Stop ai barriques, il Brunello torna in botte

Basta barriques, il Brunello torna nelle botti per meglio esaltare le specificità del Sangiovese. E’ la ricetta dell’enologa francese delle cantine toscane di Donatella Cinelli Colombini, Valerie Lavigne, per ottenere una perfetta armonia dei grandi rossi di Montalcino. Sembra un ritorno al passato e invece contiene invece elementi di novità nel maggiore rispetto dell’identità culturale del vino, partendo da precise motivazioni scientifiche. Il Brunello deve affinare in botte almeno due anni e, spiega l’enologa, per una conservazione così lunga, il produttore deve scegliere il contenitore che gli permette di beneficare dei vantaggi associati all’utilizzo del legno, preservando la personalità del vino. “Il legno non deve sovrastare il vino, deve rimanere un supporto, un”épice'”. Viva le botti dunque, con qualche regola da seguire: se il vino deve cambiare contenitore durante il suo affinamento in legno è preferibile iniziare con piccoli fusti e proseguire poi con quelli più grandi, perchè il bisogno di ossigeno decresce con il passare del tempo; le botti inoltre, permettono meglio delle barriques (specialmente se vecchie), conclude la francese, di preservare gli aromi del vitigno Sangiovese della Toscana, evitando che la secchezza dei tannini disturbi l’equilibrio del vino.(ANSA).

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