Diminuiscono i terreni agricoli, cresce il rischio frane

frana Negli ultimi 40 anni l’agricoltura italiana ha perso il 27% dei terreni. Un dato che la dice lunga sul rischio dissesto legato a doppio filo con l’abbandono delle terre marginali. A denunciare il progressivo degrado del Belpaese è Coldiretti che, in occasione del vertice di Copenaghen, sottolinea come l’erosione di terre fertili sia imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all’abbandono delle zone più difficili da vivere e coltivare. Un processo che mette a rischio la sicurezza del territorio in Italia dove il 70% dei comuni, pari a 5.581, sono a rischio idrogeologico. Di questi, secondo Legambiente e Protezione Civile, 1.700 sono a rischio frana e 1.285 a rischio di alluvione, mentre 2.596 sono a rischio per entrambe le calamita’. Una situazione pesante, aggravata dai cambiamenti climatici in atto, ma anche una nuova sfida per l’impresa agricola – afferma Coldiretti – che deve interpretare il cambiamento e i suoi effetti sui cicli delle colture, sulla gestione delle acque e sulla sicurezza del territorio.

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