Tiene l’agricoltura veneta. Su fatturato, occupati ed esportazioni. Giù imprese e produzione

image031Il barometro della congiuntura economica europea e internazionale indica ancora “brutto”. Ad esempio il PIL Veneto 2012 è stimato in calo del 2,1%. Dentro a questo quadro la sostanziale tenuta del settore primario veneto, rispetto al 2011, è una notizia confortante. Lo è ancora di più considerato che lo scorso anno l’andamento meteorologico anomalo, caratterizzato da elevate temperature ed un prolungato periodo di siccità, ha sicuramente penalizzato il comparto agricolo; ne hanno sofferto in particolare mais e soia. L’outlook che gli esperti di Veneto Agricoltura hanno presentato oggi in Corte Benedettina a Legnaro (Pd), presenti l’Assessore regionale e il Commissario Straordinario dell’Azienda sull’annata agraria 2012, non lascia spazio alle interpretazioni. Proprio secondo l’Assessore Regionale all’agricoltura, confortato da dati che confermano i punti di forza dell’agricoltura e dell’agroalimentare veneto, ha ribadito la necessità di razionalizzare le risorse pubbliche e supportare con efficienza il tessuto economico del settore primario in grado di creare reddito e lavoro. Dimensioni aziendali adeguate, sostegno a ricerca ed innovazione, rafforzamento dell’ufficio regionale in Europa, lotta alla contraffazione, in vista della nuova Pac (Politica agricola comunitaria) e nuovo PSR (Programma di Sviluppo Rurale), gli obiettivi principali. Sulla stessa linea il Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura che ha evidenziato il ruolo che l’Azienda di Legnaro (Pd) continua a esercitare sulla ricerca e sull’innovazione per le imprese e sulla progettazione europea a sostegno della competitività del settore.
Tornando ai dati, il fatturato complessivo, grazie ai prezzi in crescita, si è attestato su un livello leggermente superiore rispetto al 2011 (5,27 miliardi di euro, +0.5%). Sulla produzione delle coltivazioni agricole domina però, mediamente, il segno negativo, proprio a causa dell’andamento meteorologico sfavorevole. Cresce lievemente, come detto, il valore della produzione (+0.5%), diminuisce il numero delle imprese agricole (-2,1%, soprattutto ditte individuali mentre aumentano società di persone e di capitali); continua l’incremento del numero di occupati (+11%, più donne e dipendenti) aumenta l’export di prodotti agroalimentari (+9%) e si riduce il deficit della bilancia commerciale (-32%).
La contrazione delle aziende, nel dettaglio, ha interessato tutte le province ad esclusione di quella di Belluno; in particolare Padova (-3,1%) e Venezia (-2,9%) dimostrano perdite superiori alla media regionale. Verona, con 17.100 imprese agricole attive (-2,1%) si conferma la prima provincia in Veneto (23,5% delle aziende), seguita da Treviso (15.430, -1,2%) con il 21,2% e Padova (14.940 aziende), dove si localizza il 20,5% delle imprese agricole regionali.
Vediamo i risultati delle singole colture e degli allevamenti. Cereali: produzioni in aumento per i cereali autunno-vernini (frumento tenero +26%, frumento duro +11% e orzo +6%) e in diminuzione per quelli primaverili-estivi (mais -35%, riso -10%). Il mais si conferma prima coltura in Veneto con 270.000 ettari (+10%), in aumento anche la superficie a frumento tenero (+4%), mentre calano gli ettari coltivati a frumento duro (-5%), orzo (-9%) e riso (-15%). Colture industriali: ripresa degli ettari per barbabietola da zucchero (+39%, produzione +23%) ma per il meteo cala la resa (-12%). Anche la soia ha sofferto la siccità estiva (-43%), calo dovuto anche alla contrazione della superficie (-11%); bene i prezzi di mercato piuttosto elevati soprattutto in corrispondenza della nuova campagna di commercializzazione. Male per tabacco (-37% conseguenza di una notevole diminuzione della superficie -46%), girasole (-13%) e colza (-16%). Buona invece la tenuta per patate e ortaggi che confermano le superfici aumentando leggermente il valore della produzione (+1,2%). Mercati per queste colture sono stati altalenanti: il prezzo medio annuo ha subìto un calo per radicchio (-8%) e patata (-15%); rialzi invece per lattuga (+18%) e fragola (+24%). Le colture frutticole non ridono: melo -5%, pero -12%, pesco -13%. Tuttavia la minore offerta e la buona qualità del prodotto hanno consentito di spuntare prezzi vantaggiosi. La Vitivinicoltura veneta ha subìto una contrazione produttiva significativa sia in termini di produzione di uva (-7%) che di vino (-13%) a causa dell’andamento meteorologico anomalo. La contrazione dell’offerta ha sostenuto però i listini, determinando per il terzo anno consecutivo l’aumento dei prezzi delle uve (mediamente +10%) e un’ottima tenuta di quelli dei vini. Risultati alterni ma complessivamente positivi per la Zootecnia. Il prezzo del latte, la cui produzione si è da qualche anno stabilizzata intorno a 11 milioni di quintali, ha subìto una contrazione di circa il 5% dopo la ripresa dell’anno precedente. Bene le vendite di carne bovina e suina (rispettivamente +10% e +5%), stabili le quotazioni degli avicoli e in notevole aumento il prezzo delle uova. Ma, il forte incremento di prezzo di mais e soia nella seconda parte dell’anno ha ridotto significativamente il margine di redditività degli allevamenti. Pesca: in calo i quantitativi raccolti nei primi 6 mesi del 2012 da quella marittima a livello regionale (-3%), mentre il prezzo medio di vendita del pescato è sceso di circa il 9%. Note positive invece dalla produzione di molluschi bivalvi, tornata a livelli di normalità dopo la crisi che ha attanagliato il settore dal 2008 al 2011.

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