Terre di vite: enologia e cultura

Mancano pochi giorni alla seconda edizione di Terre di Vite, manifestazione enologico–culturale itinerante dedicata al rapporto tra vino, arte e cultura che sabato 27 febbraio farà tappa al Castello di Levizzano Rangone (MO).
Il tema centrale di questa seconda edizione sarà la decrescita (http://www.terredivite.it/prossimo-evento), tema cui gli organizzatori di Terre di Vite hanno scelto di dedicare il convegno “Produrre, commerciare, consumare in modo etico e sostenibile: il mondo del vino di fronte alla sfida della decrescita”. L’appuntamento, che si terrà nella Sala Convegni del Castello alle ore 15, vedrà impegnati in una sorta di riflessione collettiva il Direttore del settimanale “Carta” Pierluigi Sullo, Giovanni Camocardi di Officina Enoica e i produttori Ampelio Bucci e Fabrizio Niccolaini, stimolati da Marco Arturi in un approfondimento riguardante il rapporto tra viticoltura indipendente e contadina e pratiche sostenibili.
Gli argomenti della discussione saranno diversi e andranno dalla sostenibilità ambientale al chilometro zero passando per il rapporto tra produzione e consumo. Non è un caso se gli organizzatori hanno invitato persone con punti di vista anche differenti ma che hanno maturato esperienze significative. Pierluigi Sullo dirige il settimanale che forse più di tutti ha raccontato la decrescita e le pratiche sostenibili, arrivando addirittura a sostenerle e organizzarle; Giovanni Camocardi ha attraversato a fianco di Gino Veronelli l’esperienza Critical Wine fin dagli inizi per poi proseguire il suo cammino con i progetti Officina Enoica e La terra trema; Ampelio Bucci è il padre del bianco italiano più celebrato nel mondo, il Verdicchio Villa Bucci Riserva, e ha sempre guardato con attenzione alle pratiche sostenibili in vigna e all’evoluzione dell’universo della viticoltura indipendente; Fabrizio Niccolaini, infine, sostiene da anni la necessità di una presa di responsabilità dei viticoltori nei confronti del resto dell’agricoltura, nel segno di una coscienza critica che indichi nel riavvicinamento alla terra una via di uscita da una crisi che pare etica e morale prima ancora che economica.
Gli organizzatori di Terre di vite hanno scelto per l’edizione di Levizzano un argomento complesso ma necessario, specie se rapportato a una realtà agricola particolare come la viticoltura, sospesa tra produzioni artigianali e industriali, tra piccola produzione e largo consumo, tra cultura e mercato, tra sostenibilità e scempio del territorio.
Terre di Vite – organizzata da Elena, Anna e Paola Conti, Barbara Brandoli dell’Associazione culturale Divino Scrivere e Marco Arturi con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Castelvetro di Modena – nasce allo scopo di offrire al pubblico la possibilità di un approccio differente con il vino, una sorta di “zona franca” all’interno della quale sia possibile restituire al vino e alla terra una dimensione autentica, al fine di rendere loro quella dignità spesso sacrificata per assecondare le indicazioni del marketing e delle mode. La scelta dei produttori presenti non è casuale: tutti si contraddistinguono per il livello etico e qualitativo del loro lavoro, che passa per la scelta della naturalità e per il rispetto del territorio in un’ottica culturale. Tra loro ci sono nomi di assoluto rilievo, espressioni delle denominazioni più prestigiose, ma anche giovani che si stanno imponendo per talento e passione.
Dalle ore 11:00 alle 21:00, apertura banchi d’assaggio (orario continuato)
Per conoscere gli indirizzi dei ristoranti, alberghi e agriturismo convenzionati con “Terre di Vite” consultare il programma sul sito www.terredivite.i

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