Tavolo filiera cereali: Confagri; bene, ma servono investimenti più cospicui e mirati

grano“Il settore cerealicolo si rafforza e rilancia con iniziative a medio e lungo termine, senza dimenticare però la fase attuale di emergenza in cui si registrano ricavi al di sotto del punto di pareggio del conto colturale; la situazione critica riguarda il grano duro ma anche quello tenero ed in generale l’intero comparto cerealicolo. Ringraziamo il ministro che ha recepito alcune sostanziali richieste avanzate dalla nostra Organizzazione. Si è partiti con il piede giusto ma serviranno investimenti più cospicui che dovranno andare a beneficio del prodotto nazionale e non certo di quello importato”. È questo il commento di Confagricoltura al termine della riunione del Tavolo della filiera cerealicola indetto dal ministro Martina.
 
Entrando nel dettaglio, Confagricoltura ha valutato positivamente lo stanziamento di 10 milioni di euro per gli investimenti nella logistica ma l’importo è senz’altro insufficiente per la situazione contingente. In ogni caso dovrà essere destinato esclusivamente a agricoltori e cooperative. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli ha quindi chiesto il rafforzamento dei rapporti interprofessionali che dovranno servire a interpretare correttamente la definizione della qualità del prodotto (per concretizzare relazioni contrattuali corrette). Utili anche i contratti di filiera, ma da migliorare in termini di incentivi e di flessibilità territoriale.
 
Confagricoltura si è dichiarata favorevole all’istituzione di una Commissione Unica Nazionale per il frumento duro che dovrà prevedere però un efficiente ed innovativo meccanismo telematico che contenga i dati sulle reali contrattazioni e che dovrà effettuare aggiornamenti quotidiani e non più settimanali sul modello francese. I suoi indici dovranno scaturire dall’analisi di contratti realmente stipulati ed eseguiti, che rappresentino una tendenza di riferimento per orientare i listini futuri. Dovranno essere rilevati in tempo utile gli investimenti produttivi (ricavati dai fascicoli dei produttori), i flussi di import/export e le giacenze a livello nazionale; a questo fine andrà resa altresì obbligatoria la comunicazione annuale delle scorte di cereali al 31 maggio. In prospettiva, ad avviso di Confagricoltura, bisognerà investire maggiormente nella ricerca e sperimentazione, in particolare per il miglioramento varietale del frumento duro.
 
Confagricoltura guarda con interesse alla sperimentazione di strumenti per la gestione del rischio di perdite di reddito, che potranno essere sviluppati a partire dai fondi mutualistici dello sviluppo rurale. Bene pure la sperimentazione dei marchi volontari di valorizzazione del grano nazionale ma – ha concluso – “è ancora più necessario prevedere l’indicazione obbligatoria dell’origine del frumento duro nell’etichettatura della pasta”.

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