Sottratti all’agricoltura 1,8 milioni ettari in 20 anni

agricoltura generica2Con sempre meno paesaggio e terra per l’agricoltura , nessuna prospettiva di crescita per il turismo. Allarme dal Forum Nazionale di Agriturist , cifre alla mano: in 20 anni sottratti all’agricoltura e al paesaggio 1,8 milioni di ettari. Per questo l’organizzazione chiede che la difesa dell’agricoltura e della ruralità, diventi priorità nazionale.
Sarà il prof. Massimo Quaini, geografo dell’Università di Genova, ad aprire
i lavori del convegno che Agriturist (Confagricoltura) terrà a Riomaggiore,
nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, il prossimo 1° dicembre,
per discutere proprio sul tema “Il patrimonio rurale diffuso, non più minore, nuovo
protagonista dell’offerta turistica”. Ma dal titolo della relazione che terrà a
Riomaggiore, “Il paesaggio è morto, evviva il paesaggio!”, si capisce subito
che questo patrimonio lo stiamo dilapidando. Negli anni Settanta l’Italia era la prima meta del turismo mondiale, oggi è la quinta. E non è preceduta, come in altri settori dell’economia accade, solo da paesi emergenti con manodopera a basso costo, bensi’ da Francia, Spagna e Stati Uniti. E in piu’ il patrimonio di “bellezza” che avevamo negli anni Settanta, oggi è dimezzato: una elaborazione di Agriturist su dati ISTAT evidenzia che nel periodo 1985-2005 l’urbanizzazione ha sottratto all’agricoltura 1,8 milioni di ettari, cancellando non solo coltivazioni ma anche preziosi, irripetibili paesaggi. “L’agriturismo, e in generale il turismo rurale – sostiene Vittoria
Brancaccio, Presidente di Agriturist – ha compiuto una straordinaria opera
di restauro e conservazione del paesaggio, recuperando non meno di 30 mila
antichi edifici rurali, e attraendo in zone di campagna mai prima toccate
dal turismo, ospiti, investimenti e occupazione. Ma quello che da una parte
gli imprenditori agricoli sono stati capaci di costruire, dall’altra parte
viene sistematicamente distrutto da modelli di sviluppo di breve respiro: occorre affermare con forza, una volta per tutte, il ruolo strategico dell’agricoltura anche ai fini della crescita del turismo, e tutelare drasticamente la destinazione del
suolo all’agricoltura”. Al convegno di Riomaggiore parteciperà anche il prof. Edoardo Salzano, urbanista impegnato da anni nello studio dell’equilibrio fra espansione
urbana e conservazione dello spazio rurale. “In un mondo dominato, piaccia o non piaccia, dalla concorrenza- ha affermato- l’Italia ha un immenso patrimonio da mettere in gioco. Nonostante le immani distruzioni che stiamo compiendo da mezzo secolo, mi sembra che ci sia ancora una ricchezza immensa, unica al mondo”.
Mancherebbe il senso vivo e diffuso di un’identità rurale non meno forte dell’identità urbana: non e’ un caso – conclude Agriturist – che proprio la Francia sia stato il primo
paese europeo a puntare sul turismo rurale e che sia anche la principale
meta di turismo al mondo.

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