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	<title>Con i piedi per terra &#187; bse</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Mucca pazza: Ue, siamo in fase finale eradicazione malattia</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 16:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa intravede la luce alla fine del tunnel che sta percorrendo da 10 anni per mettere fine all&#8217;emergenza mucca pazza. &#8221;Siamo arrivati alla fase finale della completa eradicazione della malattia in Europa &#8211; ha detto all&#8217;Ansa Paola Testori Coggi, direttore generale per la salute alla Commissione europea &#8211; ribadendo che non c&#8217;e&#8217; rischio per l&#8217;uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/bovini-carne-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/bovini-carne-21-300x236.jpg" alt="" title="bovini carne 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-27255" /></a><br />
L&#8217;Europa intravede la luce alla fine del tunnel che sta percorrendo da 10 anni per mettere fine all&#8217;emergenza mucca pazza. &#8221;Siamo arrivati alla fase finale della completa eradicazione della malattia in Europa &#8211; ha detto all&#8217;Ansa Paola Testori Coggi, direttore generale per la salute alla Commissione europea &#8211; ribadendo che non c&#8217;e&#8217; rischio per l&#8217;uomo derivante dal consumo di carne&#8221;. Nel caso della mucca pazza, quello che puo&#8217; ancora succedere &#8211; ha aggiunto il direttore generale &#8211; &#8221;sono casi contratti piu&#8217; di 10 anni fa, prima che entrassero in vigore la misure rigorose di prevenzione e i controlli applicati nell&#8217;ultimo decennio, in quanto l&#8217;incubazione della malattia e&#8217; purtroppo molto lunga&#8221;. Insomma, annuncia Testori Coggi, &#8221;ora possiamo iniziare a guardare, sulla base di una nuova valutazione scientifica, quali delle misure di prevenzione in vigore possono essere riviste. Ad esempio: riducendo ulteriormente sugli animali il numero dei test post mortem e rivedendo il divieto delle farine di origine animale, mantenendolo pero&#8217; in vigore per i ruminanti&#8221;. Quanto alle ricadute finanziarie delle misure e dei divieti nell&#8217;Ue, fondi comunitarie spiegano che bisogna risalire ad uno studio realizzato due anni fa, quando il costo complessivo fu stimato a 98 miliardi di euro. (ANSA).</p>
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		<title>Mucca pazza: Coldiretti, le emergenze sono costate 5 miliardi ma volano i consumi di prodotti tipici</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 08:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/bovini-carne-3.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/03/bovini-carne-3-300x236.jpg" alt="" title="bovini carne 3" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-27209" /></a><br />
Ammonta a 5 miliardi di euro il bilancio dei costi provocati al sistema economico italiano dalle emergenze a tavola a partire dalla mucca pazza, che per dimensione e vastita&#8217; e&#8217; stata il primo e il piu&#8217; drammatico allarme in Italia. E&#8217; quanto emerso dall&#8217;incontro &#8221;Mucca pazza: dieci anni dopo&#8221;, promosso dalla Coldiretti e dalla Fondazione Univerde a dieci anni dal varo delle misure emergenziali nazionali. Secondo l&#8217;indagine Eurobarometro, di fronte alla notizia che un prodotto alimentare non e&#8217; sicuro, il 13% degli italiani &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; dichiara che lo esclude definitivamente dalla dieta, il 43% lo evita solo per un certo periodo di tempo, il 30% si preoccupa ma non cambia negli acquisti, il 12% ignora addirittura l&#8217;informazione, gli altri non rispondono. Si stimano pari a 2 miliardi le perdite subite dal sistema della produzione, trasformazione e commercio della carne subite solo a seguito dell&#8217;emergenza mucca pazza. In questa direzione particolarmente efficace &#8211; sostiene Coldiretti &#8211; si e&#8217; dimostrata l&#8217;introduzione dell&#8217;obbligo di indicare in etichetta la provenienza della carne bovina in vendita. Una misura che e&#8217; stata introdotta in Italia con successo anche per la carne di pollo (2005) in occasione dell&#8217;emergenza influenza aviaria. &#8216;Si tratta di emergenze che nascono spesso da tentativi fraudolenti di risparmiare nei costi di produzione del cibo per farlo arrivare a prezzi stracciati sugli scaffali&#8221;, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini. La grande reattivita&#8217; dei consumatori alle emergenze sanitarie alimentari e&#8217; confermata dall&#8217;indagine Eurobarometro dalla quale si evidenzia che l&#8217;86 per cento degli italiani e&#8217; oggi preoccupato della sicurezza del cibo, al quale viene addirittura associato un rischio potenziale superiore a quello di un incidente in macchina o delle malattie. In particolare il 57 per cento teme le contaminazioni del cibo da parte delle confezioni, l&#8217;80 per cento del virus dell&#8217;influenza aviaria, l&#8217;82 per cento degli italiani e&#8217; preoccupato che nelle carni ci siano ormoni e l&#8217;83 per cento degli italiani teme la presenza di mercurio nel pesce o diossina nella carne.<br />
L&#8217;emergenza &#8221;mucca pazza&#8221; ha contribuito a spingere nei dieci anni successivi i consumi di prodotti tipici degli italiani che sono aumentati del 650 per cento, per un valore di 7,5 miliardi di euro. E&#8217; quanto e&#8217; emerso nel corso dell&#8217;incontro &#8221;Mucca pazza: dieci anni dopo&#8221;, promosso dalla Coldiretti e dalla Fondazione Univerde. &#8221;La mucca pazza e&#8217; stata uno spartiacque tra un modello di sviluppo dell&#8217;agroalimentare rivolto solo al contenimento dei costi ed uno attento alla qualita&#8217;, all&#8217;ambiente e alla sicurezza alimentare che ha permesso all&#8217;Italia di conquistare la leadership in Europa&#8221;, ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini. Dopo dieci anni &#8211; rileva Coldiretti &#8211; la Bse è di fatto scomparsa dagli allevamenti italiani per l&#8217;efficacia delle misure adottate per far fronte all&#8217;emergenza, come il monitoraggio di tutti gli animali macellati di età a rischio, il divieto dell&#8217;uso delle farine animali nell&#8217;alimentazione del bestiame e l&#8217;eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Per le misure di sorveglianza sono stati spesi dal 2001 ad oggi oltre 6 milioni di test finanziati dallo Stato italiano per un costo stimabile intorno oltre i 100 milioni di euro. Di fatto la mucca pazza ha determinato un deciso cambiamento dell&#8217;allevamento italiano e salvato dall&#8217;estinzione &#8211; continua Coldiretti &#8211; l&#8217;intero patrimonio di razze bovine Made in Italy, dalla chianina alla maremmana. La decisa svolta nei consumi e nella produzione verso sistemi di produzione piu&#8217; sostenibili e&#8217; confermato dal fatto &#8211; sostiene Coldiretti &#8211; che il fatturato dei prodotti biologici in dieci anni e&#8217; triplicato arrivando agli oltre tre miliardi di euro attuali, mentre si e&#8217; piu&#8217; che dimezzata la presenza di residui chimici nella frutta e verdura. Un risultato sostenuto da un accurato sistema nazionale di controllo con oltre un milione tra verifiche e ispezioni nel 2010. L&#8217;esperienza mucca pazza ha anche rappresentato &#8211; conclude Coldiretti &#8211; un precedente importante per l&#8217;attuazione del principio della precauzione nell&#8217;introduzione di nuove tecnologie nell&#8217;ambito alimentare che di fatto ha contribuito ad evitare contaminazioni da Ogm nell&#8217;agricoltura italiana.(ANSA).</p>
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		<title>Bse: Coldiretti, la carne è sicura grazie ai controlli</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 08:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/02/bovini-carne-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/02/bovini-carne-2-300x236.jpg" alt="" title="bovini carne 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-25237" /></a>&#8221;Se confermato e&#8217; una eredita&#8217; del lontano passato facilmente prevedibile, per i lunghi tempi di incubazione della malattia, che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che e&#8217; del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all&#8217;emergenza Bse&#8221;. E&#8217; quanto afferma Coldiretti in riferimento al caso probabile di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob, il cosiddetto morbo della &#8221;mucca pazza&#8221; che riguarda la morte di una casalinga di 58 anni deceduta sabato scorso a Castelvetrano in provincia di Trapani. La Bse e&#8217; praticamente scomparsa da anni dagli allevamenti italiani per l&#8217;efficacia delle misure adottate per far fronte all&#8217;emergenza come &#8211; sottolinea Coldiretti &#8211; il monitoraggio di tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell&#8217;uso delle farine animali nell&#8217;alimentazione del bestiame e l&#8217;eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma anche e soprattutto l&#8217;introduzione a partire dal primo gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l&#8217;origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonche&#8217; un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d&#8217;identita&#8217; del bestiame e consente di fare acquisti Made in Italy. A dimostrare che nei bovini la malattia della mucca pazza e&#8217; ormai quasi completamente debellata sono &#8211; conclude Coldiretti &#8211; i numeri forniti dalla Commissione Ue: nell&#8217;Unione Europea dai 37.000 animali ammalati del 1992 si e&#8217; passati, nel 2009 a soli 67, dei quali appena due casi in Italia su oltre 450mila test effettuati. (ANSA). </p>
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		<title>Mucca pazza in Italia, eliminati i rischi di contagio</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 15:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/01/bovini-carne-21.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/01/bovini-carne-21-300x236.jpg" alt="" title="bovini carne 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-25103" /></a>La Bse, meglio nota come &#8221;mucca pazza&#8221;, in Italia e&#8217; quasi scomparsa anche se l&#8217;ultimo caso e&#8217; stato diagnosticato la scorsa settimana in una bovina di Bergamo di 14 anni, portando a 145 i casi confermati nella popolazione bovina, dal 2001 ad oggi. E&#8217; quanto emerso dalle due giornate del 14/o congresso che, ieri e oggi, ha riunito a Torino gli Istituti Zooprofilattici. Esperti di fama nazionale ed internazionale nel campo delle malattie da prioni, sia animali sia umane. E&#8217; stato fatto il punto sul lavoro svolto dal 2001 ad oggi per combattere la Bse in Italia, grazie all&#8217;imponente attivita&#8217; di controllo della malattia attuata e coordinata dal Centro di Referenza di Torino. La sorveglianza in atto ha permesso &#8211; dicono i ricercatori &#8211; l&#8217;eliminazione di ogni rischio di infezione dalla carne per il consumatore e ha consentito la quasi completa eradicazione della malattia, seppure non ancora la sua scomparsa assoluta. La lotta vincente contro la mucca pazza &#8211; cosi&#8217; come sottolineato dagli esperti &#8211; ha inoltre aperto nuove frontiere negli studi che riguardano due malattie degenerative del sistema neurologico, gravi e diffuse quali l&#8217;Alzheimer e il Parkinson.(ANSA).</p>
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		<title>Mucca pazza: Efsa, solo Bse è encefalopatia trasmissibile</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 08:53:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[morbo di Creutzfeld-Jacob]]></category>
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		<description><![CDATA[Resta l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina classica (Bse), nota come variante della malattia di Creutzfeld-Jacob, la sola, attualmente, encefalopatia spongiforme riconosciuta come trasmissibile dagli animali agli umani (cioe&#8217; zoonotica). E&#8217; quanto emerge dal parere congiunto pubblicato dall&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/01/bovini-carne-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/01/bovini-carne-2-300x236.jpg" alt="" title="bovini carne 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-24604" /></a><br />
Resta l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina classica (Bse), nota come variante della malattia di Creutzfeld-Jacob, la sola, attualmente, encefalopatia spongiforme riconosciuta come trasmissibile dagli animali agli umani (cioe&#8217; zoonotica). E&#8217; quanto emerge dal parere congiunto pubblicato dall&#8217;Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), dopo una disamina delle ultime informazioni scientifiche disponibili sui possibili legami tra le encefalopatie spongiformi trasmissibili. Le prove epidemiologiche indicano che la forma più comune di Tse negli umani è la malattia di Creutzfeld-Jacob sporadica (SMCJ). La causa della SMCJ &#8221;rimane incerta&#8221;. Mentre da un lato la ricerca scientifica non ha individuato a oggi una fonte infettiva ambientale, dall&#8217;altro il gruppo di esperti scientifici non esclude la possibilità che un numero minimo di casi possa essere zoonotico. Per quanto concerne la scrapie classica negli ovini e nei caprini, nessuna prova epidemiologica suffraga che sia zoonotica, mentre per la scrapie atipica degli ovi-caprini il parere afferma che i dati scientifici attualmente disponibili sono troppo limitati per poter concludere che la malattia sia potenzialmente zoonotica. Per altre Tse (encefalopatie spongiformi trasmissibili) un determinato numero di incertezze rende attualmente impossibile tracciare delle conclusioni definitive sugli eventuali legami tra animali e umani. Uno dei motivi è che i dati di monitoraggio della Tse negli animali sono troppo recenti per essere raffrontati ai rispettivi dati umani. Il parere raccomanda pertanto che venga proseguito il monitoraggio sistematico della Tse tanto negli animali quanto negli umani. Invece nelle prove ottenute dalla trasmissione sperimentale delle Tse in studi di laboratorio, il parere congiunto afferma che i risultati di alcuni di questi studi suggeriscono che potrebbe esservi una possibilità di trasferimento da animale a uomo di altre Tse, oltre alla Bse classica nei bovini.(ANSA). </p>
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		<title>Mucca pazza: livornese in fin di vita. Bisogna evitare allarmismi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 10:19:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una livornese di 42 anni è ricoverata in condizioni disperate nell&#8217;hospice di cure palliative dell&#8217;ospedale di Livorno, dopo avere contratto la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob, il cosiddetto morbo della &#8216;mucca pazza&#8217;. E&#8217; il secondo caso della malattia registrato in Italia; il primo colpì una donna siciliana nel 2002. Il caso era stato segnalato come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/07/bovini-latte-3.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/07/bovini-latte-3-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 3" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-16335" /></a>Una livornese di 42 anni è ricoverata in condizioni disperate nell&#8217;hospice di cure palliative dell&#8217;ospedale di Livorno, dopo avere contratto la variante della sindrome di Creutzfeldt-Jakob, il cosiddetto morbo della &#8216;mucca pazza&#8217;. E&#8217; il secondo caso della malattia registrato in Italia; il primo colpì una donna siciliana nel 2002. Il caso era stato segnalato come &#8220;probabile variante della malattia di Cjd &#8221; nell&#8217;ottobre del 2009 dal ministero della salute. Non è ancora chiaro in che modo la paziente abbia contratto la malattia.<br />
La notizia ha riproposto vecchie paure, ma se da un lato non è ancora chiaro in che modo la paziente abbia contratto il morbo, dall’altra sono unanimi i commenti che ricordano come oggi la malattia sia praticamente scomparsa dagli allevamenti europei. <strong><a href="http://www.conipiediperterra.com/contro-la-mucca-pazza-la-guerra-e-quasi-vinta-0719.html">Situazione ribadita nei giorni scorsi anche dal Commissario europeo alla Salute John Dalli</a></strong>. Secondo i numeri forniti dalla Commissione Ue nella UE dai 37.000 animali ammalati del 1992 si e&#8217; passati, nel 2009, a soli 67, dei quali appena due casi in Italia su oltre 450 mila test effettuati.<br />
&#8221;Non esiste nessun pericolo oggi per la mucca pazza&#8221; precisa quindi in una nota Assocarni sottolineando che &#8221;pur non essendo certo al momento che nel caso in questione si tratti di tale patologia (numerosi altri sospetti negli scorsi anni sono stati poi esclusi), la eventuale esposizione alla malattia potrebbe essere avvenuta molti anni fa e, probabilmente, in aeree geografiche differenti dal nostro Paese. Infatti, l&#8217;incidenza praticamente scomparsa negli animali e le misure di protezione comunque in vigore (test, eliminazione degli organi a rischio ecc) eliminano di fatto tale possibilita&#8221;&#8217;.<br />
&#8221;Se confermato – commenta anche di Coldiretti &#8211; è una eredità del lontano passato facilmente prevedibile, per i lunghi tempi di incubazione della malattia, che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana, che è del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all&#8217;emergenza Bse&#8221;.<br />
&#8221;Bisogna evitare allarmismi inutili e dannosi&#8221; afferma la Confederazione italiana agricoltori (Cia) sottolineando che “I controlli sono ferrei e funzionano&#8221; e che la Bse oggi è definitivamente scomparsa dai nostri allevamenti bovini.<br />
La Lav rivolge comunque un appello alle autorità europee e nazionali per ripensare il modello alimentare basato sul crescente consumo di ingredienti animali e sull&#8217;allevamento intensivo, incentivare campagne d&#8217;informazione sull&#8217;alimentazione vegetariana e non abbassare la guardia sulle misure restrittive introdotte dall&#8217;Ue nella lotta alla Bse. &#8221;E’ quanto meno prudente &#8211; secondo Lav &#8211; affermare che le misure introdotte in piena emergenza Bse devono essere mantenute&#8221;. </p>
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		<title>Contro la mucca pazza la guerra è quasi vinta</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jul 2010 07:54:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla UE]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[bse]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/07/bovini-latte-5.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/07/bovini-latte-5-300x236.jpg" alt="" title="bovini latte 5" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-16192" /></a>L&#8217;Europa e&#8217; uscita vincente dalla lotta senza quartiere &#8211; che porta avanti da 20 anni &#8211; contro il morbo della mucca pazza e ora ha messo a punto un nuovo piano d&#8217;azione per i prossimi cinque anni, che portera&#8217; ad un alleggerimento delle misure restrittive in vigore. Cosi&#8217;, ad esempio, Bruxelles rilancia il dibattito sul ritorno &#8211; a determinate condizioni &#8211; delle farine animali nell&#8217;alimentazione di suini, pollame e pesce, evitando pero&#8217; il cannibalismo (una specie non puo&#8217; nutrirsi della sua stessa specie) e comunque vietando le farine animale per i ruminanti, quindi i bovini. &#8221;Stiamo ormai per sconfiggere la malattia dopo aver fatto tanti progressi nella lotta contro l&#8217;encefalopatia spongiforme bovina (Bse) &#8211; ha detto il commissario europeo alla salute John Dalli&#8221; &#8211; ricordando come sono state determinati le misure restrittive introdotte dall&#8217;Ue. Basti ricordare alla messa al bando della vera fiorentina, ritornata sul piatto degli italiani nell&#8217;aprile 2008, dopo sette anni di &#8216;confino&#8217;. Ora pero&#8217; e&#8217; giunto il momento &#8211; dice Dalli &#8211; di lanciare una nuova riflessione, su una seconda road map di misure da realizzare progressivamente dal 2010 al 2015, senza tuttavia mettere in discussione gli obiettivi fondamentali: &#8221;Sradicare la malattia e proteggere i cittadini&#8221;. Basti pensare che dagli oltre 37mila casi di mucca pazza del 1992 in Europa, concentrati quasi tutti in Gran Bretagna, si e&#8217; passati ai 67 del 2009, di cui 18 in Spagna, 11 in Inghilterra 10 in Francia, 9 in Irlanda, 8 in Portogallo, 4 in Polonia e due casi in Italia, al pari di Germania e Repubblica Ceca. Sono sei le aree su cui Bruxelles propone di aprire nei prossimi mesi il dibattito con Consiglio e Parlamento europeo:<br />
BANDO FARINE ANIMALI &#8211; Potrebbero ritornare, a strette condizioni, continuando pero&#8217; a vietarle per i ruminanti. Inoltre si studia l&#8217;introduzione di una tolleranza sulla presenza accidentale di proteine animali nei mangimi vegetali. Il tutto pero&#8217; resta condizionato dalla presenza di un metodo di identificazione delle farine che stanno studiando in Belgio.<br />
SORVEGLIANZA &#8211; Il sistema e&#8217; molto costoso e si applica su animali di eta&#8217; molto giovani. Si tratta di verificare se il monitoraggio si puo&#8217; fare su determinate fasce di eta&#8217;.<br />
BANDO MATERIALI A RISCHIO &#8211; Si tratta delle parti molli a rischio degli animali e per alcune si studia la possibilita&#8217; di applicare standard internazionali sanitari sopprimendo quelli europei piu&#8217; rigorosi e non piu&#8217; necessari.<br />
TEST ANTE-MORTEM &#8211; Ora sono possibili solo test post-mortem per scoprire l&#8217;eventuale presenza del morbo della Bse, si stanno esaminando test ante-mortem per poter effettuare i test in numero elevato senza abbattere l&#8217;animale.<br />
EVITARE ABBATTIMENTO COORTE &#8211; Oggi, in caso di scoperta di un animale malato si abbattano tutti gli altri che hanno vissuto nelle sue stesse condizioni. In futuro, grazie ai nuovi studi, questo potrebbe essere evitato.<br />
SCRAPIE &#8211; Grazie al miglioramento dei controlli genetici sulla malattia che colpisce gli ovicaprini, su alcune forme meno contagiose si esamina la riduzione delle misure previste.(ANSA). </p>
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		<title>Mucca pazza; in Europa solo 59 casi nel 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 09:47:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Zootecnia]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Europa e&#8217; uscita vincente dalla lotta senza quartiere &#8211; che porta avanti da 15 anni &#8211; contro il morbo della mucca pazza e ha messo in cantiere un nuovo piano d&#8217;azione che portera&#8217; ad un alleggerimento delle misure in vigore. Appaiono rassicuranti gli ultimissimi dati sui casi di encefalite spongiforme bovina (Bse) identificati nel 2009 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/02/bovini-carne-3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9296" title="bovini carne 3" src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/02/bovini-carne-3-300x236.jpg" alt="" width="300" height="236" /></a><br />
L&#8217;Europa e&#8217; uscita vincente dalla lotta senza quartiere &#8211; che porta avanti da 15 anni &#8211; contro il morbo della mucca pazza e ha messo in cantiere un nuovo piano d&#8217;azione che portera&#8217; ad un alleggerimento delle misure in vigore. Appaiono rassicuranti gli ultimissimi dati sui casi di encefalite spongiforme bovina (Bse) identificati nel 2009 nell&#8217;Ue: sono stati 59, rispetto ai 6,8 milioni di test anti-bse effettuati dagli stati membri lo scoro anno.<br />
L&#8217;Italia &#8211; ha indicato Frederic Vincent &#8211; portavoce del commissario europeo alla sanita&#8217; John Dalli, ha registrato solo due casi rispetto agli oltre 450mila test effettuati. Forti di questi risultati, il ministro dell&#8217;agricoltura belga Sabine Laruelle, ha proposto di estendere dagli attuali 48 mesi a 60 mesi, l&#8217;obbligo di effettuare nei bovini test anti-Bse, al fine di tener conto dei costi elevati delle analisi rispetto al numero sempre piu&#8217; limitato di focolai.<br />
L&#8217;iniziativa e&#8217; ora nelle mani della Commissione europea che sta preparando per approvarlo entro l&#8217;estate &#8211; forse gia&#8217; a maggio &#8211; un nuovo piano d&#8217;azione 2010-2015 &#8211; che portera&#8217; ad una alleggerimento delle misure in vigore. Per il commissario Dalli &#8221;non sono tanto i test che proteggono i consumatori quanto il fatto che dai bovini vengono soppressi i tessuti molli a rischio&#8221;, oltre agli altri limiti previsti. Nell&#8217;Ue, nel 2009, solo il Regno Unito e la Spagna hanno registrato piu&#8217; di 10 casi di mucca pazza. (ANSA).</p>
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		<title>Mucca pazza: gli allevamenti italiani sono sicuri</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un&#8217; eredita&#8217; del passato che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che e&#8217; del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all&#8217;emergenza Bse. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento al caso probabile di variante della malattia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2009/10/bovini-latte-53-300x236.jpg" alt="bovini latte 5" title="bovini latte 5" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-3572" />  E&#8217; un&#8217; eredita&#8217; del passato che non ha nulla a che fare con il consumo della carne italiana che e&#8217; del tutto sicuro grazie ad un rigido sistema di controlli introdotto con successo nel 2001 per far fronte all&#8217;emergenza Bse. E&#8217; quanto afferma la Coldiretti in riferimento al caso probabile di variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob in Italia annunciato dal ministero della Salute. La Bse e&#8217; praticamente scomparsa da anni dagli allevamenti italiani per l&#8217;efficacia delle misure adottate per far fronte all&#8217;emergenza come &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; il monitoraggio di tutti gli animali macellati sopra i 30 mesi, il divieto dell&#8217;uso delle farine animali nell&#8217;alimentazione del bestiame e l&#8217;eliminazione degli organi a rischio Bse dalla catena alimentare. Ma anche e soprattutto l&#8217;introduzione a partire dal 1° gennaio 2002 di un sistema obbligatorio di etichettatura che consente di conoscere l&#8217;origine della carne acquistata con riferimento agli Stati di nascita, di ingrasso, di macellazione e di sezionamento, nonche&#8217; un codice di identificazione che rappresenta una vera e propria carta d&#8217;identita&#8217; del bestiame e consente di fare acquisti Made in Italy. </p>
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