Sequestrate 510 ton.succo arancia in Calabria. Il plauso di Coldiretti e Confagri

arance ppCinquecentodieci tonnellate di concentrato di succo d’arancia di provenienza estera sono state sequestrate a Gioia Tauro dal Corpo forestale dello stato che ha denunciato una persona per tentata frode in commercio. I succhi di orine prevalentemente brasiliana, contraffatti e dichiarati di origine nazionale per la successiva riesportazione, erano stoccati all’interno di un’azienda del luogo con un volume d’affari medio di 10 milioni di euro.
E’ necessario rendere obbligatoria l’indicazione in etichetta della provenienze della arance e dell’altra frutta impiegata in aranciate e succhi per impedire che vengano spacciati come Made in Italy prodotti provenienti dall’estero. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione. La mancata entrata in vigore della norma che prevede l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della materia prima impiegata nei succhi favorisce – sottolinea la Coldiretti – inganni e truffe. Una situazione che danneggia i consumatori ma anche i produttori italiani ai quali le arance destinate alla trasformazione industriale vengono pagate pochi centesimi al chilo. Un situazione che alimenta una intollerabile catena dello sfruttamento che colpisce imprese e lavoratori spesso immigrati. Un importante aiuto in questa direzione – continua la Coldiretti – potrebbe venire dall’attuazione della cosiddetta legge ”Balduzzi” approvata dal parlamento che prevede l’obbligo di aumentare la percentuale di succo dal 12 per cento al 20 per cento nelle bibite per dire basta alle aranciate senza arance. Non va infatti dimenticato – conclude la Coldiretti – l’impatto economico sulle imprese agricole poiche’ l’aumento della percentuale di frutta nelle bibite potrebbe salvare oltre diecimila ettari di agrumeti italiani con una estensione equivalente a circa ventimila campi da calcio, situati soprattutto in regioni come la Sicilia e la Calabria.
“Due notizie nelle ultime 48 ore, seppur diverse per natura, consistenza e valore, certificano nuovamente come il sistema agricolo ed agroalimentare sia una risorsa da sostenere e valorizzare ma anche e soprattutto da difendere”. E’ quanto afferma, in una nota, Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria esprimendo ”il proprio convinto apprezzamento per il lavoro delle forze dell’ordine e dell’Asp di Catanzaro che ha portato al sequestro, a Lamezia Terme, di un’attività abusiva per la produzione di conserve vegetali in condizioni igienico-sanitarie pessime. Parimenti – prosegue Statti – esprimiamo il più convinto sostegno all’importante operazione che ha portato il Corpo Forestale dello Stato a sequestrare, in un’area cruciale per l’agricoltura calabrese, 500 tonnellate di succo d’arancia contraffatto”. ”Come da più tempo ribadiamo – sostiene ancora il presidente di Confagricoltura Calabria – l’azione delle forze dell’ordine, i sequestri ed i procedimenti a carico di imprenditori che non rispettano le rigorose leggi sulla sicurezza alimentare e sulla tracciabilità delle produzioni sono un contributo di assoluto valore per la sana imprenditoria agricola calabrese. In particolare va detto che il contrasto di attività come quelle stroncate oggi a Rosarno aiuta un contesto territoriale ancora fortemente legato in termini di volumi produttivi ed economici alla produzione agrumicola; su Rosarno e sugli agrumi infatti siamo chiamati ad una responsabile riflessione, che deve essere lontana da sin troppo facili e demagogiche impostazioni, per tutelare al massimo la produzione agrumicola ma allo stesso tempo avviare per profonda azione di rigenerazione e riconversione colturale di cui quel territorio ha bisogno. Quando la redditività delle produzioni crolla, infatti, è estremamente facile che sulle spalle del Made in Italy si percorrano spericolati e deprecabili percorsi di contraffazione”.(ANSA).

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