Terremoto, 269 le domande di risarcimento per oltre 24 milioni di euro

terremoto cia 2Sono 269 per un importo complessivo di oltre 24 milioni di euro le domande di risarcimento presentate dalle aziende agricole e agroindustriali danneggiate dal terremoto, che hanno risposto al bando del Piano Regionale di Sviluppo Rurale che si è chiuso ieri. La provincia con il maggiore numero di domande e’ Modena con 212; seguono Ferrara con 34, Bologna con 12 e Reggio Emilia con 11.
“Le domande presentate corrispondono alle aspettative della vigilia poichè riguardano prevalentemente aziende e cooperative con contabilità ordinaria che hanno la necessità di iscrivere il risarcimento nel bilancio 2012 che normalmente deve essere approvato entro il mese di marzo 2013 – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – per tutte le altre aziende riapriremo il bando il 21 gennaio per chiuderlo alla fine di marzo. Questo ci consentirà di concludere rapidamente le verifiche di congruità delle domande presentate e di rilasciare le concessioni di finanziamento nei tempi utili per poi procedere, in fase successiva, all’esame delle domande presentate da aziende senza obblighi formali di bilancio.”
Rabboni sottoliena anche che “tale bando è complementare a quello dell’ordinanza per le attività produttive emanato dal Commissario alla ricostruzione Vasco Errani e pertanto prevede le medesima percentuale di indennizzo dell’80% e le stesse modalità di accesso attraverso le perizie giurate. Quest’ultime per quanto possano apparire impegnative costituiscono in realtà la condizione per velocizzare le istruttorie e l’ erogazione di denaro pubblico ai potenziali beneficiari privati. Eliminarle significherebbe semplicemente ampliare a dismisura tempi e controlli puntuali sulle richieste di indennizzo con un impegno diretto del personale delle pubbliche amministrazioni.”

Le spese previste
Le spese ammissibili previste dal bando regionale riguardano: l’acquisto (o il ripristino) di impianti, macchinari, attrezzature in sostituzione di quelli danneggiati o distrutti (comprese le scalere dei caseifici); l’acquisto di ricoveri temporanei (es. “hangar”), funzionali alla prosecuzione dell’attività produttiva in attesa del completo ripristino delle strutture produttive danneggiate o distrutte; il ripristino delle scorte vive e morte, danneggiate o distrutte; il ripristino di pozzi, impianti irrigui fissi, sistemi di drenaggio, sistemazione dei terreni fessurati e di altri “miglioramenti fondiari”.
Non rientrano nel bando ma nell’ordinanza regionale per le attività produttive, le spese per la ricostruzione e la riparazione degli immobili aziendali, comprese stalle e porcilaie – con correlati impianti di rimozione effluenti, di mungitura, di ventilazione, di riscaldamento e di alimentazione –, agriturismi, impianti fotovoltaici, fabbricati rurali di servizio all’attività agricola e agroindustriale.
Nell’ordinanza per le attività produttive rientrano anche l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature usati e i risarcimenti per le forme di Parmigiano-Reggiano e i prodotti a denominazione certificata, in corso di maturazione o stagionatura, come gli aceti e i vini.

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