Terremoto: 14.000 aziende agricole colpite. Dalla Regione fondo ponte e rinvio imposte

Un fondo-ponte per la ricostruzione grazie all’anticipazione bancaria, a tasso ridotto, dei finanziamenti pubblici, così da non dover attendere l’ erogazione ufficiale degli stanziamenti; la possibilità di far slittare fino alla ricostruzione il pagamento dell’Imu per le imprese a cui viene riconosciuta l’inagibilità e l’introduzione di ammortizzatori sociali straordinari per i lavoratori stagionali in base alle prestazioni fornite negli anni precedenti: sono le tre principali novità negli interventi che la Regione Emilia-Romagna sta mettendo in campo per affrontare le conseguenze del sisma sul settore agricolo e che l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, ha illustrato alla commissione Politiche economiche, presieduta da Franco Grillini. Anche se “al momento non sono disponibili dati puntuali sulla stima dei danni – informa Rabboni – perché bisogna attendere la verifica di agibilità sismica di tutti gli edifici”, la Regione ha già provveduto a identificare tutte le criticità: le imprese agricole nelle zone coinvolte sono 14.000, di cui 700 con allevamenti, per un totale di 215.000 ettari di terreno, pari al 20% della superficie agricola regionale”. Sono da mettere in conto, elenca Rabboni, i danni alle abitazioni agricole, ai fabbricati rurali o di servizio, come stalle o serre, la perdita di animali, mezzi tecnici, macchinari e attrezzature, i danneggiamenti alle strutture di lavorazione, conservazione e trasformazione dei prodotti, dalle aziende enologiche ai caseifici, passando per le acetaie e le imprese dell’ortofrutta e dei cereali e anche il crollo degli impianti fotovoltaici costruiti sui tetti, dei quali molti erano di recente installazione. Desta “particolare preoccupazione”, spiega l’assessore, la raccolta dei cereali e dell’ortofrutta, perché al momento, dato l’alto numero di strutture inagibili, é difficile pensare ad una soluzione per lo stoccaggio della nuova produzione. “Altro elemento sottovalutato” sono le strutture dei consorzi di bonifica, che in alcuni casi hanno registrato danni non solo agli argini degli stessi canali di bonifica, continua Rabboni, ma anche alle funzionalità di sollevamento delle acque e di distribuzione per usi irrigui: “Può essere un problema in territori dove molte colture hanno un particolare fabbisogno idrico”.
Per la fase di ripristino e messa in sicurezza delle strutture e dell’eventuale ricostruzione, dove necessaria, “abbiamo lavorato molto per inserire i provvedimenti più significativi già nel decreto legge firmato ieri sera dal presidente Giorgio Napolitano”, spiega Rabboni. L’idea di fondo è quella di introdurre una differenziazione nell’uso dei fondi tra quelli generali, aperti anche, ma non unicamente, ai soggetti agricoli e che dovrebbero ammontare, grazie all’accise sul carburante, a 2,5 miliardi di euro per il triennio 2012-2014, e quelli specifici, intorno ai 100 milioni di euro, disponibili grazie alla quota, pari al 4%, del Fondo europeo per lo sviluppo rurale; soldi che gli assessorati all’Agricoltura di tutte le Regioni metteranno a disposizione, integrati in co-finanziamento dal ministero dell’Agricoltura. I primi saranno usati per la ricostruzione degli edifici e delle strutture murarie in genere, i secondo invece saranno destinati all’acquisto di tecnologie, impianti, macchinari e scorte vive. Tra le diverse misure in programma, Rabboni elenca il fondo ‘ponte’ con le anticipazioni bancarie della Cassa depositi e prestiti, che sarà disponibile per gli agricoltori a tasso ridotto grazie alla copertura con finanziamento statale; la procedura semplificata di autorizzazione a fine di ricostruzione, possibile grazie alla nomina del governatore Vasco Errani a Commissario straordinario; lo slittamento degli adempimenti fiscali al 30 settembre per tutte le imprese delle zone coinvolte, e fino al momento della ricostruzione per quelle in cui sono stati accertati danni strutturali; gli ammortizzatori sociali per i lavoratori stagionali in base al numero di giornate lavorative negli anni precedenti. Infine, un accordo con la grande distribuzione organizzata per iniziative straordinarie di vendita delle forme di Parmigiano reggiano rimaste danneggiate dal sisma. (ANSA).

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