Sogliano festeggia la DOP al “suo” Formaggio di Fossa

formaggio di fossaDa prodotto di nicchia di un piccolo comprensorio romagnolo alle soglie del mercato internazionale. Il Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone, una delle più originali e tipiche produzioni casearie del territorio romagnolo, dopo aver conquistato il palato di migliaia di buongustai, fa il grande salto con l’ambito riconoscimento della D.O.P. (Denominazione di Origine Protetta). Una certificazione di qualità arrivata proprio in concomitanza del 25 novembre 2009, giorno del tradizionale appuntamento annuale dell’apertura delle Fosse, gli ambienti sotterranei scavati nell’arenaria adibiti alla stagionatura del formaggio, che varia da 80 a 100 giorni e gli conferisce un aroma intenso ed una maggiore digeribilità.
Gianfranco Rossini, presidente del Consorzio Tutela del Formaggio “Il Fossa” di Sogliano al Rubicone ha espresso grande soddisfazione per questo ulteriore passo avanti sulla via della qualificazione del Formaggio di Fossa di Sogliano. “Il marchio DOP al Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone – ha dichiarato l´assessore regionale all´agricoltura Tiberio Rabboni, ospite d’eccezione all’apertura ufficiale delle Fosse – consentirà di tutelare maggiormente il prodotto, di consolidare il suo forte legame con un territorio di grandissimo pregio paesaggistico, storico e culturale e di consentire l´accesso dei produttori a specifiche misure di sostegno previste dai Programmi regionali di sviluppo rurale”.
In tutti questi mesi, a fianco del Consorzio Tutela del Formaggio “Il Fossa” di Sogliano al Rubicone ha operato il nuovo Consorzio Produttori Formaggi Stagionati (Co.Pro.Fo.S.), costituito di recente dai sette principali attori della filiera casearia del territorio romagnolo e marchigiano, con l’obiettivo di riportare il Formaggio di Fossa agli “antichi splendori” in termini di produzione e commercializzazione. Nell’ultimo biennio infatti la produzione del “Fossa” ha registrato una preoccupante contrazione, passando dai 1.800 quintali del 2007 ai 1.400 del 2008, con una diminuzione del volume d’affari di circa il 20%, ma ora si registra un’incoraggiante inversione di tendenza che lascia ben sperare per il futuro.
“Il nostro obiettivo – spiega Vittorio Gozzi, presidente del Consorzio– oggi più che mai, consiste da un lato nel salvaguardare tradizione, qualità, controllo e rintracciabilità di tutta la filiera del “Fossa” e, dall’altro, nel favorirne il gradimento e la diffusione presso l’intero sistema distributivo alimentare”.
Complessivamente, le fosse censite da Co.Pro.Fo.S. sono circa 80, di cui 40 distribuite nel comprensorio di Sogliano al Rubicone (FC), in particolare a Borghi e a Roncofreddo, mentre le altre sono dislocate in territorio marchigiano (a Talamello, Sant’Agata Feltria e Cartoceto in provincia di Pesaro Urbino).

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