Tabacco: al via congresso Unitab a Perugia

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Una tre giorni “per licenziare un progetto di sostenibilità del tabacco europeo”: è quanto auspicato dai vertici nazionali di Coldiretti, Cia e Confagricoltura che hanno aperto stamani a Perugia il 34/o congresso Unitab (unione dei tabacchicoltori europei) con 515 delegati provenienti, tra gli altri, da Paesi come Francia, Spagna, Grecia, Bulgaria, Polonia, Germania. “Questo comparto e questi imprenditori sono stanchi ed hanno perso il sorriso e l’entusiasmo di fare impresa”, ha sottolineato il vicepresidente della Coldiretti, Gennaro Masiello, aprendo i lavori. “Sono visti spesso – ha aggiunto – come criminali e banditi, mentre invece hanno creato sviluppo e benessere, senza considerare che tante imprese sono saltate in aria e non hanno poi trovato una via alternativa al tabacco”. Masiello ha inoltre ricordato l’importanza del modello italiano grazie alla sottoscrizione di “contratti innovativi” con le maggiori manifatture internazionali come la Philip Morris che permettono “un rapporto diretto tra manifattura e produttore e di accorciare quindi la filiera”. L’augurio quindi per Masiello è che questo modello italiano di contrattazione, “innovativo anche per aver creato non più contratti annuali ma pluriennali”, si sviluppi in tutta Europa. In questo senso viene chiesto al ministro delle politiche agricole Maurizio Martina (atteso a Perugia per il congresso interverrà comunque in videoconferenza oggi pomeriggio) “di comprendere” le richieste che arrivano dal settore, “con più aiuti, più regole e rapporti più durevoli per avere certezze operative nei rapporti di mercato e nei rapporti con i piani di sviluppo rurale e nelle politiche agricole comunitarie”. Le imprese del comparto hanno infatti manifestato preoccupazione nel corso dell’incontro in considerazione del fatto “che dal 2015 il tabacco sarà ulteriormente penalizzato perché non riceverà più aiuti”. Sulla stessa linea anche l’intervento del presidente di Confagricoltura Mario Guidi il quale ha sottolineato che se ci si occupa di tabacco “non significa essere più cattivi rispetto invece se ci si occupa di latte”. Secondo Guidi “abbiamo bisogno di un ministero dell’agricoltura che voglia affrontare con noi queste sfide”. Il presidente Cia, Secondo Scanavino, ha inoltre rimarcato “la necessità di attivare una politica di ristrutturazione delle imprese per rafforzare un comparto che ha ancora molto da dire ma che va salvaguardato con una lotta al contrabbando e alla contraffazione”. Guidi ha infine concluso chiedendo di immaginare “una politica agricola comunitaria diversa da quella degli ultimi tempi”. “Senza dimenticarci – ha infine detto – che fare la lotta al tabagismo con l’eliminazione delle coltivazioni è stato un errore strategico che tutti abbiamo accettato senza ribellarci adeguatamente”.

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