Tappo antirabbocco per l’olio e contenuto minimo di frutta. Camera approva emendamenti

arancerosseIl contenuto minimo di succo di frutta nelle bibite gassate prodotte in Italia e che richiamino gli agrumi nel nome non potranno contenere meno del 20% di succo di arancia. Lo prevede un emendamento del Pd alla legge comunitaria approvato dall’Aula della Camera. Attualmente il minimo obbligatorio di succo di arancia per le aranciate previsto in Italia, determinato da una legge del 1958, è il 12%. M5S si è astenuto, contro hanno votato Lega e Ncd.
L’assemblea di Montecitorio ha approvato anche l’emendamento di Colomba Mongiello (Pd) che introduce il tappo “antirabocco” per le bottiglie di olio di oliva sulle tavole dei ristoranti, affinchè non sia consentito un nuovo riempimento. L’emendamento alla legge Comunitaria impone anche l’indicazione del termine “miscela” per gli oli originari di più di uno Stato Membro della Ue, in modo da evitare il nome “made in Italy” per oli non interamente prodotti in Italia.

Due norme importanti per la tutela del Made in Italy e che dimostrano come l’agroalimentare sia centrale nell’azione legislativa, ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina secondo il quale “Il voto è testimonianza di un grande lavoro di squadra fatto in collaborazione tra Governo e Parlamento”

“Una grande battaglia di civiltà a difesa e valorizzazione del nostro Made in Italy e a tutela della salute dei cittadini, specialmente dei bambini”. Così i capogruppo Pd delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato Nicodemo Oliverio e Roberto Ruta commentano l’ok della Camera che innalza il contenuto minimo di succo d’arancia nelle bibite gassate. “L’emendamento – spiegano Oliverio e Ruta – non determina una limitazione per i consumatori che saranno ben lieti di consumare bibite analcoliche con la presenza di un quantitativo maggiore di succo di arancia, nè impedisce la produzione di bibite analcoliche a bassa concentrazione di succo di arancia, a patto, di sostituire la dicitura ‘a base di succo di arancia’”.

“D’ora in poi sarà sempre più difficile la pratica della frode commerciale a danno dei consumatori negli esercizi pubblici”. Così il presidente di Unaprol, Massimo Gargano, commenta con soddisfazione le nuove norme anti-rabbocco ed etichettatura dell’olio,

E’ importante lo stop alle oliere ‘truccate’ nei ristoranti che potranno servire l’extravergine solo in bottiglie dotate di tappo antirabbocco per evitare che possano essere ‘allungate’ o addirittura riempite ex novo con prodotti che non hanno nulla a che vedere con quello originario – afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo. “Nel rispetto della normativa comunitaria, l’Italia non ha rinunciato questa volta a svolgere il ruolo di leader nella tutela della qualità e della sicurezza alimentare in Europa” – afferma ancora Moncalvo, nell’apprezzare “la decisa svolta dell’Esecutivo che si è dimostrato vicino agli interessi reali delle imprese agricole e dei consumatori”.

Per il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua, invece “E’ dannoso introdurre vincoli e divieti circoscritti solo a chi produce in Italia. Così si favoriscono gli stranieri, si penalizza la competitività italiana, si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro fra diretti e indotto”. “La norma approvata – prosegue Ferrua – è chiaramente incostituzionale, perché determina una discriminazione cosiddetta “alla rovescia” nei confronti dei produttori italiani, pone un freno immotivato alla libera iniziativa economica e viola il principio di ragionevolezza, stante l’assenza di ragioni di tutela della salute o sicurezza alimentare”. “La norma – prosegue Ferrua – non si giustifica infatti con motivi di salute: lo ha già chiarito la Commissione Ue nei propri rilievi quando l’ha bocciata negli anni passati. E non offre certezze all’agricoltura, visto che l’approvvigionamento non è detto che possa essere solo italiano. La norma inoltre non porta nemmeno benefici ai consumatori, che oggi hanno già ampia scelta con spremute e succhi 100% e domani non troveranno gusti apprezzati da decenni. Troveranno invece più calorie sui prodotti fatti in Italia e requisiti e prezzi più bassi nei prodotti fatti all’estero”.

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