Terremoto: Provincia Modena, vincoli troppo severi in agricoltura

“Serve una deroga all’obbligo di ricostruire fedelmente i fabbricati rurali per preservare il paesaggio rurale. Occorre lasciare maggiore libertà agli agricoltori danneggiati dal sisma per favorire innanzitutto una rapida ripresa delle attività”. Lo ha detto Giandomenico Tomei, assessore provinciale all’Agricoltura di Modena, intervenendo in Consiglio sulle conseguenze del terremoto sul settore agricolo. “Quello della ricostruzione ‘fedele’ – ha aggiunto – è un tema molto sentito che ci hanno segnalato anche le associazioni agricole e gli ordini professionali. Su questo la Regione deve intervenire modificando i vincoli urbanistici per le aree terremotate in particolare gli obblighi relativi ai volumi e ai prospetti esterni degli edifici”. Su questi temi Tomei ha avanzato richieste di modifica delle regole urbanistiche per “consentire di ridurre la volumetria dei fabbricati da ricostruire in quanto le dimensioni delle vecchie case rurali di un tempo non trovano più una loro giustificazione”. Poi, ha aggiunto l’assessore, occorre tra l’altro consentire agli agricoltori di costruire dei fabbricati anche in materiali diversi dal mattone e cemento quali il legno o il ferro, soluzioni spesso più funzionali e economiche.
Sono quasi 4.000 le aziende agricole modenesi danneggiate dal sisma, con una stima dei danni che sfiora il miliardo. Lo ha reso noto l’Amministrazione provinciale, sulla base delle verifiche fatte dai tecnici dopo le scosse del 20 e 29 maggio e delle segnalazioni delle imprese. Di queste aziende, oltre 1.100 hanno già segnalato alla Provincia i danni subiti, ma solo la metà è riuscita a quantificare economicamente le lesioni a strutture e impianti, che per ora ammontano a oltre 200 milioni. (ANSA)

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