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	<title>Con i piedi per terra &#187; Rabboni</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Rabboni (E-R): bene le semplificazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 10:51:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I boschetti realizzati dagli agricoltori in applicazione delle misure agro-ambientali del Piano regionale di sviluppo rurale, potranno essere ripristinati come terreni agricoli, decorso il termine previsto. Inoltre si potranno finalmente trasportare con i mezzi dell&#8217;azienda agricola i contenitori vuoti di fitofarmaci all&#8217;interno del proprio terreno, senza dover ricorrere a ditte specializzate. Sono le due importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Rabboni2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Rabboni2-300x232.jpg" alt="" title="Rabboni" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-41733" /></a><br />
I boschetti realizzati dagli agricoltori in applicazione delle misure agro-ambientali del Piano regionale di sviluppo rurale, potranno essere ripristinati come terreni agricoli, decorso il termine previsto. Inoltre si potranno finalmente trasportare con i mezzi dell&#8217;azienda agricola i contenitori vuoti di fitofarmaci all&#8217;interno del proprio terreno, senza dover ricorrere a ditte specializzate. Sono le due importanti novità per il mondo agricolo contenute nel decreto legge sulla semplificazione approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e segnalate dall&#8217;assessore regionale Tiberio Rabboni. &#8220;Vengono accolte due richieste da tempo avanzate da questa Regione al precedente Governo&#8221;, ha precisato, esprimendo così apprezzamento al ministro Mario Catania &#8220;per l&#8217;attenzione e per la capacità di intervento su questioni che da tempo attendevano una soluzione&#8221;. Rabboni ha spiegato che per i boschetti si è finalmente risolta una situazione definita &#8216;paradossale&#8217; che di fatto espropriava gli agricoltori del proprio diritto di coltivazione: le misure agro-ambientali prevedono che per un periodo dai 10 ai 20 anni un&#8217;area agricola possa essere trasformata in superficie boscata, ma la possibilità che fosse di nuovo coltivata al termine del contratto agro-ambientale veniva bloccata dalla legge sulla forestazione, secondo la quale un&#8217;area boscata oltre i 2.000 metri quadrati non può essere riconvertita. In Emilia-Romagna ora ci sono oltre 3.000 ettari di superficie agricola boscata, molti dei quali prossimi alla scadenza. Per il trasporto dei contenitori vuoti di fitofarmaci, poi, il decreto legge sulla semplificazione stabilisce che possano essere trasportati dagli stessi agricoltori, senza ricorrere a ditte esterne, purché entro i confini delle aziende agricole in un raggio di 10 chilometri. (ANSA). </p>
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		<title>Agroalimentare e fotovoltaico: le novità del Dl liberalizzazioni. Niente deroghe per la pesca</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 14:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obbligo dei contratti scritti tra gli operatori della filiera agroalimentare sulla vendita dei prodotti, fissazione di un termine di pagamento a 30 giorni per i prodotti deperibili e a 60 per gli altri alimentari, divieto dei comportamenti sleali. Sono alcuni degli interventi previsti del &#8216;pacchetto agroalimentare&#8217; nel decreto liberalizzazioni, illustrati dal ministro delle Politiche agricole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Catania52.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Catania52-300x200.jpg" alt="" title="Catania5" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-41474" /></a>Obbligo dei contratti scritti tra gli operatori della <strong>filiera agroalimentare</strong> sulla vendita dei prodotti, fissazione di un termine di pagamento a 30 giorni per i prodotti deperibili e a 60 per gli altri alimentari, divieto dei comportamenti sleali. Sono alcuni degli interventi previsti del &#8216;pacchetto agroalimentare&#8217; nel decreto liberalizzazioni, illustrati dal ministro delle Politiche agricole Mario Catania. &#8220;A tutela dei soggetti più deboli&#8221; sono previste sanzioni amministrative fino a 500mila euro, ha detto il ministro che per quanto riguarda gli <strong>impianti fotovoltaici</strong> sui terreni agricoli ha sottolineato che &#8220;Lo stop agli incentivi è un modo per calmierare i prezzi degli affitti, saliti alle stelle&#8221;. &#8220;Al contempo – ha detto il ministro &#8211; vengono aumentati gli incentivi per il fotovoltaico sulle serre, che vengono equiparati a quelli degli edifici&#8221;. Altra misura per limitare la corsa degli affitti delle terre, ha detto ancora Catania, la dismissione dei terreni demaniali, operazione che diventa annuale e non &#8216;una tantum&#8217;, mentre viene abbassata da 400mila a 100mila euro la soglia di valore per l&#8217;obbligatorietà dell&#8217;asta.<br />
Per quanto riguarda invece il <strong>settore ittico </strong>il ministro a precisato che &#8220;Non ci sono né deroghe né negoziazioni per quanto riguarda la pesca al bianchetto e la licenza a punti. Sarebbe bene che le amministrazioni locali non alimentassero speranze che non ci sono, favorendo situazioni di turbolenza che ci sono in questi giorni&#8221;. Mario Catania ha così smentito le notizie diffuse da alcuni enti locali, secondo cui starebbero per arrivare le deroghe dall&#8217;Unione europea in merito a queste due questioni. &#8220;Mai come in questo momento &#8211; precisa Catania &#8211; servono comportamenti precisi e trasparenti e quindi dare da più parti informazioni diverse e non vere, non aiutano certo l&#8217;attuale contesto. Ripeto, non c&#8217;é niente da derogare e non ci saranno deroghe su quello che è ormai legge&#8221;. Per quanto riguarda la grave crisi del settore ittico con tagli del 77% dei fondi negli utlimi anni, Catania, pur rendendosi conto della necessità di interventi più robusti, ha spiegato che &#8220;il quadro finanziario in atto non lo consente&#8221;, precisando però che &#8220;il discorso non è archiviato, cercheremo di recuperare tra qualche giorno quello che non abbiamo potuto mettere oggi nel provvedimento, inserendolo nel ddl a tutela del made in Italy&#8221;.<br />
Forte apprezzamento delle  norme sui rapporti commerciali contenute nel DL liberalizzazioni, è stato espresso dall&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura <strong>Tiberio Rabboni</strong>.  &#8220;Vediamo accolte alcune delle proposte che come Regione Emilia-Romagna da tempo sosteniamo in tema di rapporti con la moderna distribuzione  &#8211; ha detto Rabboni &#8211;  e che ancora la settimana scorsa abbiamo illustrato alla Commissione Agricoltura. Come ha giustamente sottolineato il Ministro non si tratta di misure contro la Grande Distribuzione, ma di norme che fissano regole di trasparenza ed equità indispensabili per una crescita comune delle diverse componenti della filiera e a garanzia del consumatore.&#8221;<br />
&#8220;Erano anni che l&#8217;agricoltura aspettava un pacchetto di misure organico per dare maggiore trasparenza e competitività al settore&#8221; commentano le <strong>cooperative del settore agroalimentare</strong> riunite nell&#8217;Alleanza (Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital) che esprimono in particolare  &#8220;pieno apprezzamento” per la nuova disciplina che andrà a regolare le relazioni commerciali per la vendita dei prodotti agroalimentari e definiscono &#8220;positivo&#8221; lo stop agli incentivi per il fotovoltaico installati sui terreni agricoli, il rifinanziamento dei contratti di filiera e infine, l&#8217;attivazione del nuovo fondo credito istituito per gli investimenti compresi nei Piani di Sviluppo Rurale&#8221;. Soddisfatto anche l&#8217;Associazione italiana agricoltura biologica (<strong>Aiab</strong>) che accoglie con favore parte delle misure, ma invita a ripensare la norma sulla dismissione dei terreni agricoli demaniali proponendo di concederli in affitto, soluzione che garantirebbe allo Stato una rendita costante e ai giovani la possibilità di operare nel settore.</p>
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		<title>Ortofrutta estiva e GDO, Rabboni illustra a Roma proposta per legge nazionale</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 14:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Anche in Italia è urgente, come in Francia, una legge che regoli i rapporti tra i produttori ortofrutticoli e la grande distribuzione organizzata, per ristabilire pratiche commerciali più trasparenti e correggere una serie di squilibri, da tempo peraltro denunciati dalle stesse autorità nazionali ed europee di vigilanza, che penalizzano in modo ingiustificato la parte agricola.” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pesche-2.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/pesche-2-300x225.jpg" alt="" title="pesche 2" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-41209" /></a>“Anche in Italia è urgente, come in Francia, una legge che regoli i rapporti tra i produttori ortofrutticoli e la grande distribuzione organizzata, per ristabilire pratiche commerciali più trasparenti e correggere una serie di squilibri, da tempo peraltro denunciati dalle stesse autorità nazionali ed europee di vigilanza, che penalizzano in modo ingiustificato la parte agricola.” Lo ha detto oggi a Roma l’assessore regionale all’agricoltura dell’Emilia-Romagna Tiberio Rabboni presentando alla Commissione Agricoltura della Camera, su invito del Presidente, on. Paolo Russo, una proposta per una legge italiana sui rapporti tra produttori di ortofrutta estiva e grande distribuzione. “L&#8217;elevato grado di deperibilità dell&#8217;ortofrutta estiva obbliga i produttori ad un’immediata collocazione del prodotto sul mercato. E&#8217; una condizione temporale che abbassa il potere negoziale degli agricoltori ed aumenta quello dei compratori, acuendo ulteriormente lo squilibrio che normalmente caratterizza i rapporti tra un&#8217;offerta agricola non particolarmente concentrata e una domanda agroalimentare concentrata per quasi il 50% in poche centrali d&#8217;acquisto nazionali. Occorre definire regole che ristabiliscano un rapporto più paritario, per garantire ai produttori il giusto reddito di impresa e ai consumatori il giusto prezzo.”<br />
Tra i punti  qualificanti della proposta illustrata da Rabboni, l’obbligo della contrattazione scritta nei passaggi di compravendita di ortaggi e frutta fresca consegnata sul territorio italiano, così da prevederne la quantità, le caratteristiche merceologiche e qualitative, i termini e i tempi di pagamento, le modalità di risoluzione e revisione del contratto, le cause di forza maggiore.  Dovranno anche essere vietate alcune pratiche commerciali che attualmente danneggiano  in modo particolare i produttori come ad esempio  le rimesse o le  dilazioni, i ribassi e i ristorni, l’addebito di spese non pertinenti, le vendite sottocosto. Andrà inoltre previsto l’obbligo di accordo sulle campagne promozionali. Secondo  Rabboni si dovrà anche individuare il ruolo dell’Ente Pubblico, che  potrà avere compiti di  vigilanza e  di sanzione.</p>
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		<title>Clostridi nel Parmigiano. Rabboni (E-R) risponde a Favia</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 13:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Allo stato attuale delle conoscenze, non sono noti casi di patologie riconducibili a queste specie batteriche associate all&#8217;ingestione di Parmigiano Reggiano&#8221;. Così l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha risposto a una interrogazione del grillino Giovanni Favia che aveva sollevato problemi di clostridi nel foraggio proveniente da Medicina (Bologna), dove sono attivi impianti di produzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Rabboni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/Rabboni-300x232.jpg" alt="" title="Rabboni" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-41127" /></a><br />
Allo stato attuale delle conoscenze, non sono noti casi di patologie riconducibili a queste specie batteriche associate all&#8217;ingestione di Parmigiano Reggiano&#8221;. Così l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha risposto a una interrogazione del grillino Giovanni Favia che aveva sollevato problemi di clostridi nel foraggio proveniente da Medicina (Bologna), dove sono attivi impianti di produzione di energia da biomasse, destinato ad alcune stalle che forniscono il super-controllato latte della filiera del Parmigiano Reggiano. &#8220;Ci chiediamo che senso abbia &#8211; aveva obiettato Favia &#8211; vietare gli impianti a biomasse nella zona del Parmigiano Reggiano se poi si importa il cibo per gli animali da altre zone dove ce ne sono&#8221;. &#8220;Il genere Clostridium &#8211; ha spiegato Rabboni &#8211; comprende numerose specie di batteri largamente diffuse in tutti gli ambienti. Alcune di esse presentano caratteristiche &#8216;anticasearie&#8217; in quanto sono in grado di provocare &#8216;gonfiori tardivi&#8217; ai formaggi di pasta dura&#8221;, quelli accusati di far &#8216;scoppiare&#8217; le forme. Ma viene pienamente rispettato &#8211; ha aggiunto l&#8217;assessore &#8211; il disciplinare approvato dall&#8217;Unione europea il 29 agosto 2011, prevedendo che &#8220;il 75% del foraggio utilizzato per l&#8217;alimentazione delle bovine deve essere prodotto all&#8217;interno del comprensorio della Dop&#8221;. Quindi quello proveniente &#8220;dall&#8217;esterno del comprensorio riguarda una frazione massima del 25%, ovvero una quantità ritenuta compatibile con la presenza di clostridi agenti del gonfiore&#8221;. Questa frazione &#8220;in ogni caso può essere reperita a livello nazionale e internazionale, ovvero in territori sui quali la Regione Emilia-Romagna non ha alcuna potestà di intervento&#8221;. In ogni modo &#8220;il Consorzio di tutela &#8211; ha precisato Rabboni &#8211; sta valutando l&#8217;opportunità di istituire un elenco di fornitori di foraggi analogo a quello già previsto per i produttori di mangimi&#8221;. </p>
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		<title>Un bando per la promozione dei prodotti agroalimentari tutelati dell&#8217;Emilia-Romagna</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 15:05:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[DOP e IGP]]></category>
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		<description><![CDATA[Due milioni e 100 mila euro per promuovere il consumo di prodotti tipici e di qualità dell&#8217;Emilia-Romagna, tutelati dall&#8217;Unione europea e dalle leggi italiane, grazie al Piano regionale di sviluppo rurale. E&#8217; quanto prevede il bando approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, su proposta dell&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura Tiberio Rabboni. Le domande potranno essere presentate entro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/tavola-dop.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2012/01/tavola-dop.jpg" alt="" title="tavola dop" width="240" height="151" class="alignleft size-full wp-image-40525" /></a>Due milioni e 100 mila euro per promuovere il consumo di prodotti tipici e di qualità dell&#8217;Emilia-Romagna, tutelati dall&#8217;Unione europea e dalle leggi italiane, grazie al Piano regionale di sviluppo rurale. E&#8217; quanto prevede il bando approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale, su proposta dell&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura Tiberio<br />
Rabboni. Le domande potranno essere presentate entro il 31 gennaio 2012. &#8220;Questo bando del programma di sviluppo rurale offre ai produttori singoli o consorziati una nuova opportunità di cofinanziamento di<br />
iniziative di promozione delle produzioni DOP, IGP, Qualità Controllata e Biologiche &#8211; spiega l&#8217;assessore Rabboni &#8211; L&#8217;abbiamo deciso per compensare le ristrettezze finanziarie del momento e per dare un ulteriore sostegno alle imprese che fanno prodotti a denominazione territoriale tutelata, identitari e di qualità&#8217;, e che in quanto tali sono sottoposti a rigorosi disciplinari di produzione, a limitazioni produttive, ambientali e di biodiversità, a certificazioni e a controlli periodici. Valori che devono essere adeguatamente comunicati al<br />
consumatore finale affinché possa riconoscerne il giusto prezzo e l&#8217;autenticità rispetto alle numerose contraffazioni. I prodotti agroalimentari a denominazione territoriale tutelata &#8211; continua Rabboni &#8211; sono un bene collettivo e il biglietto da visita dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa nel mondo. Per questo chiediamo che la nuova Politica agricola europea preveda sostegni specifici per chi fa produzioni di qualita&#8217; e una priorita&#8217; nell&#8217;accesso ai fondi europei per la promozione.&#8221; I progetti proposti dovranno avere una dimensione minima di 50 mila euro ed una massima di 300 mila euro e potranno essere presentati dalle organizzazioni di produttori, in qualsiasi forma giuridica. L&#8217;entità dell&#8217;aiuto è pari al 70 per cento della spesa ammissibile e sarà a fondo perduto. Saranno finanziate iniziative che forniscano informazioni ai consumatori ed agli operatori economici sulla sicurezza igienico-sanitaria, le caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e nutrizionali dei prodotti di qualità; le attività di promozione pubblicitaria, da realizzare anche nei punti vendita e nella grande distribuzione; la partecipazione a manifestazioni, fiere, esposizioni ed eventi di importanza nazionale ed europea.  I prodotti a cui è rivolto il bando: cibi e vini bio, Dop, Igp, Docg, Doc, Qualità controllata<br />
Il bando riguarda tutti i prodotti ottenuti con il metodo dell&#8217;agricoltura biologica; i 33 prodotti a Denominazioni di Origine Protetta (DOP) o Indicazione Geografica Protetta (IGP) (Parmigiano-Reggiano DOP, Grana padano DOP, Provolone Valpadana DOP,Casciotta d&#8217;Urbino DOP, Vitellone bianco dell&#8217;Appennino centrale IGP,<br />
Prosciutto di Parma DOP, Prosciutto di Modena DOP, Culatello di Zibello DOP, Coppa piacentina DOP, Salame piacentino DOP, Pancetta piacentina DOP, Mortadella Bologna IGP, Zampone Modena IGP, Cotechino Modena IGP, Salamini italiani alla cacciatora DOP, Olio Brisighella DOP, Olio Colline di Romagna DOP, Fungo di Borgotaro IGP, Marrone di Castel del Rio IGP, Scalogno di Romagna IGP, Pera dell&#8217;Emilia-Romagna IGP, Pesca e nettarina di Romagna IGP, Asparago verde di Altedo IGP, Aceto balsamico tradizionale di Modena DOP, Aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia DOP, Salame Cremona IGP, Coppia ferrarese IGP, Aceto Balsamico di<br />
Modena IGP, Amarene brusche di Modena IGP, Riso del Delta IGP, Formaggio di Fossa di Sogliano DOP, Patata di Bologna DOP, Aglio di Voghiera DOP); le 20 produzioni della viticoltura DOCG, DOC (Romagna Albana, Colli<br />
Bolognesi Classico Pignoletto, Bosco Eliceo, Colli Bolognesi, Colli di Faenza, Colli d&#8217;Imola, Colli di Parma, Colli di Rimini, Colli di Scandiano e di Canossa, Colli Piacentini, Colli di Romagna centrale, Gutturnio, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino di Santa Croce, Modena o di Modena, Ortugo, Reggiano, Reno, Romagna). Sono comprese anche le produzioni a marchio &#8220;Qualità<br />
Controllata&#8221;.</p>
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		<title>ER: moria di api, Rabboni riceve una delegazioni di apicoltori</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
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		<description><![CDATA[“Noi siamo per la revoca definitiva dell’uso dei neonicotinoidi, la cui correlazione con la moria di api è ormai confermata anche sul piano scientifico”. Così si è espresso l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi a Bologna ha ricevuto una delegazione degli apicoltori che domani manifesteranno nelle principali città dell’Emilia-Romagna per sensibilizzare la cittadinanza sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/incontro-apicoltori.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/incontro-apicoltori-300x199.jpg" alt="" title="SONY DSC" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-37397" /></a>“Noi siamo per la revoca definitiva dell’uso dei neonicotinoidi, la cui correlazione con la moria di api è ormai confermata anche sul piano scientifico”. Così si è espresso l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi a Bologna ha ricevuto una delegazione degli apicoltori che domani manifesteranno nelle principali città dell’Emilia-Romagna per sensibilizzare la cittadinanza sui danni che l’uso di alcuni prodotti fitosanitari quali i neonicotinoidi per la concia del mais,  provoca alle api. La protesta, che è organizzata da Conapi e alla quale aderiscono tutte le associazioni di apicoltori dell’Emilia-Romagna,  avviene  nell’imminenza della scadenza, il prossimo 31 ottobre, del decreto di sospensione dell’uso di queste sostanze, emanato dal Governo. “Insieme al Piemonte l’Emilia-Romagna è stata la prima Regione a chiedere la sospensione dei neonicotinoidi – ha ricordato Rabboni &#8211; e nell’aprile scorso ho scritto una lettera al Ministero della salute e a quello delle politiche agricole  proprio sollecitando la revoca definitiva. Anche perché da quando è in vigore la sospensione la moria di api si è arrestata, mentre non si sono ravvisati particolari danni alla colture di mais”.</p>
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		<title>Macfrut, Rabboni: regolamentare anche in Italia i rapporti tra produttori e GDO</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 13:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ortofrutta]]></category>
		<category><![CDATA[Macfrut]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche in Italia serve una legge che regoli i rapporti tra i produttori ortofrutticoli e la grande distribuzione, così come già accade in Francia. E’ quello che chiede l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi è intervenuto all’inaugurazione del Macfrut di Cesena. &#8221; Nelle prossime settimane &#8211; ha detto Rabboni, nel corso del convegno ”Filiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/CPRSYSTEM-300x213.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/10/CPRSYSTEM-300x213.jpg" alt="" title="CPRSYSTEM-300x213" width="300" height="213" class="alignleft size-full wp-image-36490" /></a>Anche in Italia serve una legge che regoli i rapporti tra   i produttori ortofrutticoli e la grande distribuzione, così come già accade in Francia. E’ quello che chiede l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni che oggi è intervenuto all’inaugurazione del Macfrut di Cesena.  &#8221; Nelle prossime settimane  &#8211; ha detto Rabboni, nel corso del convegno ”Filiera ortofrutticola e Gdo: il caso francese, le aspettative italiane e le nuove regole europee”, organizzato da Regione,  Cesena Fiera e Centro servizi ortofrutticoli &#8211; presenterò ai parlamentari della Commissione agricoltura di Camera e Senato una proposta per una legge italiana, condivisa con le altre Regioni, simile a quella approvata nel 2010 dal Parlamento francese. Non c&#8217;è ragione per non dare ai nostri frutticoltori le stesse tutele nei rapporti con la grande distribuzione che hanno i loro colleghi transalpini a partire dall’obbligatorietà dei contratti scritti tra produttori e acquirenti e dal divieto di sconti.”<br />
“L&#8217;Italia deve allinearsi alla Francia &#8211; ha sottolineato Rabboni &#8211; e sollecitare all&#8217;Unione europea un provvedimento simile valido per tutto il mercato unico continentale. La questione e&#8217; vitale per i nostri produttori. Senza norme di legge capaci di codificare comportamenti commerciali corretti e trasparenti la grande distribuzione detterà inevitabilmente le proprie condizioni economiche e commerciali ai produttori agricoli, riducendo progressivamente, come sta già avvenendo, il valore della produzione e la redditività d&#8217;impresa, senza alcun vantaggio per i consumatori.&#8221; </p>
<p><strong>Cosa prevede la legge francese a tutela dei produttori ortofrutticoli</strong><br />
L&#8217;acquisto di frutta e verdura freschi, qualunque sia la loro origine, deve essere obbligatoriamente oggetto di contratto scritto fra produttori ed acquirenti. E’ quanto stabilisce la legge francese del 2010. Il testo prevede inoltre che il contratto debba fissare una durata non inferiore ai 3 anni, volumi e caratteristiche dei prodotti, modalità di consegna, criteri di determinazione dei prezzi, di fatturazione e pagamento. Insomma certezze reciproche, trasparenza ed anche equità. Vietati inoltre dilazioni, ribassi e ristorni dopo la fatturazione, come invece avviene spesso in Italia. In caso di congiuntura sfavorevole inoltre in Francia è prevista la calmierazione dei margini lordi da parte della grande distribuzione che in questo modo si impegna a ridurre il margine lordo praticato sul prodotto interessato, che dovrà essere inferiore o uguale a quello medio dei tre anni precedenti. A carico delle imprese commerciali che non aderiscono agli accordi nazionali per la calmierazione  è prevista un’addizionale alla tassa sulle superfici commerciali.</p>
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		<title>Per i Lambruschi e i vitigni emiliani meno produzione, ma di qualità.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 14:46:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Olio e vino]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[Vini di buona qualità, anche se con una produzione media in calo del 15%. E’ questo il dato principale che caratterizza anche nelle province emiliane, così come in quelle romagnole, l’andamento della vendemmia 2011. Nella zona dei Colli bolognesi la raccolta è terminata con una diminuzione delle rese di circa il 20% rispetto allo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/grappoli-tris.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/grappoli-tris.jpg" alt="" title="grappoli tris" width="240" height="180" class="alignleft size-full wp-image-35999" /></a>Vini di buona qualità, anche se con una produzione media in calo del 15%. E’ questo il dato principale che caratterizza anche nelle province emiliane, così come in quelle romagnole, l’andamento della vendemmia 2011. Nella zona dei Colli bolognesi la raccolta è terminata con una diminuzione delle rese di circa il 20% rispetto allo scorso anno. In provincia di Reggio Emilia &#8211; dove la vendemmia dei bianchi è stata completata e sta ora per concludersi quella dei rossi &#8211; la produzione si presenta molto differenziata da zona a zona a causa del clima secco. Le previsioni parlano di una riduzione della produzione pari a circa un 10-12%. Lo stato sanitario delle uve è ottimo; il grado zuccherino è di circa un grado e mezzo in più rispetto al 2010. Per quanto riguarda la provincia di Modena le uve Lambrusco presentano un equilibrio dei costituenti ottimale per la vinificazione e per ottenere un prodotto fragrante e profumato. Le prime indicazioni dal modenese, con una stima produttiva di circa 1.400.000 quintali, prevedono una diminuzione in quantità del 10-15% sia per le principali varietà di Lambrusco sia per le uve a bacca bianca della zona di Castelfranco Emilia. Vendemmia ormai conclusa anche in tutta la zona Doc Colli di Parma, con uva arrivata alle cantine in condizioni ottimali. In provincia di Piacenza la vendemmia è quasi terminata, con i rossi, in particolare la Barbera, che hanno patito per l’andamento climatico caldo e secco. La qualità si preannuncia buona mentre la produzione inferiore alla media<br />
“Si profila &#8211; ha detto l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni, che a Castelvetro di Modena ha visitato l’azienda Cleto Chiarli &#8211; una buona vendemmia che permetterà alle nostre cantine di proseguire nei successi degli ultimi anni. I vini regionali stanno crescendo su tutti i mercati, in particolare su quelli esteri. A marzo 2011 il nostro export ha registrato un più 28%. Una crescita dovuta soprattutto ai lambruschi, con il lambrusco DOC di Modena esportato per il 45% della produzione e l ’IGT Emilia, tipologia Lambrusco, per il 70%.” “Questi risultati &#8211; ha aggiunto Rabboni &#8211; si spiegano con la capacità organizzativa e commerciale, ma anche e soprattutto con il grande salto qualitativo compiuto. Nella sola provincia di Modena le vigne dedicate al Lambrusco DOC sono passate dal 20% del totale dei vigneti del 2001 al 43% del 2010. Da sottolineare anche l’exploit commerciale del Pignoletto frizzante e classico, nonché la riconferma delle ottime prestazioni dei vini piacentini. Un impegno, quello dei nostri vitivinicoltori che è stato sostenuto anche dalla Regione come testimoniano i circa 35 milioni di euro erogati dal nostro Programma di sviluppo rurale e dai fondi europei dell’OCM vino che negli ultimi anni hanno promosso un significativo ammodernamento con oltre 3000 ettari di vecchi vigneti estirpati ed altrettanti riconvertiti e ristrutturati. Il prossimo anno l’OCM vino metterà a disposizione del comparto regionale circa 28, 5 milioni di euro.”</p>
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		<title>Ortofrutta: Rabboni, Francia e Spagna firmano un accordo. L&#8217;Italia è assente</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 14:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ortofrutta]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stiamo recitando il solito copione; l’Italia continua a brillare per la propria assenza sulla crisi dell&#8217;ortofrutta e rischia di dover subire decisioni assunte da altri in settori fondamentali per la propria economia&#8221;. Con queste parole l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha commentato la notizia dell’accordo bilaterale firmato da Francia e Spagna per una nuova regolamentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/Rabboni1.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/Rabboni1-300x232.jpg" alt="" title="Rabboni" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-35277" /></a>&#8220;Stiamo recitando il solito copione; l’Italia continua a brillare per la propria assenza sulla crisi dell&#8217;ortofrutta e rischia di dover subire decisioni assunte da altri in settori fondamentali per la propria economia&#8221;. Con queste parole l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni ha commentato la notizia dell’accordo bilaterale firmato da Francia e Spagna per una nuova regolamentazione in sede europea dei mercati dei prodotti ortofrutticoli, alla luce della grave crisi che sta caratterizzando il settore. &#8220;Le proposte avanzate dai ministri Bruno Le Maire e Rosa Alguilar, a partire dall’estensione delle possibilità di ritiro dei prodotti e dall’aumento delle indennità compensative &#8211; ha spiegato Rabboni – ricalcano quelle che questa Regione ha formalizzato nei mesi scorsi e che io stesso ho illustrato lo scorso mese di giugno alla Commissione europea. Sugli stessi temi abbiamo chiesto al Ministro delle politiche agricole Saverio Romano un impegno straordinario anche in sede comunitaria. Ma ad oggi, nonostante alcune generiche rassicurazioni, non abbiamo visto nessun atto concreto. Tale latitanza è ancora più grave se si pensa che l’Italia è il primo Paese europeo per produzione di ortofrutta e che anche la campagna 2011 ha confermato le pesanti difficoltà del comparto con prezzi riconosciuti ai produttori che non coprono neppure il 50% dei costi di produzione&#8221;. &#8220;E’ una situazione francamente imbarazzante – ha concluso Rabboni – speriamo che la notizia dell’accordo tra Francia e Spagna serva da stimolo al Ministro per recuperare il tempo perduto e definire, con il contributo dei produttori e delle Regioni, una posizione autorevole e condivisa sul futuro dell’ortofrutta da portare, al pari di quella di Francia e Spagna, al confronto in sede comunitaria&#8221;.</p>
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		<title>Ortofrutta: Rabboni,sistema incapace di reagire alla crisi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 07:17:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ortofrutta]]></category>
		<category><![CDATA[cia emilia-romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Rabboni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il sistema produttivo, commerciale e istituzionale che presidia il comparto si è rivelato incapace di reagire ad una congiuntura sicuramente difficile, multifattoriale e di scala internazionale, ma non per questo inaffrontabile&#8221;. Lo afferma l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Tiberio Rabboni, affrontando la crisi del settore ortofrutta in un intervento sul periodico Agrimpresa, che all&#8217;argomento dedica otto pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/Rabboni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/Rabboni-300x232.jpg" alt="" title="Rabboni" width="300" height="232" class="alignleft size-medium wp-image-35124" /></a>&#8220;Il sistema produttivo, commerciale e istituzionale che presidia il comparto si è rivelato incapace di reagire ad una congiuntura sicuramente difficile, multifattoriale e di scala internazionale, ma non per questo inaffrontabile&#8221;. Lo afferma l&#8217;assessore regionale all&#8217;Agricoltura, Tiberio Rabboni, affrontando la crisi del settore ortofrutta in un intervento sul periodico Agrimpresa, che all&#8217;argomento dedica otto pagine e l&#8217;editoriale di Antonio Dosi, presidente della Cia Emilia-Romagna. Agrimpresa <strong><a href="http://www.emiliaromagna.cia.it">(consultabile su www.emiliaromagna.cia.it) </a></strong>dedica alla crisi del settore dati, commenti sull&#8217;annata in corso e informazioni sulle principali produzioni orticole e frutticole. Tra gli altri servizi, si parla di vendemmia, censimento agricolo, nuovi ticket sanitari e un aggiornamento sulle nuove disposizioni per lo smaltimento dei rifiuti agricoli. (ANSA). </p>
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