Siccità: le campagne soffrono, sos per radicchio

Radicchio Chioggia
Dopo due mesi senza pioggia, anche gennaio si è chiuso nel segno della siccità e ormai nelle campagne scatta lo stato d’allerta. In particolare Coldiretti Veneto lancia l’allarme sul radicchio, coltura specialistica diffusa su tutto il territorio che necessita di molta acqua, così come un’ altra tipicità molto apprezzata, l’asparago bianco. “La mancanza di acqua fa sì che ci sia una riduzione media del 10% del volume del cespo – osserva all’ANSA Paolo Manzan, presidente del Consorzio di tutela del Radicchio rosso di Treviso Igp e Radicchio variegato Igp di Castelfranco -. E ci vuole inoltre più lavoro su radicchio di Treviso che ha bisogno anche di stare 20 giorni in vasche con l’acqua dove però il bulbo arriva assetato e quindi beve troppa acqua tutta insieme, provocando spaccature nelle foglie che poi vanno tolte”. Il radicchio trevigiano quest’anno, anche se più piccolo in media, resta comunque di ottima qualità, assicura Manzan, e non si registrano oscillazioni in alto dei prezzi anche perchè si è aumentata la superficie produttiva. La preoccupazione degli agricoltori in tutta Italia si estende anche alle colture cerealicole che nelle prossime settimane riprenderanno la crescita dopo il riposo invernale. Gli alberi da frutto e la vite, per ora, possono attingere in profondità però il perdurare della situazione meteorologica non faciliterà l’approvvigionamento causa l’aridità delle falde. E da Coldiretti Lombardia giunge l’allarme sul risveglio in anticipo dei parassiti a causa dell’insolito caldo. Dalle province di Como, Lecco e Sondrio sono arrivate segnalazioni sulla presenza di processionarie, vermi urticanti negli alberi di pino, parassiti che di solito appaiono tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, mentre quest’anno a gennaio avrebbero già iniziato la loro discesa infestante dai tronchi verso il suolo.

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