Sicurezza alimentare: nei primi sei mesi sequestri aumentati del 40%

Nel primo semestre di quest’anno le confezioni di alimenti sequestrate dai Nas ammontano a oltre 10 milioni, con un aumento del 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2009. Lo ha reso noto Coldiretti al Forum organizzato a Cernobbio, nell’ambito delle anticipazioni sul dossier agromafie sulla base degli ultimi dati dell’attivita’ dei Nuclei Antisofisticazioni nel settore agroalimentare. Aumenta anche il valore del cibo sequestrato che sale a 71 milioni di euro (+4 per cento), cosi’ come le strutture irregolari sottoposte a sequestro (+23 per cento) o chiuse per motivi di salute pubblica (+18 per cento). Rispetto allo scorso anno – precisa la Coldiretti – sono state inoltre effettuate oltre 18mila ispezioni (+20 per cento), mentre sono restate sostanzialmente stabili le infrazioni penali e le amministrative. Sono invece diminuiti gli arresti (da 32 a 11), ma non le denunce (+10 per cento) e le segnalazioni all’autorita’ giudiziaria (+26 per cento). Proprio la sicurezza a tavola sta molto a cuore degli italiani e, secondo un sondaggio Coldiretti-Swg, le frodi a tavola sono diventate quelle piu’ temute dagli italiani, con sei cittadini su dieci che le considerano piu’ gravi di quelle fiscali e degli scandali finanziari. Al terzo posto delle truffe piu’ temute (dal 26% degli intervistati) seguono quelle finanziarie, seguite a stretta distanza da quelle commerciali, come la contraffazione dei marchi (25 per cento). ”In Italia si scoprono le frodi perche’ si fanno piu’ controlli”, afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che si stima vengano ”effettuati ogni anno piu’ di un milione di verifiche ed ispezioni sugli alimenti tra le diverse forze dell’ordine e gli organismi pubblici e privati nel corso di un anno”. Gli ottimi risultati dell’attivita’ di controllo nei confronti dell’illegalita’ – conclude il presidente Marini – devono essere accompagnati da una stretta nelle maglie larghe della legislazione che permette tuttora di spacciare come Made in Italy quasi la meta’ della spesa fatta dagli italiani perche’ manca l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima in tutti i prodotti alimentari in vendita.(ANSA).

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