Siccità: allarme Confagri su zootecnia. Settore in ginocchio

“Tra i molti i danni, diretti ed indiretti, provocati o aggravati dalla siccità non vanno dimenticati quelli che sta sopportando la zootecnia”. Lo sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi che ha scritto una lettera al ministro per le Politiche agricole Mario Catania sollecitando la riapertura di uno o più “tavoli di confronto” tra i componenti delle varie filiere zootecniche “per affrontare la difficile situazione di mercato e definire un’intesa che salvaguardi le produzioni nazionali”. Ad avviso di Guidi, si è delineato un quadro economico insopportabile per le aziende zootecniche che si aggrava giorno dopo giorno, nel silenzio e nel disinteresse complessivo verso la loro situazione. “Strette nella morsa dell’aumento dei prezzi delle principali materie prime, del costo del petrolio e dei suoi derivati e della riduzione dei prezzi dei prodotti, le imprese zootecniche italiane sono ormai allo stremo. Rischiamo di perdere un tessuto produttivo vitale e fondamentale per il made in Italy agroalimentare”. A causa della siccità che sta danneggiando le colture cerealicole negli Stati Uniti e in altri Paesi, oltre all’Italia, si prevede una drastica riduzione delle produzioni cerealicole che determinerà una flessione degli stock mondiali in particolare di mais (-8%, scendendo a quota 123 milioni di tonnellate) e soia (-4%, attestandosi a poco più di 53 milioni di tonn), con ripercussioni sui prezzi. “Salvaguardare la vitalità delle imprese zootecniche, messa in discussione da eventi eccezionali e straordinari deve rappresentare – conclude Guidi – soprattutto in questa fase difficile dell’economia, una priorità sia per il nostro Governo che per l’Ue”. (ANSA)

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