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	<title>Con i piedi per terra &#187; birra</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Birra, italiani moderati ma attenti a qualità</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 16:09:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli italiani continuano ad essere i bevitori di birra più moderati d&#8217;Europa, con 28,6 litri a testa, ma con alta propensione alla qualità. E&#8217; quanto emerge dal rapporto annuale di Assobirra, presentato oggi alla Camera, secondo cui il valore dei consumi in Italia sono meno del 40% della media europea e dalle 3 alle 4 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/birra-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/birra-21-298x300.jpg" alt="" title="birra 2" width="298" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-35948" /></a><br />
Gli italiani continuano ad essere i bevitori di birra più moderati d&#8217;Europa, con 28,6 litri a testa, ma con alta propensione alla qualità. E&#8217; quanto emerge dal rapporto annuale di Assobirra, presentato oggi alla Camera, secondo cui il valore dei consumi in Italia sono meno del 40% della media europea e dalle 3 alle 4 volte inferiore a quello di Paesi come Repubblica Ceca (134 litri pro capite), Germania (107,4) e Austria (106). Quanto alla qualità, però quasi il 43% delle birre acquistate dai connazionali appartiene ai segmenti Specialità (10,16%) e Premium (32,66%), mentre oltre il 49% è costituito dal Main Stream e il resto si divide tra economy, private label e analcoliche. La birra, ha ricordato il presidente di Assobirra Alberto Fausulim, è la bevanda alcolica preferita dalle generazioni dei 30-40enni, con un bacino di estimatori di 36 milioni pari al 72,4% del totale della popolazione maggiorenne; numeri paragonabili a quelli del vino (bevuto dal 79,5%), tanto più che 9 italiani su 10 dichiarano di bere la birra esclusivamente a pasto. Una qualità riconosciuta anche all&#8217;estero: del totale di birra made in Italy oltre 1 milione di ettolitri, più della metà, nel 2010 è stata venduta nel Regno Unito e quasi tre quarti (73,9%) nei Paesi dell&#8217;Unione Europea. Tra quelli extra-europei, conclude il rapporto, circa 1 boccale di birra italiana su 10 finisce negli Stati Uniti (176 mila ettolitri pari al 9,4% del totale), mentre tra i mercati più appetibili emerge anche il Sudafrica (67.257 ettolitri, pari al 3,6%).(ANSA). </p>
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		<title>Consumi di birra in picchiata. L’estate peggiore da 10 anni</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 13:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Consumi in picchiata per la birra in Italia: nel trimestre estivo sono stati venduti 4,5 milioni di ettolitri, registrando un calo dell&#8217;11% rispetto allo stesso periodo del 2010, il peggior risultato degli ultimi 10 anni. A fotografare il settore nei vari paesi dell&#8217;Ue è uno studio Ernst&#038;Young presentato oggi alla Camera, che conferma come il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/birra-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/birra-2-298x300.jpg" alt="" title="birra 2" width="298" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-35917" /></a>Consumi in picchiata per la birra in Italia: nel trimestre estivo sono stati venduti 4,5 milioni di ettolitri, registrando un calo dell&#8217;11% rispetto allo stesso periodo del 2010, il peggior risultato degli ultimi 10 anni. A fotografare il settore nei vari paesi dell&#8217;Ue è uno studio Ernst&#038;Young presentato oggi alla Camera, che conferma come il dato del trimestre estivo vada a vanificare la leggera ripresa (+1,7%) avuta nei primi 5 mesi del 2011, portando le vendite tra gennaio e agosto 2011 a 0,62%. Tutto questo dopo che nel 2010 la produzione di birra, pari a 12.814.000 ettolitri, aveva messo a segno +0,3% rispetto al 2009, con un consumo pro capite aumentato del 2,1% pari a 28,6 litri. &#8220;Il calo estivo è sì preoccupante &#8211; spiega il presidente di AssoBirra, Alberto Frausin, presentando la ricerca &#8211; ma è una conseguenza della crisi che sta attraversando l&#8217;economia italiana; il settore continua ad essere un&#8217;eccellenza del made in Italy, con aziende che investono per rinnovare gli impianti e renderli sempre più ecosostenibili&#8221;. Quanto all&#8217;export, nei primi 6 mesi si è verificata una battuta di arresto del 4,35%, dopo una crescita del 161% negli ultimi 5 anni. Il settore italiano, secondo lo studio, vale 2,55 miliardi di euro, dando lavoro diretto a 4 mila persone, tante quante in Austria (3.860) o Danimarca (3.880) che, con l&#8217;indotto diventano 140 mila unità. (ANSA). </p>
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		<title>Birra, ripartono i consumi interni</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 12:54:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2010 il settore birrario italiano ha registrato un&#8217;inversione di tendenza, tanto nella produzione (12,8 milioni di ettolitri, +0,3%) quanto nei consumi (28,6 litri pro capite, +2,1%). E nei primi 5 mesi del 2011 venduti 4,7 milioni di ettolitri di birra, +1,7% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Una ripresa incoraggiante ma non ancora sufficiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/07/Birra.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/07/Birra-300x225.jpg" alt="" title="Birra" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-33156" /></a><br />
Nel 2010 il settore birrario italiano ha registrato un&#8217;inversione di tendenza, tanto nella produzione (12,8 milioni di ettolitri, +0,3%) quanto nei consumi (28,6 litri pro capite, +2,1%). E nei primi 5 mesi del 2011 venduti 4,7 milioni di ettolitri di birra, +1,7% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso. Una ripresa incoraggiante ma non ancora sufficiente a colmare le perdite del biennio 2008-2009.<br />
Volano le esportazioni a quasi 2 milioni di ettolitri (+161% in 5 anni),1.500 i marchi prodotti e distribuiti nel nostro Paese, per far fronte a un consumo sempre piu&#8217; diversificato e responsabile. Il rapporto annuale 2010 di AssoBirra conferma il dinamismo del Made in Italy birrario, che da&#8217; occupazione a 144mila persone e conta oltre 350 impianti produttivi. Una realta&#8217; capace di riaffermare la propria valenza economica, occupazionale e sociale nel permanere di una situazione difficile, su cui pesano la dinamica al ribasso dei consumi, soprattutto fuori casa e l&#8217;impennata delle quotazioni delle materie prime. Nel 2010 prodotti quasi 13 milioni di ettolitri. Italia 10° produttore UE.Dopo due anni particolarmente difficili, il 2010 ha segnato un&#8217;inversione di tendenza, tanto nella produzione quanto nei consumi. &#8220;Questa piccola ripresa del mercato sembra continuare anche nel 2011, pur con un andamento altalenante che ricalca quello dell&#8217;anno passato &#8211; commenta Alberto Frausin, neo Presidente di AssoBirra. Secondo le nostre stime, dopo un primo trimestre difficile, tra gennaio e maggio 2011 sono stati venduti quasi 4,7 milioni di ettolitri di birra, +1,7% rispetto allo stesso periodo dell&#8217;anno scorso.&#8221; &#8220;Numeri che confermano la capacita&#8217; del settore birrario italiano di reagire a una congiuntura difficile, per non dire sfavorevole, in cui permangono gravi fattori d&#8217;incertezza, su tutti la perdurante tensione sui prezzi delle materie prime e l&#8217;andamento al rialzo dei costi di produzione in genere, che rischiano di avere un impatto critico rilevante sui conti e sui margini delle aziende.Proseguiremo in questa direzione &#8211; conclude Frausin &#8211; puntando sulla qualita&#8217; dell&#8217;offerta e sulla crescente apertura al mercato mondiale, che mostra di accogliere tale offerta con favore. Alle Istituzioni chiediamo di garantire le condizioni di una competizione libera e corretta con i produttori degli altri Paesi, in modo da poter continuare a svolgere il proprio compito: dare occupazione e contribuire alla ricchezza dell&#8217;economia italiana&#8221;. Dalla birra made in italy 144mila posti di lavoro, il settore vale 2,55 mld di Euro. (AGI) </p>
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		<title>La birra insidia il primato del vino</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 08:34:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La birra sta insidiando il vino nelle preferenze dei consumatori italiani: la beve, più o meno saltuariamente, il 72% del Paese, contro il 79% che compra vino. Lo afferma una ricerca Ispo-AssoBirra. Secondo il sondaggio, la preferenza per la birra sta esplodendo: nel 2010 il totale della popolazione maggiorenne che la beveva era al 58%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/06/Birra.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/06/Birra-300x225.jpg" alt="" title="Birra" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-32220" /></a>La birra sta insidiando il vino nelle preferenze dei consumatori italiani: la beve, più o meno saltuariamente, il 72% del Paese, contro il 79% che compra vino. Lo afferma una ricerca Ispo-AssoBirra. Secondo il sondaggio, la preferenza per la birra sta esplodendo: nel 2010 il totale della popolazione maggiorenne che la beveva era al 58%, con un aumento del 14% in un solo anno. Gran parte di questo &#8216;boom&#8217; è dovuto alle scelte dei giovani (che ormai la preferiscono al vino) e delle donne, il 62% delle quali afferma di berla. Aumentano i consumatori ma non la quantità di consumi. &#8220;Nel 2009 abbiamo sofferto, nel 2010 abbiamo recuperato qualcosa, speriamo di arrivare a fine 2011 sul livello pre-crisi&#8221;, afferma il presidente di AssoBirra, Piero Perron, in una conferenza stampa a Milano, con i dati numerici completi che saranno annunciati in luglio. &#8220;In 12 mesi il &#8216;partito&#8217; degli estimatori della birra è quindi aumentato di 7 milioni di persone, portando a 36 milioni il totale dei suoi consumatori&#8221;, aggiunge Filippo Terzaghi, direttore di AssoBirra. La ricerca evidenzia che si va verso un consumo &#8216;maturo&#8217; della &#8216;bionda&#8217;, di gran lunga preferita dagli italiani rispetto alle versioni rosse o scure: la birra è infatti a tutti gli effetti una bevanda da pasto, mentre solo il 9,4% dei consumi si verifica fuori pasto. Fuori casa nei pasti dei giorni festivi al ristorante è scelta nel 42% dei casi, nelle cene dei giorni feriali nel 30%. E, secondo AssoBirra, sono ormai più di 300 i ristoranti forniti di una carta specializzata. (ANSA). </p>
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		<title>Birra, con il luppolo cuneese l&#8217;intera filiera sarà italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 08:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nasce la prima birra artigianale con il 100% della materia prima tutta italiana. A meta&#8217; agosto a Piozzo, nel cuneese, verra&#8217; fatto, da un gruppo di homebrewer guidati da Teo Musso, il primo raccolto di luppolo. &#8221;E prima di Natale, anche per celebrare il 150/mo dell&#8217;Unita&#8217; di Italia, debuttera&#8217; sul mercato la birra con filiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/05/birra-artigianale.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/05/birra-artigianale.jpg" alt="" title="birra artigianale" width="240" height="157" class="alignleft size-full wp-image-30637" /></a><br />
Nasce la prima birra artigianale con il 100% della materia prima tutta italiana. A meta&#8217; agosto a Piozzo, nel cuneese, verra&#8217; fatto, da un gruppo di homebrewer guidati da Teo Musso, il primo raccolto di luppolo. &#8221;E prima di Natale, anche per celebrare il 150/mo dell&#8217;Unita&#8217; di Italia, debuttera&#8217; sul mercato la birra con filiera tutta nazionale&#8221;. Lo ha annunciato il fondatore del gruppo Baladin Teo Musso in occasione di un incontro stampa a Saluzzo in occasione della Biteg, Borsa internazionale del turismo enogastronomico, che si e&#8217; chiusa ieri. Musso, che ha appena trascorso una settimana in traversata oceanica Genova-New York a bordo del 22 metri di Giovanni Soldini e Oscar Farinetti, ha anche annunciato che il 2 giugno incontrera&#8217; nuovamente, all&#8217;arrivo nella grande mela, questo team velico per inaugurare insieme il locale &#8216;Birreria&#8217; dove saranno presentate tre birre artigianali con etichette dedicate alla bellezza italiana: Gina, Vanda, e Sofia. E che a ottobre, di nuovo a Piozzo (Cuneo), si celebrera&#8217; il matrimonio tra mondo del vino e quello della birra, con il lancio di una birra dedicata ai vini bianchi, Lunae, e una ai rossi, Terrae. A rendere straordinario l&#8217;evento e&#8217; la partecipazione al progetto di 30 nomi d&#8217;eccellenza tra i produttori vitivinicoli italiani, da Antinori a Felluga, da Caprai a Ceci fino a Donnafugata, che in unico locale metteranno a disposizione sei proprie botti. Tutte le birre Baladin, ha precisato infine Musso, sono rifermentate in bottiglia come avviene per lo champagne.(ANSA).</p>
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		<title>Birra: 9 volte su 10 si beve “chiara”</title>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 13:57:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La &#8220;chiara&#8221; e&#8217; la preferita dai 30 milioni di italiani &#8211; ben 12 milioni sono donne &#8211; consumatori di birra, che ne bevono circa 25 litri a testa ogni anno. Si moltiplicano le sue occasioni di consumo, dall&#8217;aperitivo alla cena a casa o al ristorante, dalla pausa pranzo alla serata al bar con gli amici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/05/birra-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/05/birra-2-298x300.jpg" alt="" title="birra 2" width="298" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-30492" /></a>La &#8220;chiara&#8221; e&#8217; la preferita dai 30 milioni di italiani &#8211; ben 12 milioni sono donne &#8211; consumatori di birra, che ne bevono circa 25 litri a testa ogni anno. Si moltiplicano le sue occasioni di consumo, dall&#8217;aperitivo alla cena a casa o al ristorante, dalla pausa pranzo alla serata al bar con gli amici davanti alla partita. E la chiara si afferma anche come la birra italiana piu&#8217; bevuta fuori dal nostro Paese, con 1,7 milioni di ettolitri esportati. AssoBirra chiede a cinque esperti (1 sociologo dei consumi, 1 dietologo, 1 sommelier, 1 foodblogger e 1 nutrizionista) di provare a mettere a fuoco le ragioni di questo successo, radiografando l&#8217;anima &#8220;democratica&#8221; della birra chiara. Anche se nei negozi specializzati, nei pub e negli scaffali della grande distribuzione si puo&#8217; ormai scegliere tra 1.500 marchi di birra, sempre piu&#8217; diversificati, i 30 milioni di italiani (58,5%del totale) che consumano birra, secondo una ricerca Makno/AssoBirra, quando decidono di berla, la scelgono &#8220;chiara&#8221; 9 volte su 10. E lo fanno anche 12 milioni di donne che rappresentano il 42% del totale dei consumatori di questa bevanda. La birra chiara piace soprattutto nella sua versione in bottiglia, formato che assorbe oltre i tre quarti delle sue vendite, il 15% delle volte viene spillata dai fusti con la classica spina, mentre circa una volta su 10 la versiamo dalla lattina in alluminio. Fatto sta che beviamo &#8211; dati AssoBirra &#8211; oltre 15 milioni di ettolitri di birra chiara all&#8217;anno, in pratica piu&#8217; di 25 litri a testa (su un totale di 28). &#8220;E&#8217; un dato di fatto che la birra chiara, leggera e poco alcolica, ha per oltre un secolo accompagnato gli italiani e continua ad essere la tipologia preferita dai nostri connazionali &#8211; dichiara Filippo Terzaghi, direttore di AssoBirra, l&#8217;Associazione che riunisce produttori industriali e artigiani della birra e del malto.- Ma rileviamo con piacere che la &#8216;chiara&#8217; sta diventando sinonimo di birra italiana anche all&#8217;estero. Le aziende associate ad AssoBirra ne esportano oltre 1,7 milioni di ettolitri, il doppio rispetto a 5 anni fa e viene apprezzata maggiormente proprio in quei paesi a forte tradizione birraria: una su 3 viene bevuta in Europa, soprattutto in Gran Bretagna, Francia e Olanda, il resto viene assorbito da Stati Uniti, Australia e Sudafrica&#8221;.Per scoprire il segreto di questo successo, AssoBirra ha coinvolto un pool multidisciplinare di 5 esperti che hanno &#8220;scavato&#8221; dietro questi numeri per spiegarne le ragioni. Secondo Mauro Ferraresi, professore di sociologia dei consumi all&#8217;universita&#8217; IULM, &#8220;La chiara e&#8217; &#8216;la birra&#8217; di tutti perche&#8217; in cinquant&#8217;anni di comunicazione pubblicitaria, ha conquistato l&#8217;immaginario collettivo con definizioni come bionda, spumeggiante, fresca, ghiacciata, leggera, giovane, socializzante, di tendenza e, addirittura, musicale. Ma possiede anche un universo di consumatori che la amano per le sue caratteristiche organolettiche e per il suo gusto. La birra chiara e&#8217; percepita dal consumatore italiano come piu&#8217; rinfrescante e piu&#8217; adatta al clima e all&#8217;atmosfera del nostro Paese. L&#8217;ultima ricerca Makno/AssoBirra ha rilevato che la prima motivazione al consumo di birra degli italiani e&#8217;, per il 62% dei consumatori, il suo gusto inconfondibile. Che, nel caso della birra chiara, e&#8217; essenzialmente una questione di amaro.<br />
Una conferma arriva da Antonello Maietta, presidente AIS &#8211; Associazione Italiana Sommelier che ne ha radiografato il gusto, rivelando che il piacere di una chiara e&#8217; soprattutto una questione? di gola. &#8220;Assieme a cioccolato e caffe&#8217;, la birra e&#8217; tra i pochi amari che piacciono agli italiani&#8221;.<br />
Assieme al gusto, e&#8217; nella sua lavorazione un&#8217;altra chiave del successo della birra chiara: una ricetta semplice e naturale che conquista per leggerezza e la rende compatibile con il nostro stile di vita, come rivela il dietologo dei Vip Nicola Sorrentino, medico e specialista in scienze dell&#8217;alimentazione: &#8220;Un bicchiere da pasto di birra chiara da 200 cc apporta solo 68 kcal, circa le stesse di un&#8217;analoga quantita&#8217; di succo d&#8217;arancia, meno di un bicchiere di vino rosso o bianco, la meta&#8217; di un qualsiasi soft drink&#8221;. Al basso apporto energetico, la birra chiara aggiunge il plus di essere, tra gli alcolici, la bevanda meno alcolica, con un contenuto medio in alcol di 4,5% vol. Come spiega Andrea Ghiselli, medico internista e ricercatore I.N.R.A.N.: &#8220;Il basso contenuto alcolico, il sapore caratteristico e la presenza di anidride carbonica permettono alla birra chiara di esaltare il sapore degli alimenti con pochi sorsi. Un bicchiere da tavola da 200 cc di birra chiara contiene circa mezza Unita&#8217; Alcolica, permettendo di tornare al lavoro dopo averla bevuta. La quinta parola d&#8217;ordine e&#8217; &#8220;versatilita&#8217; come testimonia Sandra Salerno, personal chef e foodblogger. Oggi, l&#8217;esplorazione delle potenzialita&#8217; gastronomiche della birra e&#8217; in piena ascesa. Tanto che, al ristorante &#8220;batte&#8221; il vino come bevanda regina dei pasti fuori casa degli italiani (20,6% contro 18%).</p>
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		<title>Va al Birrificio Lambrate il premio Ciba 2010 per la migliore birra artigianale italiana</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 13:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia Beer Festival di Roma è stato il palcoscenico della premiazione del Ciba 2010 (Campionato Italiano Birre Artigianali). Dopo un assaggio di oltre 700 birre acquistate dall&#8217;Associazione Degustatori Birra, organizzatrice dell&#8217;evento, e degustate alla cieca, ieri sono state decretate nell&#8217;ambito della manifestazione romana le tre migliori produzioni italiane attualmente sul mercato. Dopo una prima selezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-2-298x300.jpg" alt="" title="birra 2" width="298" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-29148" /></a>L&#8217;Italia Beer Festival di Roma è stato il palcoscenico della premiazione del Ciba 2010 (Campionato Italiano Birre Artigianali). Dopo un assaggio di oltre 700 birre acquistate dall&#8217;Associazione Degustatori Birra, organizzatrice dell&#8217;evento, e degustate alla cieca, ieri sono state decretate nell&#8217;ambito della manifestazione romana le tre migliori produzioni italiane attualmente sul mercato. Dopo una prima selezione che ha portato alla scelta di 93 birre finaliste, si è classificata al primo posto Imperial Ghisa del Birrificio Lambrate di Lambrate (Milano), seguita da Quarta Runa del Birrificio Montegioco di Montegioco e Surfing Hop del birrificio Toccalmatto di Fidenza (Parma). Ma a Roma sono stati assegnati i premi anche per le migliori birre dell&#8217;Italia Beer Festival: si e&#8217; imposta Zona Cesarini del Birrificio Toccalmatto di Fidenza (Parma), seguita da Due Mondi del Birrificio Croce di Malto di Trecate &#8211; No e da Dahlia del Birrificio Turan di Montefiascone (Viterbo).  </p>
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		<title>Dal 15 al 17 aprile Roma ospita l&#8217;Italia Beer Festival</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 16:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna per il terzo anno a Roma l&#8217;Italia Beer Festival, la manifestazione itinerante dedicata alla birra artigianale italiana di qualita&#8217;. Dal 15 al 17 aprile il festival animera&#8217; i locali di Villa Piccolomini a Roma che per la prima volta ospiteranno questa kermesse di richiamo nazionale. Come di consueto per l&#8217;Italia Beer Festival, anche nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-artigianale.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/04/birra-artigianale.jpg" alt="" title="birra artigianale" width="240" height="157" class="alignleft size-full wp-image-28943" /></a><br />
Torna per il terzo anno a Roma l&#8217;Italia Beer Festival, la manifestazione itinerante dedicata alla birra artigianale italiana di qualita&#8217;. Dal 15 al 17 aprile il festival animera&#8217; i locali di Villa Piccolomini a Roma che per la prima volta ospiteranno questa kermesse di richiamo nazionale. Come di consueto per l&#8217;Italia Beer Festival, anche nella tre giorni romana si organizzeranno laboratori, corsi di degustazione per neofiti condotti dall&#8217;Associazione degustatori birra e sara&#8217; possibile assaggiare centinaia di birre proposte dai birrifici presenti. Durante l&#8217;evento romano si terra&#8217; inoltre la terza edizione del Campionato italiano Home Brewer. Il campionato avra&#8217; luogo domenica 17 aprile ed e&#8217; aperto a tutti i produttori casalinghi che presenteranno un campione da 1,5 litri della loro produzione Tra le birre in degustazione non mancheranno quelle realizzate con prodotti del territorio come basilico, tartufo o castagne e quelle afrodisiache preparate con la Damiana (turnera afrodisiaca). Ma l&#8217;Italia Beer Festival sara&#8217; anche l&#8217;occasione per scoprire micro birrifici che hanno scelto di applicare tecniche della tradizione belga o legate al mondo enologico, come, ad esempio, l&#8217;utilizzo di botti, barrique e mosto d&#8217;uva. (ANSA).</p>
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		<title>Il fenomeno delle agro birrerie</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2011 15:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo latte, in cascina adesso &#8220;si munge&#8221; anche la birra prodotta direttamente in azienda. Un fenomeno &#8211; spiega la Coldiretti Lombardia &#8211; in espansione e che offre un buon esempio della capacita&#8217; multifunzionale della nostra agricoltura. Da Milano a Mantova, passando per Pavia, sono diversi gli esempi di questa nuova frontiera. Da circa quattro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/Birra.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/Birra-300x225.jpg" alt="" title="Birra" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-27088" /></a><br />
Non solo latte, in cascina adesso &#8220;si munge&#8221; anche la birra prodotta direttamente in azienda. Un fenomeno &#8211; spiega la Coldiretti Lombardia &#8211; in espansione e che offre un buon esempio della capacita&#8217; multifunzionale della nostra agricoltura. Da Milano a Mantova, passando per Pavia, sono diversi gli esempi di questa nuova frontiera.<br />
Da circa quattro anni, Achille De Ponti realizza a Settala (Milano) differenti tipologie di birra: dalla multicereale a quelle aromatizzate al mandarino e arancia, con un ciclo produttivo che dura 80 giorni e si svolge tutto all&#8217;interno dell&#8217;azienda. La produzione annua si aggira sulle 150mila bottiglie. Mentre da circa due anni, presso la Fattoria Oasi di Certosa di Pavia e&#8217; nato un birrificio rurale dove si fanno bevande di filiera dai nomi evocativi come Seta, Milady, Terzo Miglio e Blackout e la stagionale Castigamatt ribattezzata &#8220;il lato oscuro del luppolo&#8221;.<br />
A fronte di agro birrerie gia&#8217; in attivita&#8217;, cresce il numero degli impianti che dovrebbero entrare in funzione entro l&#8217;autunno. &#8220;Iniziero&#8217; a settembre &#8211; dice Enrico Treccani, titolare di un&#8217;azienda agricola a Castel Goffredo nel Mantovano -Produrro&#8217; la Golden Ale, una birra ad alta fermentazione&#8221;.<br />
Entro il 2013 conta di arrivare a 30mila litri l&#8217;anno.<br />
&#8220;E&#8217; un modo per sfruttare al massimo le potenzialita&#8217; del nostro territorio &#8211; spiega Cristian Perantoni, della Cascina Roveri di Monzambano (Mantova) -. Le mie birre saranno prodotte con il frumento e l&#8217;orzo che coltivo nei miei terreni&#8221;. Di diretto nella filiera delle agro birrerie non ci sono solo le materie prime. Sia Perantoni che Treccani, infatti, distribuiranno la loro birra direttamente in azienda e attraverso i mercati di Campagna Amica.<br />
La birra rappresenta in Italia il 22 per cento del totale del consumo di alcolici con un produzione di quasi 13 milioni di ettolitri (di cui il 13,5 per cento esportati) e circa 300 microbirrifici artigianali attivi in tutta la penisola.(AGI)</p>
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		<title>Microbirrifici crescono con ricette originali</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 11:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8221;In Italia ci sono oltre 352 microbirrifici sparsi su tutto il territorio e molti di questi hanno ottenuto importanti riconoscimenti a livello mondiale e in Paesi leader nella produzione della birra come Belgio e America&#8221;. Lo afferma Lorenzo Da Bove di Mo.Bi (Movimento per la birra), in occasione della fiera &#8216;Sapore&#8217; di Rimini dove il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/02/Birra.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/02/Birra-300x225.jpg" alt="" title="Birra" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-26352" /></a>&#8221;In Italia ci sono oltre 352 microbirrifici sparsi su tutto il territorio e molti di questi hanno ottenuto importanti riconoscimenti a livello mondiale e in Paesi leader nella produzione della birra come Belgio e America&#8221;. Lo afferma Lorenzo Da Bove di Mo.Bi (Movimento per la birra), in occasione della fiera &#8216;Sapore&#8217; di Rimini dove il mondo della birra &#8211; e di quelle artigianali in particolare &#8211; ha uno spazio dedicato. A &#8216;Sapore&#8217; e&#8217; in mostra il meglio delle birre Made in Italy che usano come ingredienti base prodotti della cultura enogastronomia locale. E&#8217; il caso ad esempio della famosa &#8221;Bastarda Rossa&#8221; sviluppata con l&#8217;omonima e nota varieta&#8217; di castagne toscane, o di quelle prodotte utilizzando cereali del territorio come farro e kamut, quest&#8217;ultimo lavorato secondo la tradizione di una ricetta che risale addirittura agli antichi egizi. Ma la fantasia dei birrai artigianali sembra non conoscere limiti: da qui l&#8217;utilizzo di resine importate dall&#8217;Etiopia, spezie dall&#8217;Himalaya e varieta&#8217; di the&#8217; dalla Cina. Senza uscire dall&#8217;Italia, a Montegioco in provincia di Alessandria, c&#8217;e&#8217; chi usa i fiori di Salvia Sclarea, coltivati appositamente dalla vicina di casa, o il pepe rosa per produrre la famosa Pink Ipa, esportata gia&#8217; da diversi anni in Norvegia e in moltissimi Paesi americani. L&#8217;ultima tendenza in fatto di birre artigianali e&#8217; legata al mondo del vino. Sono sempre piu&#8217; numerosi i birrai che utilizzano come ingredienti lieviti da vino, acini d&#8217;uva o il vino stesso, soprattutto se e&#8217; famoso e rinomato. Ad esempio, il birrificio Barley di Maracalagonis in provincia di Cagliari ha vinto la classifica assoluta del campionato italiano birre artigianali con la Bb10, esportata in America e in Belgio, che e&#8217; prodotta aggiungendo la sapa &#8211; mosto d&#8217;uva cotto &#8211; di Cannonau.(ANSA). </p>
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