Tabacco: Cecchini, in Umbria porta 50 milioni di euro

tabacco1La tabacchicoltura impegna in Umbria 3.500 addetti e “porta” 50 milioni di euro. Significa “ancora oggi economia”. A tracciare il quadro è stata l’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini intervenuta al 34/o congresso internazionale di Unitab (Unione dei tabacchicoltori europei), che si svolge a Perugia fino a mercoledì prossimo. Sul valore del tabacco per i territori vocati Cecchini non ha dubbi. “Per l’economia locale – ha detto – è ancora importante il settore della tabacchicoltura e noi siamo tra l’altro uno dei distretti tabacchicoli più consistenti d’Europa che ha la forza di movimentare risorse, occupazione e belle opportunità per un indotto molto ampio fatto di metalmeccanica, di servizi ed altro”. Secondo l’assessore regionale “è importante continuare il sostegno al tabacco, accanto alle altre produzioni strategiche dell’Umbria come olio, vino e zootecnia”. “E per questo – ha sottolineato – abbiamo cercato in questi sette anni di attuare la ‘strategia tabacco’ nel migliore dei modi cercando di accompagnare questa produzione soprattutto nel momento dello snodo, ovvero quando è uscita dall’aiuto diretto per iniziare ad essere competitiva trattando con i mercati”. Cecchini ha poi parlato di “risultati importanti e significativi” ottenuti, frutto anche di “una ristrutturazione intelligente della filiera”, e che hanno portato anche “a due accordi di tutto rispetto con le multinazionali Philip Morris e Japan Tobacco”. “Adesso il nostro ruolo – ha affermato l’assessore – è quello di fare in modo che anche per il futuro, attraverso il nostro sostegno e soprattutto attraverso una robusta politica di alleanza con le regioni e i paesi produttori di tabacco, si possano avere opportunità dalla nuova programmazione e soprattutto quella forza per contrattare con le multinazionali il prezzo”. A livello regionale, per l’assessore Cecchini, “siamo in presenza di un settore che muove 3.500 persone e che porta in Umbria 50 milioni di euro grazie alle due più importanti multinazionali del tabacco”. “Non sono quindi soldi pubblici – ha aggiunto – visto che sono questi due colossi a staccare assegni di questa entità mettendo una cifra importante sopra gli accordi che hanno siglato con le nostre associazioni di produttori”. La tabacchicoltura significa quindi secondo Cecchini “ancora oggi economia”, ma la cosa da rimarcare per l’assessore “è una produzione non più impattante per l’ambiente, come era invece un tempo, e questo ne fa una produzione che può essere sostenuta e salvaguardata”. L’Assessorato, è stato infine precisato per evidenziare “un’azione a 360 gradi”, sostiene anche “la multifunzionalità aziendale e quindi quelle aziende sempre più moderne e competitive che innovano e che possono salvaguardare quello che sappiamo fare con il tabacco ma anche diversificare la produzione per essere sicure di avere un reddito certo alla fine dell’anno”. (ANSA).

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