Spumante: 376 mln di bottiglie stappate nel 2010 in Italia e nel mondo


Circa 376 milioni di bottiglie consumate in Italia e nel mondo a fronte di 380 milioni prodotte e tirate tra metodo classico e metodo italiano. E ancora: 24 milioni di bottiglie metodo classico consumate nell’anno, di cui 10,2 di Franciacorta e 8,1 di Trento. Sono i dati sugli spumanti italiani elaborati per il 2010 dall’Osservatorio vini spumanti effervescenti (Ovse). Destinate al consumo nazionale sono 22,750 bottiglie, mentre solo 1,180 milioni sono le bottiglie che prendono la strada di Paesi esteri. La Lombardia si conferma la prima regione italiana per l’origine del metodo classico con 15,3 milioni di bottiglie (pari al 64% del totale), a fronte di un tiraggio di 18 milioni. Circa 352 milioni sono invece le bottiglie di metodo italiano consumate, di cui 127 milioni per il mercato interno e 225 milioni per i 78 mercati esteri (ai primi posti Germania, Usa, Regno Unito, Russia e Svizzera). Il mercato dei vini con le bollicine italiane vale nel complesso 2,9 miliardi di euro, di cui 225 milioni derivanti dal metodo classico. Sempre secondo l’Ovse nel 2011 il consumatore di vini con le bollicine chiedera’ ancor piu’ informazione, dettaglio e soddisfazione, quindi crescera’ in cultura e conoscenza. Il mercato interno registra che in molte regioni italiane i consumi sono ancora marginali: il consumatore non conosce il patrimonio produttivo nazionale e le opportunita’ di consumo, spesso legato a tradizionali abbinamenti con la cucina. Lo stesso all’estero: l’Italia esporta in 78 Paesi, la Spagna in 117 e la Francia in 180. C’e’ ancora un forte margine di crescita su tutti i mercati, in tutti i canali e fra i diversi consumatori, alla ricerca di sensazioni e di emozioni a tavola.
Le bollicine sono il vino del futuro. Passato un primo periodo, il prezzo per alcuni vini spumanti italiani non sara’ piu’ un fattore determinante dell’acquisto. Per l’Ovse nel 2011 “i produttori devono puntare sulla crescita qualitativa, ma soprattutto e’ necessario che le grandi Denominazioni attuino un sistema di controllo e di gestione della produzione, per avere numeri certi, una valutazione del valore e un rispetto delle identita’”.
In Italia i consumi domestici sono ancora in crescita per spumanti e frizzanti, quindi con incrementi di acquisti nella GD e COOP. Anche lo Champagne segna una certa ripresa, ma solo con i marchi noti e i prodotti millesimati, calano i marchi nuovi e quelli dei piccoli produttori. In Italia cresce enormemente la quota destinata ai vini spumanti a marchio DOP (+7%) e , nei primi mesi del 2011, calano i consumi di bottiglie spumanti senza una chiara origine di provenienza del vino. Prime note positive anche nei ristoranti ed enoteche che dopo il calo dei consumi nel 2009 e 2010 fanno segnare una ripresa, lenta , ma di buon auspicio. Sempre pero’ per vini spumanti a prezzi decisamente contenuti. Buone anche le performance dei vini ‘millesimati’ e dei grandi nomi nazionali: Ferrari e Berlucchi in testa per il metodo classico con le etichette piu’ blasonate e Mionetto, Bortolomiol, Ruggeri e Vald’Oca per il mondo del Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore. Un caso: record assoluto per il Cartizze Spumante Docg Extra Dry in grande distribuzione a 12,5-14.5 euro in media a bottiglia sullo scaffale.

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