Sicurezza alimentare e lavoro nero: le priorità della Cia


Lotta al lavoro nero e alle contraffazioni alimentari: sono questi i temi su cui si è soffermata la Cia, Confederazione Italiana Agricoltori, in occasione dell’assemblea elettiva. Priorità su cui, secondo l’associazione, è necessario intervenire al più presto con misure concrete. Rispetto alle problematiche del lavoro, tornate recentemente sotto i riflettori dopo i drammatici fatti di Rosarno, il presidente della Cia, Giuseppe Politi, ha affermato: ”Abbiamo condiviso il piano straordinario di vigilanza varato dal governo: bisogna pero’ andare avanti. I tre capitoli: governo del mercato del lavoro, integrazione degli immigrati, valorizzazione del lavoro regolare sono ancora in gran parte da riscrivere”. ”Appare contradditorio – prosegue Politi – che il governo da un lato contrasta il lavoro irregolare, dall’altro penalizza quello regolare con la cancellazione delle agevolazioni contributive nelle aree svantaggiate”.
Sul versante della sicurezza alimentare la Cia indica dati preoccupanti: ogni anno entrano in Italia prodotti alimentari ‘clandestini’ e poco sicuri per oltre 2 miliardi di euro e nel 2008 sono triplicati i sequestri da parte delle autorita’ italiane. Secondo la Cia e’ soprattutto ‘giallo’ il pericolo per i consumatori italiani ed europei: dalla Cina arriva di tutto, dai pomodori all’aglio, dai funghi alle mele, dai sughi gia’ pronti agli ortaggi, ai legumi. Il 75% degli articoli contraffatti sequestrati nel 2008 nell’Unione europea provengono dalla Cina. Oltre che dal colosso asiatico, che ormai sta invadendo con prodotti ‘taroccati’ i mercati di tutta Europa, gli agroalimentari sequestrati provengono – afferma la Cia – per il 14% da Hong Kong e per il 4% dal Taiwan. A seguire Svizzera, Repubblica Araba, Turchia, Ucraina, Russia. Non serve innalzare barriere protezionistiche che a loro volta scatenerebbero altre ‘guerre commerciali’ – conclude la Cia – ma occorre tolleranza zero nei confronti della concorrenza sleale e lavorare in funzione della trasparenza, della qualita’. Da qui l’esigenza per tutti i prodotti di un’etichetta chiara e con l’obbligo dell’indicazione d’origine.

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