Sulla fine della crisi Coldiretti non è ottimista

mais 4 I consumatori, interpellati da Coldiretti, sono ottimisti sulla fine della crisi. L’organizzazione agricola concorda ma con un’eccezione il settore che rappresenta: l’agricoltura a meno che non ci sia ”una ristrutturazione della filiera agroalimentare, costosa ed inefficiente”. ”Oltre il 50% dei prodotti agricoli venduti sui nostri mercati – afferma il presidente nazionale di Coldiretti, Sergio Marini – sono di provenienza straniera e nonostante il crollo dei prezzi nelle campagne novembre fa registrare un aumento dei prezzi al consumo dello 0,6%”. I prezzi dei prodotti pagati agli agricoltori, secondo l’organizzazione, sono infatti diminuiti in media del 13% nel 2009 mentre i consumi sono aumentati dello 0,4% ed i prezzi al dettaglio degli alimentari sono aumentati ad un tasso superiore di quasi tre volte a quello dell’inflazione media. I consumatori, spiega la Coldiretti, non beneficiano della forte riduzione dei prezzi agricoli, che ha visto un crollo delle quotazioni alla produzione, con un calo del 20% per i cereali, del 22% per la frutta, del 15% per il vino, del 14% per la carne suina e del 12% per i lattiero-caseari. C’e’ poi il falso made in Italy che – secondo i dati dell’ organizzazione agricola – ha provocato nel 2009 una una perdita di 1 miliardo e mezzo. Coldiretti punta quindi ad una filiera agricola ”tutta italiana” tagliando le intermediazioni attraverso la rete dei Consorzi agrari.

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