Tabacco, filiera a rischio


Vi è una “mancanza di proporzionalità tra i risultati attesi per la salute pubblica e le conseguenze economiche e sociali per gli attori della filiera”. E’ quanto afferma uno studio di ‘The European House Ambrosetti’ nell’ambito di un Forum sul settore del tabacco a Roma. Il nuovo quadro di regole non genererebbe benefici certi, è destinato invece “a penalizzare significativamente agricoltori, trasformatori, produttori e rivenditori, amplificando il contrabbando e la contraffazione con conseguenze significative sull’erario ed in generale sull’economia del paese in un periodo di crisi, affermo lo studio evidenziando che, “considerando le ricadute indirette sul resto della filiera, gli impatti riguarderebbero circa 200.000 addetti”. “Se le misure discusse attualmente venissero adottate, sarebbe immediatamente a rischio l’impiego di oltre 40.000 addetti nella tabacchicoltura in oltre il 50% delle aziende tabacchicole italiane. Sarebbe inoltre in pericolo fino al 20% della redditività di oltre 55.000 tabaccherie che occupano circa 139.000 persone, a vantaggio di un mercato illegale del tabacco già ad oggi stimabile al 3,4% delle vendite legittime, con una perdita per l’erario stimata in circa 485 milioni annui”, si afferma ancora nello studio. Alcune di queste proposte normative, come il pacchetto gen erico e il divieto di esposizione dei prodotti nel punto vendita, sollevano inoltre serie questioni di compatibilità con il quadro giuridico di riferimento italiano ed internazionale, con il rischio di cause miliardarie per lo stato dovute all’esproprio dei marchi. “L’azione istituzionale diretta alla riduzione del fumo, soprattutto tra i giovani, è condivisibile e va supportata – ha detto Valerio De Molli, Managing partner di ‘The European HouseAmbrosetti’ – Alcune delle riforme allo studio dell’Unione europea tuttavia, non sembrano rispettare il quadro normativo in vigore e danneggerebbero in modo rilevante la filiera italiana del tabacco, senza alcuna prova della loro efficacia nel migliorare la salute pubblica”. Al forum è intervenuto anche il sociologo Francesco Alberoni: “il fumo fa male, bisogna avvertire i consumatori del pericolo che corrono, magari anche con iperboli – ha detto – come se fosse un veleno mortale. Ed è lecito anche proibirlo a chi non ha la maturità per scegliere, come i bambini. Trovo tuttavia ingiusto proibirlo agli adulti quando non fanno del male agli altri, perché allo stesso titolo si dovrebbero proibire molte altre attività e comportamenti pericolosi .Trovo inoltre indegno considerare il fumatore un malvagio, un peccatore”.

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