Sofisticazioni alimentari: il nuovo nemico è il laser


Pericolo laser per i marchi di garanzia dei prodotti Dop. Le 2.800 forme di grana padano sequestrate nei giorni scorsi dai Carabinieri del Nas (Nucleo anti sofisticazioni) di Cremona in Veneto e prodotte con latte di origine sconosciuta avevano infatti un marchio del Consorzio ottenuto ricopiando con un lettore laser la scritta su alcune forme originali e facendo poi riprodurre da un fabbro lo stampo in metallo”. Lo rende noto la Coldiretti Lombardia che aggiunge: “dalle indagini del Nas e’ emerso che i falsari si stanno progressivamente specializzando anche dal punto di vista tecnologico. Infatti era gia’ successo, alcuni anni fa, che fosse riprodotto il marchio a fuoco del prosciutto di Parma, ma la copia era molto grezza e anche l’occhio meno esperto riusciva a capire con un po’ di attenzione che si trattava di un tarocco. Stavolta, pero’ – si legge ancora – con le forme di grana sequestrate in Veneto e’ emerso che il marchio a fuoco era stato ricreato fin nei minimi dettagli, o quasi”.
Secondo la Coldiretti “vista la precisione della copia gli inquirenti ipotizzano che i falsificatori abbiano rilevato con un laser la figura stampigliata su una forma legale per poi creare (usando le indicazioni contenute nello stesso disciplinare di produzione del Consorzio del Grana Padano) lo stampo e quindi il marchio in metallo necessario “taroccare a fuoco” le forme di grana illegali. Tutto perfetto o quasi.
Perche’, come avviene gia’ esempio nell’abbigliamento per le grandi case di moda, ogni certificatore del Consorzio del Grana Padano e quindi ogni possessore dei marchi originali da stampigliare sulle forme, ha un proprio particolare e personale segno di riconoscimento per riuscire a rintracciare ciascuna delle 4 milioni di ‘ruote’ di grana prodotte ogni anno.
Partendo da questo dettaglio segreto mancante, i carabinieri hanno scoperto che c’erano dei ‘pezzi abusivi’, risalendo sino alla fonte, dove gli accertamenti, ancora in corso, hanno fatto emergere il pericolo laser. ‘Tanto sforzo tecnologico per falsificare i nostri prodotti – commenta Nino Andena, presidente della Coldiretti Lombardia – e’ un’altra dimostrazione dell’importanza del ‘made in Italy’ e degli interessi in gioco. La difesa del vero agroalimentare italiano e la certezza sull’origine del prodotto utilizzate e’ una posizione che non riguarda solo le aziende agricole, ma rappresenta una condizione fondamentale per garantire la sicurezza dei consumatori e la crescita della nostra economia.
La filiera tutta agricola e tutta italiana che stiamo creando come Coldiretti sara’ uno strumento in piu’ per fare tutto questo”. (AGI)

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