Squacquerone di Romagna vola a Bruxelles la richiesta della DOP

squacqueroneDopo una stasi di 5 anni e mezzo la pratica di richiesta della Dop (denominazione di origine protetta) per il formaggio squacquerone di Romagna riprende il suo cammino e vola a Bruxelles, per la partita finale quella del riconoscimento comunitario a tutela di questo prodotto.
Il percorso istituzionale quindi, non è ancora terminato ma i 10 produttori, aderenti all’associazione caseifici produttori di squaquerone di Romagna, si dicono soddisfatti, dato che la richiesta di tutela si era bloccata proprio in Italia. Il Ministero aveva infatti pubblicato la proposta sulla Gazzetta Ufficiale nel marzo 2006, ma subito erano insorte aziende casearie di altre regioni. Ora il Ministero ha rigettato tutte le posizioni avanzate dalle Regioni Veneto, Lombardia e Piemonte, preso atto che la Regione Emilia Romagna è favorevole all’inoltro del disciplinare alla comunità europea cosi come pubblicato nella G.U. del 30 marzo 2006 con la solo modifica dell’ampliamento della zona di produzione al territorio di Ferrara, così come l’assemblea dell’associazione caseifici produttori di Squacquerone di Romagna aveva deliberato.
Per ora nessuno si illude “Sappiamo che una volta a Bruxelles la nostra richiesta troverà altri ostacoli – spiega Annalisa Raduano, imprenditrice e membro della giunta camerale – ma un passo importante è stato fatto verso il meritato riconoscimento a un formaggio dalle origini antiche, molto legato all’ambiente rurale, dove era consuetudine produrlo e consumarlo durante il periodo invernale grazie alla maggiore possibilità di conservarlo per alcuni giorni, ma apprezzato anche dai palati più raffinati, come dimostra la corrispondenza tra il cardinale Bellisomi, vescovo di Cesena, e il vicario generale della diocesi cesenate Casali.
L’area di produzione, trasformazione ed elaborazione è rappresentata dalle province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e Bologna e il latte impiegato, vaccino, proviene esclusivamente da allevamenti della zona, così come l’alimentazione del bestiame che dovrà comprendere fieno di medica eventualmente integrato da fieno di prato polifita sempre della stessa area.

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