Tar boccia due centrali, ma autorizza Russi

mais bioenergieBiomasse: il Tar della Toscana boccia la centrale di Castiglion Fiorentino, il Tar dell’Emilia
Romagna autorizza invece la centrale di Russi, a due passi da una delle più belle e
imponenti residenze nobiliari estive di tutta la Romagna.
Il Tar del Lazio ferma la costruzione della centrale a carbone a Saline Joniche in Calabria.
Castiglion Fiorentino (Arezzo)
Italia Nostra accoglie con grande soddisfazione la sentenza con cui il TAR Toscana ha bloccato il
progetto di un mega-impianto a biomasse da 55 MW nel Comune di Castiglion Fiorentino da parte
della PowerCrop del gruppo Maccaferri nell’ex-zuccherificio Eridania Sadam. Nelle motivazioni
della sentenza il Giudice si è soffermato sugli aspetti riguardanti l’impatto ambientale
dell’intervento, mettendone in risalto la criticità con riferimento particolare all’aspetto
paesaggistico, al consumo del territorio e al rendimento energetico, tutti di tale rilevanza da
rendere impossibile la realizzazione dell’intervento. Il Giudice Amministrativo ha rigettato anche le
ulteriori contestazioni relative alla presunta qualità degradata delle aree interessate
dall’intervento nonché all’utilità dell’impianto: quanto a quest’ultimo aspetto, il TAR ha in fatti
chiaramente affermato la complessiva irrazionalità della scelta di localizzazione in un’area che
avrebbe richiesto la necessità di ulteriori linee elettriche, rendendo aleatoria, appunto, l’utilità
dell’impianto di teleriscaldamento. Italia Nostra nazionale, che ha messo a disposizione l’avvocato
per patrocinare il comune di Castiglion Fiorentino contro il ricorso della PowerCrop presso il TAR
della Toscana, La la sezione di Castiglion Fiorentino di Italia Nostra, supportata dal consiglio
regionale con Maria Rita Signorini, la Provincia di Arezzo e cittadini, sottolineano l’importanza
dell’azione svolta da quanti, sin dal primo momento, si sono battuti contro un progetto che niente
aveva a che fare con la bellezza di queste colline, classificate come aree agricole di grande pregio.
Russi di Romagna (Ravenna)
Di segno contrario, purtroppo, è la sentenza del TAR Emilia Romagna che ha rigettato il ricorso
presentato contro la Direzione Regionale per impedire la costruzione di un’altra mega-centrale a
biomasse di 30MW a Russi di Romagna in provincia di Ravenna, nell’ex zuccherificio Eridana
sempre della PowerCrop del gruppo Maccaferri. Il ricorso è stato presentato a tutela del
complesso architettonico “Villa Rasponi e Chiesa di San Giacomo”, una delle più belle e imponenti
residenze nobiliari estive di tutta la Romagna, costruito per volere dei conti Rasponi di Ravenna,
fra il XVI e il XViI secolo.
Il ricorso puntava a scongiurare la costruzione e l’esercizio del Polo energie rinnovabili in un’area
limitrofa (150 metri!!) al complesso monumentale, ottenendo delle misure di tutela indiretta più
rigorose e stringenti. Ebbene, con un certo disappunto siamo costretti a prendere atto che il
Giudice Amministrativo ha ritenuto legittimo l’operato dell’Amministrazione (“esasperando” forse
il principio della discrezionalità amministrativa) e in particolare il radicale ridimensionamento delle
prescrizioni di tutela, di fatto consentendo la realizzazione dell’impianto bio-gas e biomasse a
ridosso del complesso.
Italia Nostra vuole, nell’occasione, sottolineare come nel nostro Paese la costruzione di centrali a
biomasse registri una forte crescita a causa degli ingenti incentivi riservati a questa produzione,
con il meccanismo dei certificati verdi, essendo state incluse le biomasse tra le fonti energetiche
rinnovabili per una presunta riduzione delle emissioni di gas serra, se queste sono usate come
combustibile. Accurati studi scientifici, invece, dimostrano che l’immissione nell’ambiente di
quantità non trascurabili di numerosi macro e micro inquinanti prodotti dalle centrali non solo
hanno effetti potenzialmente pericolosi per la salute della popolazione esposta ma possono anche,
in modo rilevante, ridurre la produzione agricola ed essere incompatibili con gli obiettivi di una
produzione agricola e alimentare di alta qualità.
Saline Joniche (Reggio Calabria)
Il pronunciamento del TAR Lazio, che ha accolto il ricorso proposto da Italia Nostra, dopo quelli
presentati dalla Regione Calabria e da varie associazioni ambientaliste, contro il Decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri e la valutazione d’impatto ambientale per la costruzione della
centrale a carbone a Saline Joniche, perché viziato da evidenti irregolarità e forzature, rappresenta
un passo importante verso la scrittura della parola fine sulla vicenda relativa alla costruzione della
centrale elettrica a carbone a Saline Joniche, terra già oltraggiata dalle vergognose vicende della
“Liquichimica” e delle “Officine grandi riparazioni”.
Dopo lo scampato pericolo di inquinamento di un area a forte vocazione turistica e ambientale la
nostra associazione, concordemente con il il Touring Club e FAI Reggio Calabria, ritiene che sia
adesso necessario progettare interventi che mirino al rilancio dell’area stessa come attrattore
turistico e naturalistico di prima grandezza. A tal fine invita il comune di Motta San Giovanni,
l’Amministrazione provinciale di Reggio Calabria e la Regione Calabria ad aprire un tavolo tecnico
per l’avvio di tutte le attività finalizzate all’individuazione di un progetto complessivo per l’intera
area, che ponga particolare attenzione al grave e preoccupante fenomeno di erosione delle coste
che interessa il litorale Jonico della Provincia di Reggio Calabria, anche attingendo ai fondi
comunitari 2014 – 2020.
www.italianostra.org

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