Surgelati: consumi in aumento nel 2015

Surgelati
Consumi in ripresa per i surgelati nel 2015, con un lieve progresso dello 0,4% tra canale retail e catering. Il valore di mercato è tra i 4,2 ed i 4,5 miliardi di euro; oltre 24 milioni le famiglie acquirenti ed una penetrazione prossima al 97% per una spesa media annuale intorno agli 80 euro (pro-capite sui 13,60 kg). Questi i dati diffusi dal presidente dell’Istituto italiano alimenti surgelati (Iias), Vittorio Gagliardi, nel presentare il rinnovato sito dell’Istituto (www.istitutosurgelati.it) che ora consente una maggiore fruibilità da tablet e smartphone. “Si tratta – aggiunge Gagliardi – di un confortante risultato che dimostra come i consumatori abbiano ricominciato a spendere. Va detto, comunque, che il settore è stato tra quelli meno penalizzati dalla crisi, un dato che la dice lunga sui loro riconosciuti plus”. Per quanto riguarda le diverse categorie del retail, sottolinea lo Iaas, i segmenti dei vegetali mostrano un trend positivo in termini di penetrazione, con i vegetali semplici in crescita (1,5%) i ricettati che balzano del 5% ed i vegetali preparati del 4,2%. La categoria dell’ittico evidenzia, invece, una sostanziale frenata ad eccezione del pesce intero naturale (+2,1%), fermi i primi piatti pronti a cottura breve, così come le pizze ed i prodotti a base di patate che risentono di una forte galoppata nel decennio trascorso; va evidenziato che i due segmenti storici del retail (vegetali ed ittico) totalizzano circa il 60% dei consumi generali. Segnali interessanti giungono dai prodotti etnici (paella, cous cous, sushi e noodle) e dai “free from” che rappresentano in ogni caso – aggiunge lo Iaas – ancora nicchie che potranno sviluppare future positive potenzialità”. Aumenta la fiducia nel “porta a porta” gestito in Italia da un ristrettissimo numero di aziende (due su tutte rappresentano oltre il 90% del mercato); attualmente il “porta a porta” sviluppa circa il 10% del totale retail e ha fatto registrare nel corso del 2015 un avanzamento del 4/5%. Venendo poi al settore della ristorazione professionale va detto – prosegue lo Iaas – che questo si affida con convinzione al prodotto surgelato come prima scelta, non più in sostituzione del fresco. I consumi di alimenti surgelati, solo nel catering, sono cresciuti di oltre il 25% negli ultimi dieci anni; “dalla piccola alla grande ristorazione – nota Gagliardi – ritroviamo i cibi “sottozero” come veri e propri protagonisti del piatto, oppure validi ausili. E’utile evidenziare che in cucina il surgelato è ormai considerato indispensabile dal 60% dei ristoratori perché non deperisce e permette di non avere scarti in cucina; solo il 2% finisce nei rifiuti contro il 39% del fresco”. Tra i trend in affermazione – osserva lo Iaas – vi sono i canali del “benessere” e della nutrizione controllata: per le maggiori aziende del settore produrre sempre più cibi sani e ricchi di proprietà nutritive si sta affermando come filosofia aziendale; a tal fine allargheranno in particolar modo l’area delle referenze pensate per vegetariani e vegani, con un’attenzione particolare per i celiaci.

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