Soave: vendemmia con i “viticoltori adottivi”

Filari Adotta una GarganegaOggi la vita in campagna fa tendenza anche tra i giovani, ma se nella vita non si è agricoltori, si può sempre ricorrere a qualche piccolo (e lecito) espediente per concretizzare, almeno in parte, il proprio sogno. Come ad esempio hanno fatto nel 2014 le 115 persone che hanno aderito al progetto “Adotta una Garganega”, lanciato da qualche anno a questa parte da Strada del vino Soave per promuovere “coltura e cultura” del territorio.
Chi sono i viticoltori adottivi. A tracciare un loro profilo è Paolo Menapace, presidente dell’Associazione (www.stradadelvinosoave.com) che raccoglie un centinaio di soci tra cantine, ristoranti e trattorie, agriturismi, hotel, B&B e negozi di prodotti tipici, disseminati lungo un percorso di una cinquantina di chilometri tra colline vitate, borghi e castelli. “Il 30% dei viticoltori adottivi sono donne, la maggior parte (90%) dei 115 iscritti proviene dal Nord Italia, Lombardia soprattutto ed il resto dal Centro-Sud. L’adottante italiano che abita nella località più lontana risiede in Calabria, in provincia di Cosenza, ma c’è anche una coppia di Hoofddorp, nell’Olanda settentrionale, che ha ricevuto l’adesione come regalo di nozze”. “Tutti i viticoltori adottivi chiedono di personalizzare le bottiglie di Soave che ricevono ogni anno – continua Menapace – molti di essi anche con un “proprio logo” disegnato da loro”.
20 settembre, 5 cantine aprono le porte agli adottanti per assistere alla vendemmia. Adotta una Garganega consente di “adottare” un minimo di 50 viti di Garganega al costo di 100 euro all’anno. In cambio, il viticoltore adottivo riceve 12 bottiglie l’anno di Soave Doc, personalizzabili nell’etichetta, e ha soprattutto la possibilità di seguire il ciclo vitale della “propria vigna”, grazie alla disponibilità di 12 cantine socie della Strada che hanno reso adottabili i loro vigneti. Cinque di esse – Ca’ Rugate di di Montecchia di Crosara, Coffele di Soave, Corte Moschina di Roncà, T.E.S.S.A.R.I. di Monteforte d’Alpone e Vicentini Agostino di Colognola ai Colli – sabato 20 settembre apriranno le porte ai viticoltori adottivi per far vivere loro l’esperienza della vendemmia. Dopo la mattinata in vigna, i viticoltori adottivi pranzeranno a Soave e saranno poi accompagnati in una visita guidata del borgo medievale. Le altre sette cantine socie della Strada che partecipano al progetto sono: Balestri Valda di Soave, Cantina di Soave (Borgo Rocca Sveva), Collis Veneto Wine Group di Monteforte d’Alpone, Daniele Nardello di Monteforte d’Alpone, El Vegro di Monteforte d’Alpone, Franchetto Antonio di Roncà, e Sandro De Bruno di Montecchia di Crosara, La Strada del vino Soave invia agli adottanti anche una newsletter che spiega la coltivazione della vite di Garganega nelle diverse stagioni, il lavoro in cantina, le persone e le terre del mondo del vino Soave. Alla scadenza del primo anno, il patto d’adozione può essere rinnovato e, dopo il secondo anno consecutivo d’adozione, il nome del vignaiolo adottivo viene affisso sul palo di testa del filare adottato.

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