Tabacco: Coldiretti, la nuova direttiva Ue condanna le imprese italiane

La futura proposta di direttiva europea con cui la Commissione Ue vuole rendere più dissuasiva la diffusione del fumo in Europa, “non avrebbe alcun effetto sul numero di fumatori, mentre si tradurrebbero esclusivamente in una perdita di posti di lavoro, nella chiusura di imprese del settore e in un massiccio aumento del traffico illecito dei prodotti del tabacco”. Ora l’Italia è primo esportatore in Ue e ottavo al mondo. Lo afferma Gennaro Masiello, vicepresidente della Coldiretti, alla guida dell’Organizzazione nazionale tabacco (Ont) Italia, che riunisce il maggior numero di coltivatori del settore. La nuova proposta, che secondo quanto appreso dall’ANSA sarà quasi certamente approvata la prossima settimana dall’Esecutivo Ue, propone anche il divieto dell’uso di ingredienti nella produzione di sigarette. Se così fosse, dice Masiello, “il tabacco italiano sarebbe invendibile” in quanto la maggior parte delle sigarette consumate in Europa sono costituite da una miscela di varietà di tabacchi combinate con altri ingredienti naturali. Divieti o restrizioni porterebbero all’immediata esclusione dal mercato delle varietà Burley ed Orientali coltivate in Italia, Bulgaria e Grecia, da piccoli imprenditori, situate in aree con poche alternative di produzione. E con loro verrebbero anche smantellati interi sistemi socioeconomici legati a tutta la filiera tabacco che occupa oltre 200mila addetti. “Abbiamo comunicato la nostra forte preoccupazione al presidente dell’Esecutivo José Manuel Barroso e al vicepresidente Antonio Tajani ha concluso Masiello per garantire sopravvivenza e competitività al settore”. (ANSA).

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