Sul tonno rosso l’Italia attacca l’Iccat

tonno rosso Consiglio dei ministri della pesca, oggi a Bruxelles, dove la delegazione italiana ”intende esprimere il proprio disaccordo sulla condotta dei negoziatori europei alla Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico” che si e’ conclusa il 15 novembre in Brasile. L’Italia, in particolare, punta il dito contro la proposta dei rappresentanti della Commissione Ue di ridurre le catture di tonno rosso nel 2010 fino a 13.500 tonnellate e di rivedere gli obiettivi di riduzione della capacita’ di pesca decisi appena il 6 aprile scorso. Senza contare che il piano pluriennale di ricostituzione del tonno rosso e’ stato adottato, per la prima volta nel 2006, e nel 2008 e’ stato sostituito da un nuovo. Un ulteriore piano poi, da decidere il prossimo anno, e’ gia’ annunciato per il periodo 2011-2013. L’Italia quindi, si legge nel documento che Roma ha inviato al Consiglio Ue, allo stato degli atti, non potra’ sostenere il recepimento nell’ordinamento comunitario delle raccomandazioni dell’Iccat”. Del resto, conclude il documento italiano, ”L’Italia ha trasmetto puntualmente alla Commissione il piano di gestione della capacita’ di pesca per il periodo 2010-2013. Piano che e’ stato accettato da Bruxelles e inviato all’Iccat. E sulla base delle scelte fatte a livello nazionale, in coerenza con la normativa comunitaria, le imprese hanno gia’ definito le proprie scelte per la stagione di pesca 2010”.

Un Commento in “Sul tonno rosso l’Italia attacca l’Iccat”

  • Sandro scritto il 25 novembre 2009 pmmercoledìWednesdayEurope/Rome 17:02

    Il nostro Ministro Zaia, ben informato su bovini e altri animali simili, non ha purtroppo la minima conoscenza del problema del Tonno rosso e sparla come fanno spesso i politici non competenti.
    Il fatto è che i pescatori professionisti non sono i colpevoli ma lo sono le decine di navi ombra che pescano illegalmente senza che nessuno intervenga e le controlli.
    Prenda esempio l’esimio Zaia da quanto si appresta a fare la Francia dichiarando EEZ (Exclusive Economic Zone) le acque che circondano la Francia per 70 miglia, impedendo così ai bracconieri di pescare illegalmente e anche alle varie navi Giapponesi, Taiwanesi e di molte altre nazionalità, di pescare i tonni nelle acque francesi.
    In Italia si usa molto la lingua senza prima metter in moto il cervello !!!

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