Stati Arabi del Gulf Cooperation Council (GCC) insieme per lo sviluppo sostenibile

GCC conferenza_relatori1_LRSviluppo e implementazione di politiche unificate per la tutela delle risorse naturali e per lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili e sostenibili: sono queste le azioni che il Consiglio di Cooperazione dei Paesi del Golfo (GCC) sta portano avanti e che Qatar, Kuwait e Arabia Saudita hanno presentato a Milano in occasione di Expo 2015.
Nel corso del convegno “Stati Arabi del Gulf Cooperation Council (GCC) e il loro ruolo per uno sviluppo sostenibile”, realizzato dal Qatar Pavilion in collaborazione con il Segretariato generale del GCC, è stato approfondito l’impegno del Consiglio GCC per far fronte alle specificità ambientali di questi paesi prevalentemente desertici e alla crescente domanda energetica che si trovano ad affrontare. Gloria Zavatta, Sustainability Manager di Expo Milano 2015, nel suo discorso di benvenuto ha ringraziato i partecipanti per il loro contributo nella condivisione di progetti e soluzioni per un futuro migliore e più sostenibile.
Per illustrare gli sforzi congiunti portati avanti per far fronte a questo problema, sono stati affrontati nello specifico i temi dell’acqua, della sicurezza ambientale e della sicurezza alimentare nelle aree del GCC.
• Politiche ambientali – Dott. Mohsin Al-Yafei, Direttore del Centro Studi Ambientali dell’Università del Qatar
“Nell’arco di mezzo secolo la popolazione di alcuni paesi del GCC è quasi decuplicata, mettendo a dura prova le infrastrutture esistenti. L’habitat naturale è stato sfruttato per far fronte alle necessità urgenti di costruire zone industriali e residenziali, andando spesso a discapito della flora e della fauna esistenti e contribuendo a problemi mondiali come il riscaldamento globale. I paesi del GCC hanno quindi costituito Enti, Ministeri e Centri Studi, impegnati nella protezione di queste risorse naturali (barriere coralline, erbe marine, mangrovie, tartarughe marine, dugonghi e squali balene), attraverso – per esempio – l’istituzione di riserve naturali protette”.

• Politiche per l’acqua – Dott. Muhammad Fahad Al-Rashed, Direttore Generale del Water Research Center presso il Kuwait Insitute for Scientific Research
“Le risorse idriche ai paesi del GCC sono molto scarse a causa di molti fattori geo-ambientali: contemporaneamente le attuali pratiche di gestione di queste risorse hanno bisogno di una revisione e di uno sviluppo importante. Proprio per questo i leader del GCC si sono impegnati nell’istituzione di una strategia di lungo termine unificata”.

• Politiche alimentari – Dott. Mustafa Abdu Gassem, Direttore Generale dei laboratori – Settore Food – alla Food and Drug Authority Saudita
“Sviluppare politiche per la sicurezza alimentare nei paesi del CCG è un obiettivo strategico, che i paesi del GCC si impegnano a realizzare attraverso un’azione congiunta nel settore dell’agricoltura e l’unificazione delle politiche e dei regolamenti degli Stati membri. La cooperazione agricola tra i paesi del CCG è basata sull’uso ottimale delle risorse disponibili e sulla realizzazione dell’integrazione alimentare delle risorse nazionali. Negli ultimi anni sono stati fatti grandi passi avanti attraverso numerose attività e programmi in specifici in questo ambito, basati su una strategia agricola condivisa approvata e promossa fin dal 1996”.

I sei paesi del GCC (Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait) hanno una lunga tradizione nella sicurezza alimentare: nel 2013 è stato creato un Comitato Ministeriale per garantire il massimo livello di sicurezza alimentare e facilitare il commercio internazionale, in linea con i requisiti necessari secondo la Convenzione sul commercio internazionale.
Nell’ambito delle riserve idriche invece, è stato recentemente concluso uno studio sulla realizzazione di un sistema di collegamenti idrici tra tutti i paesi membri del GCC e sono attualmente in corso delle consultazioni per l’implementazione di questo progetto di vitale importanza. Le politiche ambientali condivise dai paesi membri del GCC sono numerose e sono state approvate fin dai primi anni di costituzione del Consiglio: oggi i paesi stanno lavorando per fondare un Centro del Golfo per il Monitoraggio Ambientale e la promozione di attività di sensibilizzazione.
Il Gulf Cooperation Council
Il 25 maggio 1981 i leader di Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait si sono incontrati ad Abu Dhabi (UAE) per coordinare e mettere in collegamento gli sforzi dei sei Stati fondatori, con l’obiettivo di rafforzare le loro relazioni politiche e la cooperazione in diversi settori.
La Carta Fondamentale del GCC prevede il coordinamento, l’integrazione e l’inter-connessione tra gli Stati Membri in tutti gli ambiti, per rafforzare i legami tra le popolazioni e formulare azioni congiunte e allineate nei diversi ambiti: economico finanziario, commerciale, trasporti, educazione e cultura, sanità, turismo. L’impegno prevede anche una promozione tecnico scientifica in ambito industriale, minerario, agricolo, idrico e delle risorse animali, stabilendo centri di ricerca scientifici, creando delle joint venture e incoraggiando la cooperazione in progetti condivisi nel settore privato.

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