Terremoto: bonifiche, rischio siccità e 67 milioni di danni

All’emergenza per le tante persone sfollate e alla continua paura dettata dalle scosse che si susseguono ormai da 2 settimane, a 14 giorni dal primo terremoto del 20 maggio scorso, si somma adesso il timore per il rischio di siccità in seguito ai danni, stimati in 67 mln di euro agli impianti di bonifica che garantiscono irrigazione e scolo delle acque piovane al teritorio del mantovano e dell’Emilia. Il sisma – è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa nelle sede del consorzio della bonifica Burana a Mirandola – ha colpito 6 consorzi di bonifica (Burana, Emilia centrale, Pianura di Ferrara, Renana, Terre dei Gonzaga e Canale emiliano romagnolo), lesionato 57 impianti e danneggiato 2 tra i più grandi impianti idrovori per l’allontanamento delle acque: Pilastresi del consorzio della Bonifica di Burana e Mondine del Consorzio di bonifica dell’Emilia centrale, completamente fuori servizio. Pertanto, stante anche vaste fessurazioni e smottamenti su lunghi tratti di arginature, esiste un rischio idraulico su 200 mila ettari di terreno, su 55 Comuni tra le province di Modena, Reggio Emilia, Mantova, Bologna e Ferrara e 3.500 aziende. Inoltre, è stato evidenziato nella conferenza stampa in base all’ anno Anbi e Urbe (Unione regionale delle bonifiche Emilia Romagna), potrebbe esserci un rischio siccità per 130 mila persone tra Modena, Reggio Emilia e Mantova. Di fronte a un rischio siccità per il territorio e l’agricoltura legato ai danni – 67 mln di euro quelli stimati sinora arrecati dal sisma ai consorzi di bonifica in Emilia e nel mantovano” – la cosa principale è la messa in sicurezza con interventi provvisionali”. E’ quanto ha affermato il sottosegretario con delega all’Agricoltura, Franco Braga, in un sopralluogo con i vertici dell’Anbi (Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni), dell’Urber (Unione regionale bonifiche Emilia Romagna) e della Regione Emilia Romagna all’impianto del consorzio della bonifica Burana, a Mirandola, nel modenese. “Ritengo che l’intervento debba essere, intanto, provvisorio ma efficace. L’intervento provvisorio – ha proseguito – si fa in giorni, non in settimane o mesi ma in giorni quindi è l’unica manovra che oggi vedo per scongiurare questa emergenza”. A chi chiedeva dell’impegno del Governo, Braga ha replicato spiegando che “intanto si tratta di trovare fondi, di capire quali possano essere le disponibilità. Domani mattina vedrò il ministro dello Sviluppo Economico Passera e quindi, intanto, potrò parlare con lui e capire cosa si può fare in termini di denaro. Se c’è un problema di denaro – ha aggiunto – sicuramente non c’é un problema di iniziativa: gli emiliani non stanno con le mani in mano aspettando il Governo che può dare linea di intervento. Con il ministro Passera cercherò di capire quali sono i fondi disponibili, se ci sono, eventualmente dove recuperarli. Dagli emiliani mi aspetto di sapere quanto servirebbe”. (ANSA)

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