Suni: disconosciute le quotazioni Cun, la filiera non regge

maiali3Stanno per accendersi i riflettori su Italpig, ma il settore suinicolo non sembra avere gli strumenti per potersi mettere in mostra, anzi, ad autunno inoltrato sta affrontando una crisi che diviene sempre più profonda. “La filiera si sta sfaldando – commenta la piacentina Giovanna Parmigiani, presidente della Federazione nazionale di prodotto Allevamenti Suini di Confagricoltura – la crisi economica ha portato ad un ulteriore calo dei consumi, a questo si aggiungono tensioni fortissime dovute a cambiamenti negli assetti industriali che destabilizzano il mercato”. E’ cronaca dei giorni scorsi l’ennesima presa di posizione di Assica (associazione dei macellatori) che disconosce nuovamente le quotazioni stabilite dalla Cun. “Si è innescato un meccanismo che è, di fatto, un gioco a perdere per tutti. Giovedì dovrebbe esserci la nuova Cun – rileva Parmigiani – alla quale i macelli hanno, però, già minacciato di non partecipare. Il braccio di ferro si è pretestuosamente concentrato sull’adozione anzi tempo della quotazione a peso morto in luogo di quella a peso vivo che dovrebbe essere in vigore sino a fine anno. Poco importa che il Crpa abbia prontamente predisposto un’equazione tale da rendere pubblica sia la quotazione a peso vivo che a peso morto. Una mano tesa, questa, dalla parte produttiva che non ha, in ogni modo, portato a nulla”. La gravità della situazione ha indotto il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi, a scrivere al Ministro De Girolamo chiedendo che si attivi per sbloccare questa situazione che arreca, di ora in ora danni economici alla filiera e delegittima il lavoro che la Cun, Commissione ministeriale, ha portato avanti da tempo. Nelle ultime settimane – ha sottolineato Confagricoltura – gli industriali non solo hanno puntualmente disatteso a più riprese le procedure per la fissazione del prezzo con arbitrari abbandoni delle contrattazioni, ma hanno anche promosso richieste massimaliste di modifica del regolamento di gestione della CUN. “Stiamo vivendo – ha affermato il presidente di Confagricoltura – un grosso rischio per tutta la filiera produttiva del nostro Paese, una paradossale situazione in evidente contrapposizione con l’apprezzamento del mercato suinicolo registrato in queste settimane in tutta Europa. Mi preme fare – ha sottolineato Guidi – un estremo tentativo nel richiamare quel fondamentale importante ruolo istituzionale di responsabilizzazione e mediazione del dicastero delle Politiche agricole, per tentare nuovamente di far rientrare, arginare e trovare nuove soluzioni ad una situazione che appare ormai, malgrado il notevole impegno e la disponibilità di Confagricoltura, decisamente fuori controllo. Per tale motivo – ha proseguito il presidente di Confagricoltura – ho scritto al Ministro De Girolamo, per riuscire a riaprire un fronte di dialogo su basi concrete, anche reimpostando alcuni principi alla base dello stesso funzionamento della CUN, optando per un sistema chiaro e trasparente che tenga conto delle reali capacità aggregative di prodotto presenti sul territorio”. “Concordo pienamente con la linea tracciata dal presidente Guidi – conclude Parmigiani -. La situazione richiede risposte certe, immediate ed efficaci. In caso contrario Confagricoltura sarà costretta a valutare ogni strumento alternativo che possa permettere il giusto riconoscimento della componente agricola nell’ambito di una filiera essenziale per il sistema agroalimentare nazionale”.

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