Sisma: riparte caseificio modenese con scalere antisismiche

Quasi sette mesi dopo il terremoto in Emilia, che colpì anche il centro caseario di Albareto (Modena), Albalat ha ultimato gli interventi necessari alla ripresa dell’attività di immagazzinamento e stagionatura con l’installazione di scalere antisismiche e la creazione di 45.000 nuovi posti-forma che hanno consentito il ritorno ad un normale gestione del formaggio prodotto dal caseificio. “Sono stati mesi intensi, un’esperienza umana commovente, fatta di dedizione, attaccamento e voglia di ricominciare” racconta Ivano Chezzi, presidente Albalat, che ringrazia “i dipendenti e i soci, il Gruppo Granterre-Parmareggio di cui facciamo parte, le ditte che hanno operato per la messa in sicurezza e il recupero delle forme e Unipol Assicurazioni, che ha reso possibile questi interventi liquidandoci due anticipi di indennizzo in via eccezionale rispetto alle condizioni previste”. Indennizzi che hanno reso possibili le operazioni di messa in sicurezza degli edifici e di recupero delle oltre 76.000 forme cadute nel sisma del 20 maggio. Albalat – con 616 ettari di terreno in proprietà, la conduzione di oltre 1.700 capi ed un caseificio che produce 35.000 forme di Parmigiano Reggiano – opera nelle province di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Mantova e svolge la propria attività con oltre 40 dipendenti, che operano nel centro zootecnico bovino ‘La Corte’ a Cortile di Carpi e nel caseificio di Albareto. (ANSA)

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