi’ il dettaglio tradizionale aveva perso nell’anno il 5,7 per cento rispetto al 2009 e iper e supermercati un piu’ lieve 1,1 per cento, mentre discount e liberi servizi erano volati rispettivamente dell’1,4 per cento e del 6 per cento. A gennaio invece il crollo e’ generale con i discount che segnano per la prima volta un ‘rosso’, con un meno 0,6 per cento.
Secondo la Cia lo stallo dei consumi sembra destinato a rimanere tale anche nel 2011 e continuera’ a crescere la quota di italiani che, proprio a causa delle difficolta’ economiche, acquistera’ prodotti alimentari di qualita’ inferiore e ricorrera’ quasi esclusivamente alle ‘promozioni’ commerciali: era pari al 30 per cento nel 2010, potrebbe salire fino al 40 per cento quest’anno.
A sottolineare il calo dei consumi nei discount è anche il Codacons secondo il quale e’ evidente che le famiglie ”mangiano sempre meno perche’ hanno finito i soldi” . Ma, secondo il Codacons, ”il Governo, invece di aiutare le famiglie italiane a conservare la loro capacita’ di spesa, facendo una politica dei redditi e restituendo quello che ha incassato in piu’ in questi anni grazie all’aumento della pressione fiscale, non ha saputo fare altro che smantellare la social card e aumentare le accise sulla benzina”.
La discesa delle vendite al dettaglio a gennaio per il Codacons contiene un dato ”ormai drammatico, quello del crollo del comparto alimentare”. Insomma, per l’associazione ”gli italiani sono ormai talmente poveri e fanno talmente fatica ad arrivare a fine mese che non basta piu’ abbandonare il piccolo negozio sottocasa o i brand leader della produzione alimentare italiana, passando a prodotti meno noti e piu’ economici”.
In controtendenza rispetto all’andamento generale delle vendite aumenta la spesa nei mercati degli agricoltori, unica forma di vendita organizzata che cresce nell’alimentare. A rilevarlo è Coldiretti sottolineando che per i ‘farmers market’ si registra un vero boom con una crescita del 28 per cento delle strutture operanti dove hanno fatto acquisti 8,3 milioni di italiani durante il 2010.

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