Svezia: arrivano gli orti sui tetti

FOTO PEZZO SPECIALIZZATIUn “grattacielo serra” di 25 piani può assicurare una produzione sufficiente per 350mila persone, arrivando a 300 chili di raccolto per metro quadro: e con questi calcoli la Svezia sta ridisegnando le nuove frontiere dell’agricoltura. Entro il 2050 oltre l’80% della popolazione mondiale risiederà nei centri urbani, perché dunque non portare l’agricoltura in città? E cosi’ , sostenuto dalla societa’ Plantagon, sono iniziati i lavori del nuovo grattacielo alto 54 metri e in grado di produrre una vasta gamma di verdure, oltre che destinato a ridurre al minimo gli sprechi di energia, di acqua e di pesticidi. Un altro dettaglio che concorre ad abbassare l’impatto ambientale di questo progetto è la distribuzione dei prodotti, che avverrà direttamente in città, riducendo così i trasporti al minimo.
La scelta è inoltre legittimata dai dati: secondo la Fao entro il 2020 sarà disponibile «solo la metà dei terreni arabili procapite che c’erano nel 1960’» area che, continuano gli esperti, si dimezzerà ancora entro il 2050 se non saranno implementate serie politiche ambientali volte a migliorare la qualità del suolo e del suo sfruttamento.
Ecco dunque l’idea, in tempo di crisi, economica e alimentare, di trasformare aridi edifici in vere e proprie serre verticali: non si usa terra, ma solo acqua arricchita di minerali.
Il progetto nel 2012 ha vinto il Red Herring Top 100 Global Award, premio conferito alle aziende che sviluppano progetti caratterizzati da innovazione tecnologica. I plantscrapers sono vere e proprie serre disposte su più piani, le cui superfici esterne sono costituite da vetri obliqui in modo da assorbire maggiormente i raggi solari. Anche in altri paesi è in atto la realizzazione di vertical farms: negli USA, in Giappone, in Cina e a Singapore. Quello di Linkoping, che sarà presumibilmente ultimato nel corso del 2013 e entrerà a pieno regime nel 2014, si svilupperà su 54 livelli, ciascuno dell’altezza di un metro. Le vertical farms costituiscono uno sviluppo ingegneristico del sistema di coltivazione idroponica o idrocoltura, nel quale l’elemento terra è sostituito da un substrato inerte che può essere costituito da argilla, perlite, fibra di cocco, lana di roccia, etc.. Le piante vengono irrigate mediante l’impiego di acqua arricchita di minerali. Le fattorie verticali offrono svariati vantaggi: consentono innanzitutto di aumentare il livello di produzione degli ortaggi riducendo al contempo il consumo del suolo e azzerando l’uso di diserbanti e pesticidi; laddove non vi sono terreni adatti alla coltivazione consentono comunque di realizzarla, evitando la deforestazione che altrimenti dovrebbe essere realizzata per predisporre terreni coltivabili; questo tipo di coltura inoltre riduce il consumo di acqua di un decimo rispetto alla coltura in terra, perché l’acqua impiegata nel processo di coltivazione viene costantemente riciclata.

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