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	<title>Con i piedi per terra &#187; storni</title>
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	<description>Notizie e attualità dal mondo dell&#039;agricoltura</description>
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		<title>Vigneti presi di mira dagli storni. Distrutti il 10% dei grappoli</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 08:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nei vigneti presi di mira dagli storni sono andati distrutti fino al 10 per cento dei grappoli di uva particolarmente apprezzata da questi uccelli con il grande caldo di una estate particolarmente asciutta. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dalla Coldiretti che evidenzia una situazione difficile in molte regioni d&#8217;Italia, dall&#8217;Emilia Romagna all&#8217;Abruzzo &#8211; dove è stata chiesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/storni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2011/09/storni.jpg" alt="" title="storni" width="240" height="160" class="alignleft size-full wp-image-34993" /></a>Nei vigneti presi di mira dagli storni sono andati distrutti fino al 10 per cento dei grappoli di uva particolarmente apprezzata da questi uccelli con il grande caldo di una estate particolarmente asciutta. E&#8217; l&#8217;allarme lanciato dalla Coldiretti che evidenzia una situazione difficile in molte regioni d&#8217;Italia, dall&#8217;Emilia Romagna all&#8217;Abruzzo &#8211; dove è stata chiesta l&#8217;istituzione di una apposita unità di crisi &#8211; e dalla Puglia alla Toscana dove alla raccolta delle uve del Candia dei Colli Apuani mancano all&#8217;appello quasi il 10 per cento di grappoli distrutti dai volatili. Anche se il pericolo non è quello del famoso film di Alfred Hitchcock, la situazione è grave e complessivamente i danni provocati all&#8217;agricoltura dagli storni quest&#8217;anno sono stimati in milioni di euro sul territorio nazionale dove in molte aree &#8211; sottolinea la Coldiretti &#8211; questi uccelli sono diventati stanziali e colpiscono oltre all&#8217;uva da vino anche quella da tavola ma beccano anche la frutta e le olive. Le imprese agricole &#8211; sostiene la Coldiretti &#8211; sono dunque penalizzate da due fattori: il primo è la difficoltà di contenere la sempre più rapida diffusione di questi uccelli, che si contano ormai in termini di milioni di esemplari; il secondo è la difficoltà ad ottenere i risarcimenti dagli enti pubblici, che hanno ancora tempi molto lunghi. L&#8217;Italia ad oggi é l&#8217;unico tra i Paesi mediterranei dove non è ammessa, salvo deroghe, la caccia a questo dannoso uccello, nonostante la richiesta presentata alla Commissione Europea, considerati anche i danni ingenti che provoca tale specie all&#8217;agricoltura. I danni provocati dagli storni rientrano &#8211; continua la Coldiretti &#8211; nel più generale problema della presenza di animali selvatici come i cinghiali e gli ungulati che mettono in pericolo non solo le cose ma anche la vita quotidiana delle persone, estendendosi dalle campagne alle città. (ANSA). </p>
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		<title>Gli storni distruggono i vigneti. La denuncia della Cia sulla mancata deroga</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici ammette ugualmente lo storno tra le specie cacciabili in molte nazioni Ue, tranne che per l’Italia, Paese più di altri a rischio per via delle produzioni frutticole che sono appetite dal volatile. “L’Italia nel 2009 – lamenta la Cia dell’Emilia Romagna &#8211; non ha infatti richiesto in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/02/storni.jpg"><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2010/02/storni-150x150.jpg" alt="" title="storni" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-8239" /></a><br />
Una direttiva comunitaria sulla conservazione degli uccelli selvatici ammette ugualmente lo storno tra le specie cacciabili in molte nazioni Ue, tranne che per l’Italia, Paese più di altri a rischio per via delle produzioni frutticole che sono appetite dal volatile. “L’Italia nel 2009 – lamenta la Cia dell’Emilia Romagna &#8211; non ha infatti richiesto in occasione dell’aggiornamento decennale della direttiva e con adeguata motivazione l’inserimento dello sturnus vulgaris nelle specie cacciabili, accorgimento richiesto e concesso invece da nazioni come ad esempio Ungheria, Romania e Bulgaria che, come il Belpaese, hanno produzioni viticole e frutticole importanti”.<br />
Sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 26 gennaio scorso, infatti (L. 20/7) è stato pubblicato l’atto di aggiornamento della Direttiva Ue  79/409 concernente la conservazione degli uccelli selvatici.<br />
“Il provvedimento – spiega la nota della Cia &#8211; anche in considerazione della recente entrata nella Ue di molti Paesi dell’ex Europa orientale, ha subito alcune modificazioni e aggiornamenti anche per quanto attiene le specie di uccelli come lo storno (sturnus vulgaris), un uccello gregario che nei Paesi nordici è protetto perché non costituisce un problema in quanto non esistono coltivazioni di vite e olivo che esistono nel sud Europa. Cogliendo l’opportunità della periodica revisione della Direttiva (di norma ogni 10 anni) molti Paesi dell’Europa sud orientale, compresa l’Ungheria, la Romania e la Bulgaria – precisa la Confederazione &#8211;  si sono attivati chiedendo e ottenendo l’inserimento dei storno e tortora dal collare nell’elenco delle specie cacciabili dal 2010, così come è stato precedentemente concesso a Spagna, Francia e Grecia. L’unica nazione che non ha ottenuto niente per il semplice fatto che nulla ha chiesto è l’Italia, pur avendo la certezza che la richiesta sarebbe stata accolta, non potendosi negare all’Italia quello che è stato concesso a tutti i Paesi che hanno estesi vigneti, frutteti e oliveti”.<br />
L’unica certezza ora è che continuerà la lunga e complicata procedura  delle ‘deroghe’ e di conseguenza il teatrino dei ricorsi e controricorsi al Tar e al Consiglio di Stato contro le delibere che ogni Regione continuerà a prendere per rendere cacciabile lo storno. “L’unico risultato – conclude la Cia &#8211; sarà un incremento di costi per Regioni e Province e di tanto lavoro per avvocati e soprattutto resteranno beffati gli agricoltori che dovranno continuare a subire i danni dagli storni”.                                                                            </p>
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		<title>Caccia agli storni: domani la decisione del Consiglio di Stato. Intanto la Coldiretti Emilia-Romagna calcola i danni</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2008 sui campi dell’Emilia Romagna gli storni hanno provocato danni per 285 mila euro, il 9,5% del totale de danni da animali selvatici che sono stati pari complessivamente a oltre 2,8 milioni di euro. Lo rende noto Coldiretti dell&#8217;Emilia-Romagna alla vigilia della decisione del Consiglio di Stato che domani, 3 novembre, deve pronunciarsi sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2009/11/Caccia-2-300x236.jpg" alt="Caccia 2" title="Caccia 2" width="300" height="236" class="alignleft size-medium wp-image-3842" /><br />
Nel 2008 sui campi dell’Emilia Romagna gli storni hanno provocato danni per 285 mila euro, il 9,5% del totale de danni da animali selvatici che sono stati pari complessivamente a oltre 2,8 milioni di euro. Lo rende noto Coldiretti dell&#8217;Emilia-Romagna alla vigilia della decisione del Consiglio di Stato che domani, 3 novembre, deve pronunciarsi sulla possibilità della caccia in deroga allo storno, volatile che in Italia – rileva la stessa Coldiretti – è presente in milioni di esemplari e non è certo a rischio estinzione.<br />
Anche se i danni da storno risultano in calo rispetto allo scorso anno quando si raggiunge la cifra record di 437 mila euro, si tratta – commenta Coldiretti – di un importo di proporzioni disastrose per le aziende che si vedono decurtare il raccolto e il reddito da questi volatili i cui danni in alcune province, come quelle romagnole ad alta densità frutticole, raggiungono proporzioni pari a quelle delle bibliche cavallette.<br />
Due sono i problemi principali per le imprese agricole: il primo è la difficoltà di contenere la sempre più rapida diffusione di questi uccelli; il secondo è la difficoltà ad ottenere i risarcimenti dagli enti pubblici, che hanno sempre tempi lunghissimi con importi che risarciscono i danni solo parzialmente.<br />
Questo avviene anche perché manca una presa di coscienza chiara delle istituzioni, dei cacciatori e degli ambientalisti, della necessità di affrontare concretamente il problema dei danni alle colture agricole. L’attuale situazione – sostiene Coldiretti – è paradossale perché se è vero che mantenere sul territorio un numero di animali adeguatamente sostenibile è interesse di tutta la collettività, è altrettanto vero che il loro sostentamento pesa oggi solo sulle aziende agricole che ne subiscono i danni in termini di colture distrutte. </p>
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		<title>Il Tar dà ragione a Coldiretti ER e ammette la caccia in deroga agli storni</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coldiretti Emilia Romagna ha accolto con soddisfazione la decisione del Tar di Bologna di respingere la richiesta di sospensiva di caccia agli storni avanzata dalla Lega Anticaccia. Coldiretti, che si era opposta alla sospensiva per tutelare le aziende agricole che ogni anno subiscono quasi mezzo milione di euro di danni dai soli storni, sottolinea positivamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2009/10/storni-300x199.jpg" alt="storni" title="storni" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2989" />Coldiretti Emilia Romagna ha accolto con soddisfazione la decisione del Tar di Bologna di respingere la richiesta di sospensiva di caccia agli storni avanzata dalla Lega Anticaccia.<br />
Coldiretti, che si era opposta alla sospensiva per tutelare le aziende agricole che ogni anno subiscono quasi mezzo milione di euro di danni dai soli storni, sottolinea positivamente l’ordinanza del tribunale amministrativo che, ammettendo la caccia in deroga, ha decisamente riconosciuto la grave entità dei danni provocati da questi volatili nelle campagne e l’assenza di qualsiasi rischio di estinzione nel nostro Paese di una specie, quale lo storno.<br />
Quello del Tar – commenta Coldiretti Emilia Romagna – è solo in primo passo affinché tutti i soggetti coinvolti, dalle istituzioni, ai cacciatori, agli ambientalisti, prendano in serio esame il problema dei danni alle colture agricole, che nel 2008 in Emilia Romagna hanno raggiunto circa 7 milioni di euro, di cui solo la metà risarciti alle aziende agricole danneggiate.<br />
Secondo i dati Coldiretti le provincie dove maggiori sono stati i danni provocati dagli storni sono Reggio Emilia con 122.829 euro, seguita da Ravenna (92.634) e Parma (86.809).</p>
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		<title>Caccia agli storni: Coldiretti Emilia Romagna contro il ricorso di Lav, Lac ed Enpa</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 07:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Negli ultimi cinque anni l’Emilia Romagna ha attinto dalle tasche dei cittadini oltre un milione e 200 mila euro per far fronte ai gravissimi danni causati alle produzioni agricole dagli storni. Per questo Coldiretti ha deciso di fare opposizione al ricorso presentato al Tar di Bologna da Lav (lega Antivivisezione,) Lac (lega Anticaccia) ed Enpa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.conipiediperterra.com/wp-content/uploads/2009/09/storni-300x199.jpg" alt="storni" title="storni" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-2489" />Negli ultimi cinque anni l’Emilia Romagna ha attinto dalle tasche dei cittadini oltre un milione e 200 mila euro per far fronte ai gravissimi danni causati alle produzioni agricole dagli storni. Per questo Coldiretti ha deciso di fare opposizione al ricorso presentato al Tar di Bologna da Lav (lega Antivivisezione,) Lac (lega Anticaccia) ed Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) che chiedono di bloccare la delibera della Regione che consente la caccia in deroga a questi volatili.<br />
 “Abbiamo deciso – ha detto il presidente di Coldiretti Emilia Romagna – di sostenere la delibera della Regione sulla caccia in deroga per tutelare i redditi delle imprese. Non possiamo accettare che gli imprenditori agricoli continuino a vedersi decimare i loro raccolti e i loro redditi per tutelare un uccello che è in espansione e che può diventare dannoso per tutto l’ambiente”.<br />
Coldiretti ha anche deciso di chiedere alla Regione Emilia Romagna un fondo apposito per i danni da storno perché “non è possibile – ha detto Tonello – che l’imprenditore agricolo si accolli tutti i costi delle perdite aziendali”.<br />
Il problema della caccia allo storno – spiega Coldiretti – scaturisce da un direttiva comunitaria che lo inserisce tra le specie in estinzione in alcune parti d’Europa. E’ un provvedimento che comprende anche l’Italia, dove però lo storno non solo non è a rischio, ma è in costante crescita, al punto da mettere a rischio la biodiversità, proprio a causa dei danni ambientali che sta provocando. Tra l’altro questo volatile – afferma Coldiretti – colpisce in particolare colture ad alto valore aggiunto e ad alta manodopera, come i frutteti, mettendo a rischio il reddito delle imprese e l’occupazione.<br />
Su due milioni e 650 mila Euro di danni all’agricoltura emiliano romganola rilevati nel 2007, i 437 mila euro a carico della storno rappresentano il 16,4%. E’ la percentuale più alta di danni da selvaggina a carico dell’ente pubblico, maggiore ai 333 mila euro della lepre (12,5%) e ai 304 mila euro del cinghiale (11,4%)</p>
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