Tabacco: le richieste della commissione agricoltura al Governo


“Il Governo convochi, presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, anche le manifatture minori presenti nel nostro Paese per la sottoscrizione di accordi pluriennali per l’acquisto del tabacco prodotto in Italia, al pari di quanto già fatto con le principali manifatture internazionali”: lo chiede la commissione Agricoltura della Camera dei deputati, attraverso una risoluzione approvata all’unanimità. Tra gli impegni chiesti all’Esecutivo anche l’istituzione di un tavolo di confronto con tutti i soggetti della filiera, che comprenda anche le manifatture minori, per seguire l’attuazione degli impegni sottoscritti e l’attivazione di un osservatorio per seguire, in sede di Unione europea, l’iter delle normative riguardanti i prodotti da tabacco. Sollecitata anche l’individuazione di misure di sostegno all’occupazione e l’attenzione “in sede europea affinché, nell’ambito della definizione della nuova politica agricola comune, ed in particolare delle misure per lo sviluppo rurale, possano essere previsti contributi, anche maggiori agli attuali, al fine di perseguire, con efficacia, la tutela dei beni sociali con particolare riferimento alle colture che necessitano di un notevole impiego di manodopera, specialmente femminile”. “La risoluzione è arrivata dopo l’analisi delle cause della negativa congiuntura che attraversa la filiera tabacchicola italiana. Una crisi che – spiega il presidente della commissione Agricoltura, Paolo Russo – ha avuto come effetto immediato il calo della produzione. Che dalle oltre 100.000 tonnellate dello scorso anno è scesa alle circa 85.000 attuali. Un trend che occorrerà invertire mettendo in campo interventi mirati per un settore che fa da traino all’ economia territoriale. Non a caso l’Italia detiene il primato europeo nella produzione di tabacco oltre ad essere tra i primi 10 esportatori mondiali”. “Per giunta – evidenzia ancora Russo – il ridimensionamento, o peggio la scomparsa delle produzioni, in regioni come la Campania, l’Umbria, il Veneto e la Toscana, dove c’é la più alta concentrazione di coltivazioni di tabacco, inciderebbe anche sul tessuto sociale visti gli alti tassi di disoccupazione registrati”. “Per questo motivo – conclude Russo – occorrerà , tra le altre necessarie iniziative da avviare, favorire l’incremento dell’acquisto di tabacco attraverso accordi pluriennali con le manifatture minori così come già avvenuto con i grandi gruppi. Attualmente, infatti, le quantità oggetto di accordo non esauriscono la produzione di tabacco italiano, ma ne coprono circa il 50 per cento”. (ANSA).

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